E’ Halloween ed in quanto tale non poteva esserci momento migliore per uno dei debutti più attesi dell’anno. Arrivano stasera su Sky le prime due puntate di Lovecraft Country, nuova serie horror di HBO basata sull’omonimo romanzo di Matt Ruff e prodotta da JJ Abrams e Jordan Peele.
Iniziamo con un po’ di storia. Howard Phillips “HP” Lovecraft è stato uno dei più importanti scrittori della cosiddetta fantascienza Angloamericana, essendone il precursore. Lovecraft però, nonostante il suo acume, era un uomo figlio del suo tempo e quindi estremamente razzista. Il romanzo si basa sulla cosiddetta “Contea di Lovecraft”, una zona degli Stati Uniti dove il prolifico autore ha intinto gran parte delle storie fantastiche e dell’orrore che lo hanno reso tanto famoso: questo, insieme al pressante razzismo dell’America degli anni ’50, fa da sfondo ad una storia di avventura e orrore con un protagonista che dovrà sormontare sia il razzismo della popolazione che i pericoli soprannaturali che circondano la contea.
Nelle prime due puntate della serie seguiamo la storia di Atticus Freeman (Jonathan Majors), un reduce dalla guerra in Corea che ritorna a casa quando il padre, Montrose (Michael K. Williams), scompare misteriosamente dopo che ha lasciato una lettere diretta proprio al figlio, in cui lo esortava a seguirlo alla ricerca dell’eredità degli avi di sua madre. Tic partirà così insieme allo zio, George Freeman (William B. Vance) e Letitia Lewis (Jurnee Smollett) alla ricerca del padre che si è diretto verso Ardham, la cosiddetta “Contea di Lovecraft” e, giunti a destinazione, si troveranno a dover fare i conti con il mostro del razzismo e anche mostri veri e propri.
Lovecraft Country, in queste prime due puntate, si dimostra una serie estremamente pulp, in cui l’horror, seppur presente, non si attesta come la parte più importante della narrazione. I primi istanti della puntata ci portano in uno dei tanti immaginari pulp raccontati nei romanzi degli anni ’50 e, così facendo, stabiliscono il tipo di rapporto che ha Atticus con questo tipo di narrazione e che tipo di protagonista sarà per tutta la durata della serie. Tic è un uomo comune che viene travolto da cose più grandi di lui, diventando l’eroe degli oppressi e combattendo il male eterno, che questo sia un mostro o il razzismo. Viene dato anche spazio ai personaggi principali come Leti, una donna capace che decide di seguire Tic e George mentre cerca di trovare il suo posto in un mondo nel quale la donna nera non riesce ad essere vista se non che come cameriera o donna delle pulizie. George è la figura che fa da mentore a Tic e che ci porta a conoscere la storia della famiglia dei Freeman, come la violenza del nonno di Tic verso i suoi figli e il diverso modo in cui i due fratelli hanno reagito alla situazione. Lo spettatore viene portato nel cuore degli Stati Uniti degli anni ’50 mentre Atticus, George e Leti viaggiano alla ricerca di Montrose: così facendo, ancora prima di incontrare i mostri veri e propri, si scontrano con il mostro peggiore, l’essere umano. La prima puntata è un continuo scappare per il trio e, anche quando arriva l’orrore, viene introdotto attraverso il mostro “uomo” e anche nella seconda puntata l’orrore rimane una sorta di presenza a margine, mentre i personaggi devono sopravvivere ai mostri umani. La scelta di trasmettere le prime due puntate in un blocco unico è dato dal fatto che entrambe si intrecciano, creando una sorta di mini film per la tv che racconta una storia compatta, ma che lascia presagire l’oscurità che di lì a poco verrà rivelata. Vedremo dunque se anche le prossime puntate di Lovecraft Country mischieranno così sapientemente razzismo, classismo e orrore, ma per ora siamo curiosi e vogliamo sapere di più della vita dei Freeman e degli orrori che li attendono.














