Durante l’ultima edizione di Lucca Comics & Games, tra i tanti ospiti internazionali, uno dei più importanti è stato sicuramente Hiro Mashima. L’acclamato mangaka, autore di successi internazionali come Rave, Fairy Tail e Edens Zero, si è prestato ad una chiacchierata con diversi interlocutori della stampa di settore.
Abbiamo avuto il piacere e l’onore di poter partecipare a questa chiacchierata, di cui vi riportiamo le principali domande con le spesso simpatiche e sempre interessanti risposte del Sensei.
Quest’estate ha iniziato a lavorare su un nuovo progetto, Dead Rock, ad ambientazione scolastica. Volevamo chiederle come è nata l’idea di una storia ambientata a scuola, visto che è la sua prima opera di questo tipo. Inoltre, ha detto che sarà una storia breve, può dirci qualcosa in merito a questa decisione?
All’epoca delle superiori mi sono divertito tantissimo e ho dei bellissimi ricordi di quegli anni, quindi ne ho voluto approfittare e mi sono divertito molto nello scrivere un’opera che parlasse di questo argomento. Per rispondere alla seconda domanda, siccome scrivere una storia lunga è faticoso, ho scelto di scriverne una breve, però può capitare che andando avanti questa si allunghi.
In tutte le storie del Sensei, l’amicizia ed i legami tra i personaggi sono l’elemento cardine delle vicende. Come mai ha scelto di dare così tanta importanza a questo tema?
Nelle mie esperienze personali l’amicizia è sempre stata importante, fondamentale. Sono stato lasciato da diverse persone nelle mie relazioni, ma gli amici sono gli unici che non mi lasciano mai.
Ho sempre trovato i personaggi femminili fortemente caratterizzati, da dove trae ispirazione? Magari da persone che conosce o dal lavoro di altri autori?
Intorno a me ci sono molte donne forti, e di conseguenza sono diventate il prototipo dei personaggi delle mie storie.
Secondo me lei è un maestro del fan service, le sue ragazze sono super attraenti ed impareggiabili. Dove trova ispirazione per disegnare così bene le ragazze dei suoi fumetti?
Come dicevo prima, essendo circondato da donne forti, mi piace immaginarle forti anche nei miei disegni. Anche i personaggi maschili dei miei lavori sono forti e attraenti, ma preferisco concentrarmi sui personaggi femminili.
Lei ha disegnato tantissimi personaggi tra Rave, Fairy Tail e Edens Zero. So che è difficile rispondere, ma qual è il personaggio a cui è più legato, in cui si identifica di più e che preferisce disegnare?
Non ho mai pensato a questo argomento avendo disegnato tantissimi personaggi, ma ho una predilezione per le mascotte, quindi Blue per Rave, Happy per Fair Tail, Pino per Edens Zero. Per quanto riguarda me, mi identifico molto nel personaggio di Grey in Fairy Tail, perché si denuda spesso e io da giovane facevo lo stesso. (risate)
Ci sono un sacco di ragazzi che sono qui da ieri per incontrarla. Cosa pensa quando vede tutto questo affetto? E poi vorrei chiederle, le piacerebbe se una piattaforma le chiedesse di lavorare e supervisionare un live action tratto da una sua opera, magari proprio Fairy Tail?
Ovviamente sono molto contento che siano qui ad aspettarmi ma preferirei non si ammalassero! Se facessero un live action su Fairy Tail ovviamente sarei molto felice e vorrei tanto partecipare!
Sensei, come mai porta alcuni dei suoi personaggi da un manga all’altro? Penso a Plue e Happy, per esempio, che troviamo rispettivamente in Rave e Fairy Tail e in Fairy Tail e Edens Zero.
Ho preso lo spunto da Osamu Tezuka, ha creato quello che viene chiamato Star System, con un ritorno ricorrente di diversi personaggi e mi sono ispirato al sensei nel fare la stessa cosa.
Si parla molto delle intelligenze artificiali applicate ai fumetti: è qualcosa di cui ha parlato con i suoi editor o con altri autori, e cosa pensa del suo utilizzo?
