Once Upon a Time in Hollywood – Tarantino si rifiuta di modificare il film per il mercato Cinese

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Kareem Abdul-Jabbar

Once Upon a Time a Hollywood, l’ultima fatica di Quentin Tarantino, doveva arrivare nei cinema cinesi il prossimo fine settimana. Secondo quanto riferito, però, le autorità cinesi avrebbero deciso di annullare l’uscita del film sul territorio. Un nuovo reportage di THR suggerisce che la figlia di Bruce Lee, Shannon Lee, si sia appellata direttamente alla cinese National Film Administration affinché alcune parti del film fossero modificate prima del suo debutto. Il Governo Cinese si sarebbe trovato d’accordo e ne avrebbe quindi sospeso l’uscita. Il distributore cinese Bona Film Group è perciò partito immediatamente alla ricerca di un compromesso. Compromesso però impossibile, secondo Variety, per via dell’accordo tra Tarantino e Sony. Il regista ha diritto all’ultima parola sulla versione finale del film, e non è disposto ad apportare ulteriori modifiche.

Le parti del film in questione includono le scene con Bruce Lee (Alhumans Mike Moh). Shannon Lee le ha commentate negativamente più volte, fin da quando il film è arrivato nelle sale. Parlando con TheWrap, ha ammesso il disagio provato nel vedere le persone ridere del ritratto spaccone e arrogante che il film fa di suo padre.

Riesco a capire tutto il ragionamento alla base di ciò che si vede nel film. Capisco che i due personaggi siano antieroi e questo sia un po’ come una fantasia rabbiosa di ciò che accadrebbe… e stanno rappresentando un periodo storico che chiaramente ha visto molto razzismo ed esclusione.

Capisco che vogliano trasformare il personaggio di Brad Pitt in quest’uomo cazzutissimo che potrebbe battere Bruce Lee. Ma non avevano bisogno di trattarlo come faceva la Hollywood bianca quando era vivo… [nel film] è lui a vantarsi eccessivamente, ed è lui a sfidare Brad Pitt. E lui non era così… È rappresentato come uno stronzo arrogante, un pallone gonfiato. E non come qualcuno che ha dovuto battersi il triplo rispetto di chiunque altro per realizzare ciò che è stato dato naturalmente a così tanti altri.

Tarantino in seguito ha difeso le sue scelte di scrittura per Once Upon a Time in Hollywood.

Fonte: ComicBook.com