August 21, 2019
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[Recensione] Loro 2 – Il secondo atto del nuovo film di Paolo Sorrentino

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • 12 Maggio 2018
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loro 2

Loro 2 è la seconda parte del film su Silvio Berlusconi, diretto da Paolo Sorrentino e con interprete principale Toni Servillo, uscita nelle sale il 10 Maggio. Dopo aver recensito qui la prima parte del film, è giunto il momento di approcciarsi alla conclusione dell’opera e considerare Loro come un tuttuno.

Il film riprende poco dopo la fine della prima parte, dove vediamo un Berlusconi (interpretato da Toni Servillo) assorto nei pensieri dopo la sua ultima sconfitta elettorale. Ennio Doris, a pranzo con lui per discutere di affari, gli ricorda la sua più grande qualità: lui è un venditore. Queste persone hanno due caratteristiche principali: l’essere incredibilmente soli, perché parlano sempre e non ascoltano mai, e il saper vendere sogni. Quest’ultima parte è sicuramente uno dei temi chiave del film. Nello stesso pranzo nasce l’idea di “convincere” sei senatori a passare dalla sua parte, rompendo la maggioranza parlamentare. La decisione segnerà il destino di Berlusconi nel modo tristemente noto alle cronache italiane.

Un tema chiave del film emerge quando Silvio prova a sedurre una ventenne durante una delle sue feste. La giovane, di nome Stella, risponde alle sue avances commentando sulla pateticità della scena. “Patetica” è l’aggettivo che meglio descrive tutta la seconda parte del film di Sorrentino. Patetica la sceneggiatura. Patetico lo sviluppo completamente assente dei personaggi. Patetico il dramma di Berlusconi che non riesce più a tenere insieme le fila della sua vita, dopo averle deluse tutte. La parola aleggia, accompagnando ogni scena, e venendo ripresa dagli stessi personaggi in più occasioni.

La sceneggiatura è patetica perchè il discorso intrapreso nella prima parte sul sottobosco di persone che circondano i potenti, coloro che contano, viene troncato di netto. Non viene concluso, semplicemente non gli si dà spazio in questo secondo film. I temi introdotti di sesso, droga e corruzione vengono abbandonati in favore dei drammi di Berlusconi. Il leader, nonostante diversi momenti di riflessione all’interno del film, non cresce o evolve come personaggio e ripropone ciclicamente le stesse lamentele a chiunque lo circondi. Nonostante gli scandali che si susseguono, inizia sempre i dialoghi con “Perché non mi lasciano governare?”. Definisco patetico il suo personaggio, nonostante sia quello più sviscerato, perché l’immagine che esce da questo film è quella di un vecchio con un’immensa paura di morire e di accettare la sua età. Visto il disclaimer iniziale sulla non veridicità del film, sarebbe stato magari consigliabile dare un taglio meno neutro alla pellicola e far sbilanciare il personaggio di Berlusconi verso le due figure di vittima e carnefice. Lasciare questo personaggio nel limbo dell’imprenditore che ha fatto cose orribili “ma tanto le fanno tutti” è stata una scelta priva di coraggio.

L’interpretazione degli attori, già trattata nel precedente articolo, è sfortunatamente l’unico punto positivo del film. Tutto il resto, semplicemente, non si rivela all’altezza. Tutti gli incredibili personaggi, introdotti nella prima parte, lasciano la scena per dare spazio a Lui e le loro storie terminano bruscamente senza una spiegazione. Berlusconi liquida, letteralmente, i filoni narrativi diversi dal suo con un gesto della mano e una battuta. L’ambizioso Morra cede al primo no, finendo a piangere nell’angolo come un bambino. Dopo tutti gli sforzi fatti per incontrare Berlusconi, visti nella prima parte, è incredibile che si possa lasciar scoraggiare da un semplice “non ora”. Il senatore, uno dei personaggi principali di Loro 1, non compare minimamente in questa seconda parte e il suo potenziale scandalo viene accantonato. La giovane Stella, curiosa e forse un po’ ambiziosa, cambia idea su tutta la sua vita (sfortunatamente off screen) e anche la sua storia si chiude con un taglio, non un vero finale.

La regia e la fotografia, particolarmente ricercate in Loro 1, si piegano e diventano comuni e senza impegno. Le scene non sono più costruite come dei quadri ma fanno il loro sporco lavoro, favorendo una narrazione che però non esiste. Viene lasciato grande spazio a Servillo, sempre eccelso come attore, ma l’occhio registico di Sorrentino non si vede più. Spariscono i momenti, presenti nel primo film, in cui il tempo veniva fermato o rallentato per permetterci di osservare il marciume di alcune scene come osservatori esterni e superiori. Persino la nudità, largamente presente in Loro 1, sparisce senza un reale motivo.

Loro 2 prende tutto ciò che funzionava della prima parte e lo dimentica, riuscendo ad abbattere ogni speranza nello spettatore fin dalla prima ora. Sia considerandolo come un film singolo che come due parti, Loro non riesce a brillare proprio a causa di questa seconda parte. Un bel esercizio di stile, ma niente di più. I due frammenti non si amalgamano bene, le storie vengono interrotte senza motivo e personaggi che sembravano fondamentali per la narrazione non compaiono mai nel film se non per dieci secondi. La sensazione è che le due parti siano state scritte e girate da due sceneggiatori e registi diversi, non riuscendo ad incastrare i film per creare un’unica e coerente storia.


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