Ovviamente non ne faccio uso, ma è un tema molto caldo e discusso attualmente nel mondo del fumetto. Ne abbiamo parlato con gli editor, ma è una cosa che per ora non pensiamo di affrontare o utilizzare.
Vista la sua passione per le mascotte dei suoi manga, qual è il processo creativo dietro alla creazione di queste ultime e perché sceglie spesso mascotte con le fattezze di gatto?
Di base quando creo un personaggio ne disegno prima la silohuette, a cui poi aggiungo i dettagli. I gatti hanno una sagoma molo carina, e lo diventano ancora di più se gli metti le ali!
Uno dei suoi manga meno conosciuti riguarda le avventure di Plue: come le è venuto in mente di scriver uno spin-off sulla mascotte di Rave e come le sono venuti in mente i personaggi che troviamo in quella storia? Da dove nasce l’idea di dedicare un fumetto ad una delle mascotte?
Ero decisamente sicuro che il personaggio fosse adatto per un pubblico di bambini, ed è per questo che ho pensato di scriverci una storia, ma non sapevo che successo e seguito potesse riscontrare sul mercato internazionale. In ogni caso, alla fine l’abbiamo pubblicato ed è andata bene!
Rispetto al concept iniziale, quanto sono cambiati in corso d’opera i suoi personaggi e quanto questo è avvenuto in maniera inaspettata anche per lei? Se li immaginava così o sono cambiati in corso d’opera?
Rispetto ai miei concept iniziali, tutti i miei personaggi sono cambiati molto in corso d’opera. Per alcuni, avevo già un’idea su come si sarebbero evoluti, per altri è stato qualcosa di meno pensato e più conseguenza di come stavo portando avanti le storie.
Nel corso della sua lunga carriera, secondo lei sono cambiati i gusti dei ragazzi in generale?
Non penso che siano cambiati molto: ad esempio il personaggio di Erza di Fairy Tail, nonostante sia in giro ormai da un po’ di anni, è tutt’ora molto popolare. Per un mangaka è comunque importante e difficile riuscire a stare dietro all’evoluzione dei gusti e al ricambio del pubblico di lettori.
Come mai ha deciso di intraprendere una carriera nel mondo dell’arte?
Il discorso è molto lungo, ma proverò a riassumerlo: mio nonno raccoglieva tantissimi manga che trovava quando andava in montagna, e ovviamente io li leggevo. Da subito, ho iniziato a provare a disegnare quello che vedevo sui manga e poco per volta ho scoperto che era qualcosa che mi piaceva e mi riusciva abbastanza bene. Fin da bambino avevo quindi deciso che sarei stato un mangaka.
Lei è particolarmente famoso per come riesce a gestire il suo tempo, nonostante i ritmi forsennati dell’editoria giapponese, mentre molti dei suoi colleghi hanno più difficoltà in questa gestione. Come fa a organizzarsi per poi potersi dedicare anche ai suoi hobby?
Adoro organizzarmi con molto anticipo ed in maniera molto meticolosa e precisa la mia giornata, in modo da riuscire a dedicarmi sia al lavoro che al piacere. E voglio che sia lo stesso anche per i miei assistenti, perché oltre al lavoro, voglio che si dedichino anche alla propria vita e ai divertimenti.
Visto che le sue opere vengono pubblicate a cadenza settimanale e sono spesso molto lunghe, ha già in mente fin da subito i punti di snodo della storia o è qualcosa che si evolve andando avanti?
Dipende molto dal manga: nel caso di Rave avevo già pensato a tutto, mentre per quanto riguarda Fairy Tail non è stato così, ci sono diversi elementi che sono arrivati con l’evolversi della storia e che ne hanno condizionato gli sviluppi successivi. Edens Zero invece l’ho programmato fino a metà circa.
Lavorare ad un manga è difficile e il metodo di pubblicazione giapponese è totalmente diverso rispetto al resto del mondo, basti pensare che negli Stati Uniti si pubblicano storie mensili mentre in Giappone i capitoli sono settimanali.
