Tina Romero prende in mano l’eredità del padre nella nuova commedia horror a tema zombie presentata all’ultima Festa del Cinema di Roma, ovvero Queens of the Dead. Il tema degli zombie, tanto caro al compianto George A. Romero, torna qui a fare da specchietto per le allodole per lanciare, invece, un’accusa e una critica alla società contemporanea, il tutto in una chiave queer davvero sensazionale. Il cast scoppiettante comprende nomi quali Katy O’Brian, Jack Haven, Dominique Jackson e Ricky Lindhome. La pellicola ha già viaggiato per diversi festival in giro per il mondo, ma al momento non ha ancora una data di uscita italiana, con l’alta probabilità che venga gestito direttamente attraverso le piattaforme streaming.

Queens of the Dead racconta la storia di un gruppo di persone queer, tra cui drag sfavillanti, rimane bloccato in un night club di Brooklyn mentre nell’ambiente circostante sta esplodendo un’epidemia zombie. Il team apparentemente male assortito dovrà unire le forze e utilizzare le loro abilità uniche come il trucco e la performance, per sopravvivere all’apocalisse e scappare dal nightclub verso la salvezza.

Queens of the Dead si apre con un inizio sfavillante, che mette insieme sangue e glitter, dove si vede una Drag Queen recarsi in chiesa e scoprire che gli zombie sono sulla terra. Già i primi frame racchiudono la poetica e lo stile narrativo che Tina Romero ha voluto perseguire in quest’opera, sfruttando, come il padre prima di lei, queste creature divora umani come metafora per commentare la società contemporanea. Diverse sono le tematiche che emergono, dai social alle app di dating, dalla comunità queer alle problematiche interne alla famiglia, il tutto gestito con un’ironia divertente e pungente, che spesso mira al black humour senza mai scadere nel trash. In un mondo che sta andando alla rovina, sono proprio quelle persone che spesso vengono emarginate, discriminate e derise a salvare la situazione, il che risulta estremamente emblematico. Le Drag Queen trasformano le loro capacità artistiche in strumenti per sopravvivere alle creature fameliche, in un risultato che sta perfettamente in equilibrio tra il geniale e il paradossale, un connubio perfetto esaltato anche dai dialoghi brillanti e dalle citazioni alla cultura pop e alla società moderna e contemporanea.

Come il padre prima di lei, Tina Romero inserisce in Queens of the Dead il famoso concetto di alienazione dell’essere umano, adeguato ai tempi moderni. I social gestiscono la nostra intera vita ed è diventato ormai difficile, se non impossibile, per le persone vivere senza la tecnologia e tutto ciò che ne deriva. Anche dopo la morte, gli zombie continuano ad essere social addicted, ormai totalmente immersi nel mondo digitale, finto e fazioso, persino da creature senza più un cuore pulsante diventa impossibile uscirne. La pellicola gioca su questo aspetto con sequenze geniali che si agitano tra il grottesco e la commedia, ponendo sempre come sfondo la riflessione nello spettatore. Gli zombie sono da sempre metafora di un qualcosa di molto più profondo e in quest’opera il suddetto concetto viene espresso alla perfezione, con alcune vibes estetiche e narrative che si rifanno alle migliori pellicole dell’horror comedy, come ad esempio L’alba dei morti dementi. La commedia dell’assurdo funziona in maniera accattivante, creando situazioni tanto paradossali quanto in realtà presenti nella vita di tutti i giorni, generando un binomio unico che intrattiene e scatena la risata.

Altro tema fondante di Queens of the Dead è ovviamente quello che riguarda la comunità queer che qui da un lato si compone di un’autoironia iconica, mentre dall’altro fa emergere problematiche sensibili che ancora oggi attanagliano la società. Attraverso glitter, paillettes, boa colorati e tacchi vertiginosi, il coraggioso gruppo del locale, lo Yum, si trova a combattere l’epidemia zombie in maniera del tutto non convenzionale. Armi di fortuna, travestimenti improbabili e trucchi pazzeschi sono le risorse che i protagonisti hanno a disposizione e che fanno parte dell’ironia e del sarcasmo generale che si respira all’interno dell’opera. Al contrario di molte altre pellicole, dove le persone queer sono sporadiche e spesso mal raccontate, qui la situazione di capovolge e il lato queer prende il sopravvento, mostrando un interessante visione della società di cui se ne sentiva assolutamente il bisogno.

Tina Romero traspone la tematica perfettamente nell’estetica, utilizzando una fotografia brillante che riprende colori sgargianti come il viola, il rosa, il blu e il verde acceso, il tutto ovviamente cosparso di immancabili glitter. Il fatto che la narrazione sia ambientata in un night club queer va perfettamente a braccetto con un’estetica arcobaleno e sfavillante, potendo giocare molto con le luci della pista da ballo ad esempio, o con i costumi dei personaggi. I costumi, così come le acconciature e il trucco sono reparti su cui la regia ha puntato molto per restituire al pubblico una sensazione di colore e vivacità unica, tipica della cultura queer e del mondo delle Drag Queen. 

Queens of the Dead è un film brillante in maniera duplice: sia dal punto di vista delle tematiche queer e della società contemporanea affrontate, sia per quanto riguarda l’aspetto puramente estetico e visivo della pellicola. Tina Romero raccoglie l’eredità del padre in una commedia horror che porta lo spettatore a divertirsi, ma anche a riflettere, dimostrando di poter unire comedy, horror e drama in un perfetto equilibrio.


Queens of the Dead, la nuova comedy horror diretta da Tina Romero, non ha ancora una data di uscita italiana, che ricadrà sulle piattaforme streaming. Ecco il trailer:

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