Oggi debutta su Netflix la sesta ed ultima stagione di Lucifer, l’amata serie tv che prima era trasmessa da Fox e che in seguito alla cancellazione è stata salvata da Netflix. Vediamo dunque insieme come si è comportata la conclusione della serie con protagonista Tom Ellis.

La sesta stagione riprende poco dopo la fine della scorsa e la battaglia tra gli angeli che ha portato Lucifer (Tom Ellis) a diventare l’erede al trono celeste. Il Diavolo però sembra aver finalmente trovato la sua dimensione sulla terra e fatica a capire quali sono le attività che spettano al padre eterno. Lucifer, con l’aiuto di Chloe (Lauren German), Amenadiel (D.B. Woodside) e Linda (Rachael Harris) deve capire come riuscire a rispondere alle preghiere di sette miliardi di persone e non sarà semplice. Inoltre, appare un misterioso angelo di nome Rory (Brianna Hildebrand), che ha un solo obiettivo: uccidere Lucifer Morningstar.

La serie dunque, come da alcuni anni a questa parte, incorpora sempre di più elementi soprannaturali e anche questa sesta stagione non fa differenza, seppur più in piccolo. Evidentemente però, gli sceneggiatori, per quanto liberi di usare personaggi celesti e una trama a largo spettro, quest’anno decidono di stare rilassati dopo la grande guerra della stagione cinque, rimanendo più in un terreno simile a quello varcato nella prima stagione andata in onda su Fox. La sesta stagione si concentra dunque più che sugli elementi pirotecnici del suo protagonista e della sua famiglia, sul cast e sull’effettiva bravura e chimica tra di loro, elemento che in un certo senso ha da sempre tirato avanti la serie e lo fa anche stavolta. Purtroppo, a causa di numerosi problemi, tra tutti la negoziazione di nuovi contratti per tutti, Ellis incluso, ha portato la stagione finale ad avere solo 10 puntate, che forse sarebbero state anche sufficienti se gli sceneggiatori avessero avuto più tempo per scriverle. La frettolosità con cui la stagione è stata scritta e girata si sente tutta nella parte centrale, che presenta puntate molto lunghe e con tanti contenuti, ma che non riescono a dare il giusto finale a tutti. Sia perché alcuni personaggi dopo una prolungata permanenza nel cast non riescono mai a progredire più di tanto, come Ella Lopez (Aimee Garcia), sia perché ne vengono aggiunti altri come Rory.  Alla fine nel cast di supporto alle due star, Ellis e la German, chi davvero riesce ad avere il suo atto conclusivo sono personaggi come Mazikeen ed Eve, il primo ormai un protagonista al livello di Lucifer e Chloe e l’altra punto focale della quarta stagione. Possiamo dire che i dieci episodi concessi da Netflix si dividono tra quelli che vorresti fossero più brevi o con una costruzione migliore, ed altri che vorresti fossero più lunghi, anche grazie alla giovane aggiunta nel cast, Brianna Hildebrand (Deadpool, Deadpool 2) che interpreta Rory.

LuciferRory è un personaggio che viene introdotto come un grande mistero ma che, data la brevità di questa stagione, perde il suo velo molto in fretta. Ma sarà anche questo aspetto a far amare agli spettatori il giovane angelo. Rory, ultima arrivata, spesso riesce a rubare la scena anche a Mazikeen, tutto grazie alla bravura dell’attrice, che sopperisce a mancanze di sceneggiatura e tempo. Un altro elemento importante della stagione è la redenzione del personaggio di Daniel Espinoza(Kevin Alejandro). Nella scorsa stagione ci eravamo lamentati di come avessero eliminato Dan per poi dargli un finale non amaro ma distruttivo per noi fan affezionati al personaggio, di cui abbiamo seguito la lenta redenzione ed accettazione, il tutto, grazie al sopracitato personaggio di Rory. Lucifer e Chloe continuano ad essere la forza dello show, seppur gli sceneggiatori non riescano ad abbandonare la voglia di farli discutere e battibeccare su questioni ampiamente chiuse, ma la chimica tra Ellis e la German tiene su molti momenti sotto tono della sesta stagione. Vi è però un divertente “episodio” animato che gioca molto con l’autostima del nostro protagonista e che predispone indizi sul finale della serie, che forse dimostra come, con qualche aggiunta in termini di budget, si sarebbe potuto davvero realizzare un ottimo arco conclusivo e variegato.

Purtroppo, nonostante questi lati positivi, si vede che la sesta stagione è stata frettolosamente messa insieme e non pensata in maniera coerente come le precedenti. Molte puntate sembrano riempitivi e alcuni personaggi che in altre stagioni sarebbero stati più centrali qui risultano di contorno e non hanno lo screentime necessario. Questi piccoli problemi dimostrano come la frettolosità di mettere in cantiere una sesta stagione e anche il covid abbiano impattato sulla conclusione di una serie amata da tanti spettatori. Forse, alla luce di questi problemi, sarebbe stato più oculato chiudere tutto con la quinta stagione e l’ascesa di Lucifer al ruolo di Dio; sia perché era un buon punto di arrivo sia perché il finale della serie, seppur trovi un senso nelle vie misteriose di Dio, mina parte del percorso fatto dai personaggi nelle scorse stagioni. Quindi possiamo dire che, in parte, mina la costruzione di gran parte del destino dei personaggi che fino ad ora, insieme al divertimento, è sempre stato puntuale.

LuciferLa sesta stagione di Lucifer per certi versi ricorda molto la prima andata in onda ormai sei anni fa su FOX, soprattutto nella struttura episodica che qui torna prepotentemente e che quindi in un certo senso fa regredire la serie, ma dà un feel molto nostalgico, quasi come se si cercasse di chiudere in maniera simile all’apertura. Purtroppo, nonostante un pò di nostalgia per quel semplice e poco esagerato inizio, questa sesta stagione rimane molto radicata in casa Netflix, ma per lo più complice il numero di episodi e l’effettiva trama orizzontale questa stagione finale appare più debole delle altre due create per il servizio streaming. Rimangono i grandi lati positivi delle precedenti stagioni, episodi più liberi da scelte dettate da pubblicità e demografica, ed anche le interpretazioni dei due protagonisti. Le interpretazioni e la chimica tra tutto il cast, non solo tra i protagonisti, sono davvero quello che ha fatto la fortuna della serie e anche in questa sesta stagione sono proprio loro a fare da collante tra puntate carine, altre un po’ troppo lunghe e le migliori (ossia quelle che seguono la trama orizzontale). Insomma, seppur molto più difettata delle altre due stagioni made in Netflix, finalmente abbiamo un finale, dolce e leggermente amaro, ma in linea con quello che era il Lucifer degli inizi, meno esplosivo e più contenuto. In definitiva, la stagione sarebbe stata più che buona se si fossero evitati i soliti battibecchi tra Lucifer e Chloe, in favore di più screentime a Mazikeen, Eve ed anche alla giovane Rory, ma nonostante tutto il finale è godibile e fa sorridere, molto più che l’addio dolce amaro della stagione cinque.

RASSEGNA PANORAMICA
Lucifer Stagione 6
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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