Cosa ne pensa di questo metodo, c’è qualcosa che cambierebbe?
La pubblicazione a capitoli settimanali da venti pagine è qualcosa che ci portiamo avanti da così tanto tempo da essere diventata una tradizione, e credo che sia impossibile che questo possa cambiare. Per quanto mi riguarda, non vedo motivo di cambiare questo sistema, io penso “Si fa quel che si riesce”.
Sensei, lei è anche molto presente e attivo sui social. Quanto è importante il contatto diretto con i lettori?
Credo che sia molto importante avere più contatto possibile con il pubblico.
Oltre ai suoi disegni, lei è apprezzato anche per le sue trame complesse e intricate. Ha mai pensato di scrivere un seinen, magari anche con atmosfere più drammatiche e meno festose?
Io ho sempre pensato di fare shonen manga, anche perchè bisogna puntualizzare che il pubblico di lettori di shonen manga non è composto solo da ragazzini ma anche da adulti.
E poi invecchiando mi è venuto più un animo da shonen manga!
Ci sono moltissimi giovani, non solo giapponesi, che vorrebbero approcciarsi al mondo del fumetto. Cosa consiglierebbe a questi nuovi ingressi nel mondo del fumetto?
Il livello dei disegnatori europei di manga (e non solo) è molto alto, quindi direi che non ho grossi suggerimenti da dare ai nuovi disegnatori. E aggiungo che ci sono diverse produzioni non giapponesi di manga con una qualità talmente alta da non distinguere se siano giapponesi o del resto del mondo.
Nelle sue opere principali si è dedicato principalmente a storie ricche d’azione, ma ha mai pensato di cambiare anche genere, magari buttandosi nuovamente sull’umoristico, come già fatto con lo spin-off su Plue?
La possibilità c’è sempre, ma al momento mi diverto troppo a disegnare storie d’azione, per cui per ora vorrei continuare così.
Collegandoci alla domanda precedente, lei è bravissimo sia nelle scene di combattimento che su quelle comiche, cosa preferisce disegnare tra le gag e il combattimento?
Mi piace molto disegnare le scene comiche.
Delle sue opere principali, Fairy Tail è quella che ha avuto più spin-off. Si tratta di una sua idea o di una volontà degli editor? Come avete deciso su cosa incentrare gli spin-off?
Quali personaggi ha scelto lui e quali l’editor?
Come sempre, qualcosa l’ho deciso io, qualcosa gli editor. Sia per quanto riguarda chi utilizzare come protagonista dello spin-off, sia quali personaggi inserire e se crearne di nuovi, ovviamente sempre con l’obiettivo di mettere in piedi serie che facessero divertire il pubblico.
Nelle sue opere ha creato molti design particolari. Come nasce un suo personaggio? Quali sono i dettagli che caratterizzano un suo personaggio dal punto di vista visivo?
Come dicevo quando parlavo delle mascotte, la silhouette è la base più importante, da quello si parte e si evolve il resto del design. Per esempio, parlando di Natsu, uno degli elementi su cui mi sono focalizzato nella sua realizzazione è, come ben saprete, la sciarpa. A volte però capita che cambi totalmente l’idea iniziale: nel caso di Erza, ad esempio, avevo immaginata una maga, con cappello, bastone e tutto il resto, ma poi sono andato in una direzione totalmente diversa.
Qualche anno fa lei fece un omaggio alla Marvel dedicando un poster a Civil War. C’è un personaggio occidentale che vorrebbe disegnare?
Adoro la Marvel, ho anche pensato di lavorare ad un progetto per loro. Come personaggi, adoro Spider-Man e Iron Man, ma se mai dovessi lavorare con Marvel vorrei creare un progetto tutto mio.
Se fosse un mago di Fairy Tail, quale potere magico vorrebbe avere?
Mi piacerebbe molto avere il potere di Lucy, perché non ho molti amici, anche se sono grandi amici, e con il suo potere potrei averne molti di più.















