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[Recensione] Iron Man 3 di Shane Black – Un Magico, Esplosivo Natale

  • di Lorenzo Ladogana
  • Aprile 13, 2018
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iron man 3

Iron Man 3 è un film del 2013 diretto da Shane Black, che ha anche lavorato allo script assieme a Drew Pearce. Tornano nel cast principale Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Jon Favreau (queste volta nelle vesti di solo attore), e si aggiungono Ben Kingsley, Guy Ritchie, Rebecca Hall, Ty Simpkins ed altri ancori.

Sei mesi dopo aver aiutato a sventare un’invasione aliena in The Avengers, Tony Stark si trova a convivere con gli effetti traumatici dell’esperienza, come violenti attacchi di panico, nascondendo il suo malessere nel lavoro e nella creazione di nuove armature. Se questo non bastasse si troverà a fronteggiare un nuovo e potente nemico, leader de”I Dieci Anelli”, il Mandarino. Quando Stark vedrà il suo mondo personale distrutto, intraprenderà una straziante missione alla ricerca dei responsabili. Con le spalle al muro, dovrà sopravvivere senza i dispositivi da lui creati, fidandosi solo del proprio ingegno e istinto per proteggere le persone che ama. Mentre cerca la forza per reagire, Stark trova la risposta alla domanda che lo ha sempre segretamente perseguitato: è l’uomo che fa l’armatura o è l’armatura che fa l’uomo?

Prima di giudicare Iron Man 3 come film legato al Marvel Cinematic Universe, bisogna soprattutto inquadrarlo come produzione di Shane Black. La seconda opera filmica di Black, già legato da anni al mondo del cinema d’azione come scrittore e produttori di film di culto come Arma Letale e L’Ultimo Boy Scout, possiede tutti gli elementi che hanno caratterizzato e caratterizzano la cinematografia del regista statunitense: l’umorismo tongue-and-cheek, caratterizzato da dialoghi sferzanti atti a stemperare determinati momenti di tensione, la dinamica binaria alla buddy cop tra i due lead actors maschili (in questo caso Tony e Rhodey, utilizzato al meglio all’interno del film rispetto ad altri titoli dell’universo condiviso) ed altri elementi ricorrenti come un rapimento, un setting natalizio e un ragazzino molto sveglio a fare da sidekick anche in situazioni particolarmente crude e movimentate (ruolo coperto in questo caso dal personaggio di Harley Keener interpretato da Simpkins).
Black cambia le carte in tavole rispetto ai due film precedenti di Favreau, spostando l’attenzione dello spettatore dalle armature e la corsa tecnologica e concentrandosi sugli esseri umani, mostrandoci ad esempio un Tony Stark sempre più affaticato e privo di risorse ma che proprio per questo emerge come ancora più caparbio e intraprendente. Nonostante le meraviglie tecnologiche di Stark non appaiano per quasi metà film, Black non si priva di certo di questo elemento ma anzi ci si sbizzarrisce, dando vita nel secondo atto a quelle che probabilmente è una tra le migliori sequenze d’azione dell’intero MCU, a mani basse.

L’umorismo gretto e scurrile del film, spesso sorprendentemente anni ’80 e sorprendentemente colorato per il franchise, diverte ma non centra sempre il bersaglio, cadendo alle volte in qualche gag ricorrente ed insistente del film (una in particolare, che coinvolge l’armatura prototipo di Stark e i suoi “gioielli di famiglia”) che falliscono di strappare una risata già al primo tentativo. Lo script di Pearce e Black è radicalmente opposto a quello dei precedenti capitoli della saga: carico nell’intreccio, quasi convoluto e ricco di dialoghi ad effetto molto dettagliati, soffre a volte di evidenti rimaneggiamenti e lascia scoperti alcuni piccoli plot-holes. In particolare, il personaggio di Maya Hansen soffre di gravi lacune nell’approfondimento, passando dall’essere un personaggio di primo piano nella prima parte del film ad avere una conclusione malandata e priva di risoluzione del suo arco narrativo nel secondo tempo, questo proprio a causa di alcuni rimaneggiamenti della storia voluti all’epoca dal presidente della Marvel Entertainment Ike Perlmutter.

Nonostante tutti questi problemi, Iron Man 3 rimane un film estremamente solido, un ottimo esempio di cinema d’azione che diverte. Inoltre è ben girato, l’azione è chiara e l’impronta registica di Black si sente in tutto il film e anche nella sceneggiatura a cui ha partecipato e sono proprio questi i punti forti che caratterizzano questo film e lo fanno distinguere tra quelli del Marvel Cinematic Universe.


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