Once upon a time in Hollywood – Tarantino risponde alle critiche sulla scena di Bruce Lee

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Once upon a time in Hollywood

Il regista e sceneggiatore Quentin Tarantino ha risposto alle critiche dirette a una scena del suo ultimo film, Once upon a time in Hollywood; la parte in questione vede lo scontro tra il personaggio di Brad Pitt, Cliff Booth, e la versione fittizia della leggenda di arti marziali Bruce Lee.

La replica dell’autore di Pulp Fiction ha avuto luogo in un recente episodio di The Joe Rogan Experience; l’omonimo conduttore ha tirato fuori l’argomento, dicendo che in molti hanno ritenuto che la rappresentazione di Bruce Lee facesse apparire quest’ultimo “stronzo”. Il pluripremiato film maker ha risposto: “Da dove iniziare… Posso capire che a sua figlia non sia andato giù, è suo padre caz*o! Lo comprendo, ma a chi altro? Andate a succhiare il cazzo. E il punto è che, a ogni modo, anche soltanto a guardarlo, è ovvio che Cliff lo abbia ingannato. E’ così che è stato in grado, lo ha imbrogliato.”

Alla domanda sulle ricerche per la scena, Tarantino ha citato il biografo di arti marziali Matthew Polly, il quale ritenne che Leenon facesse altro se non mancare di rispetto agli stuntmen americani“; inoltre, “stava sempre a cercare un contatto con i suoi piedi“. Nonostante Lee avrebbe senz’altro battuto Cliff in una lotta ben organizzata, d’altra parte Cliff lo avrebbe sicuramente ucciso in un combattimento corpo a corpo senza regole. Il produttore di Once upon a time in Hollywood ha spiegato “Bruce Lee non è un killer. Non si scatena mai davvero con nessuno, deve ogni volta mantenersi nelle competizioni di arti marziali. Ma se stesse affrontando qualcuno che potrebbe realmente ucciderlo sarebbe un’altra storia.”

La scena incriminata vede Cliff Booth sul set della serie televisiva anni ’60 Il calabrone verde; Booth va diretto da Bruce Lee (interpretato da Mike Moh), rivolgendogli un pretenzioso discorso sul paralizzare la leggenda della box Muhammad Ali. Booth a quel punto sfida Lee in una lotta divisa in tre round; Booth si ritrova a terra, ma vince il secondo incontro lanciando il campione di arti marziali contro una macchina, dopo averlo afferrato da una gamba. Lo scontro viene interrotto e Booth licenziato prima che si arrivi a un punteggio definitivo nel terzo round.

Una delle prime critiche mosse nel 2019 (anno di rilascio della pellicola) è il rendere Lee arrogante e spaccone; Shannon Lee, figlia del campione hongkonghese, si lamentò in quanto non venne consultata durante la costruzione del personaggio del padre. “Mi sono sentita scomoda a stare nelle sale cinema e sentire le persone ridere per il suo personaggio.” Il biografo Polly ha lamentato invece la scelta di far venerare il boxer Ali a Lee. Kareem Abdul-Jabbar, leggenda del basket e co-star di Lee in L’ultimo combattimento di Chen (1978) ha definito la rappresentazione del personaggio come “superficiale e in qualche modo razzista“. Si ricorda infatti che nell’anno del debutto del film, Tarantino si riufiutò di apportare modifiche per il mercato cinese.

Fonte: Comicbook 

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