Il 26 novembre è finalmente arrivata su Netflix la prima parte della quinta stagione di Stranger Things, un evento che segna l’inizio del capitolo conclusivo del fenomeno seriale globale. La stagione sarà rilasciata in più volumi: la seconda parte è attesa per la notte del 26 dicembre alle ore 2 del mattino, mentre l’episodio finale uscirà la notte di Capodanno. Ma alla vigilia del gran finale, un elemento sta attirando l’attenzione degli spettatori: il ruolo del prequel teatrale Stranger Things: The First Shadow. Concepito come spettacolo dal vivo, con repliche a Londra e New York, The First Shadow rappresenta un ponte narrativo tra il passato oscuro di Henry Creel, destinato a diventare Vecna, e gli eventi che stanno per concludersi nella stagione 5.
Gli autori, con la collaborazione di Kate Trefry, i fratelli Matt e Ross Duffer e lo sceneggiatore teatrale Jack Thorne, hanno voluto offrire ai fan un approfondimento della mitologia di Hawkins e delle origini del male che da sempre incombe nella serie. The First Shadow non va quindi considerato un semplice “extra” da fan, bensì come un tassello narrativo e simbolico che, pur restando fuori dallo schermo, amplifica conflitti e traumi che emergeranno nella stagione finale. Una scelta abbastanza discutibile in quanto, ad oggi, lo show teatrale non è disponibile (almeno legalmente) per tutto il pubblico che ne volesse usufruire, relegando questa fetta della storia solo ai “pochi” fortunati che hanno la possibilità di assistere allo show live. A differenza dei numerosi romanzi e graphic novel ispirati alla serie, utili ad ampliare l’immaginario o esplorare linee temporali alternative ma privi di un impatto diretto sulla continuity televisiva, The First Shadow occupa una posizione canonica all’interno dell’universo di Stranger Things.
L’articolo contiene spoiler rilevanti sia sullo spettacolo teatrale Stranger Things: The First Shadow sia sulla prima parte della quinta stagione della serie Netflix.
Ambientato nella Hawkins del 1959, lo spettacolo racconta gli anni giovanili di Henry Creel e le radici dell’oscurità che decenni dopo darà forma a Vecna. La cittadina, ancora lontana dagli orrori del Sottosopra è abitata dalle versioni adolescenziali dei personaggi di Jim Hopper, Joyce Maldonado, futura Joyce Byers e Bob Newby, mentre una nuova famiglia, i Creel, tenta di ricominciare una vita tranquilla dopo la manifestazione di eventi inquietanti. Henry, introverso e tormentato, manifesta capacità psichiche straordinarie che lo isolano dai coetanei ma attirano l’attenzione di chi vede in lui qualcosa di pericoloso. Il suo rapporto con Patty Newby, (sorella adottiva di Bob Newby), sembra inizialmente una via di salvezza, ma le sue visioni e una presenza oscura che lo perseguita, lo spingono sempre più verso un abisso. La prima parte della quinta stagione, pur senza approfondire direttamente quanto mostrato nello show teatrale The First Shadow, ha già gettato numerosi indizi e riferimenti che si rifanno a quanto raccontato sul palco. Le visioni di Max nella dimensione onirica, il contatto con Holly Wheeler, e i flashback legati alle grotte del Nevada e alla Dimensione X introducono elementi narrativi già esplorati nel prequel teatrale. Ma partiamo con ordine!
Lo spettacolo teatrale si apre con un prologo che getta immediatamente le basi della mitologia di Stranger Things. La scena iniziale è ambientata negli anni ’40, con riferimenti agli esperimenti militari condotti sugli Stati Uniti, tra cui la nave USS Eldridge, coinvolta in test di invisibilità e spostamento dimensionale. I militari sperano di utilizzare un campo di forza per rendere la nave invisibile e non rilevabile dai tedeschi. Tuttavia questa viene invece trasportata nella Dimensione X, dove la maggior parte dell’equipaggio viene uccisa da strane creature umanoidi. Si potrebbe quindi pensare che la Dimensione X sia il Sottosopra ma in realtà il luogo che viene introdotto in The First Shadow si distingue dal Sottosopra.
Mentre quest’ultimo è una copia deformata di Hawkins, contaminata dall’energia del male, la Dimensione X è un non luogo ancestrale, preesistente agli eventi della città. Qui le leggi fisiche e temporali sono fluide e le capacità psichiche vengono amplificate. Ed è proprio in questo non luogo che Henry Creel farà accidentalmente ingresso attraverso le grotte Rachel in Nevada situate non lontane dalla casa originaria della famiglia Creel, in esplorazione in quelle zone. Henry, inizialmente un ragazzo normale, entrerà in contatto con un attivatore presente all’interno della grotta che lo trasporterà nella Dimensione X in cui verrà esposto all’influenza dell’entità oscura che abita il luogo. Riuscendo a sfuggire alla Dimensione X, il giovane Henry tornerà a casa con un gruppo sanguigno diverso e una personalità cambiata, diventando un essere sovrumano sviluppando poteri telecinetici e controllo mentale, come si vede chiaramente nella quarta stagione della serie. Ma come ha fatto Henry ad entrare in contatto con la Dimensione X?
Nella pièce teatrale è chiaramente esplicato nel momento in cui Henry entra in contatto con il Dott. Brenner. Quest’ultimo infatti, dopo aver condotto Henry nei laboratori di Hawkins (come si vede nella serie) inizia a raccontargli del suo passato (momento non presente nella serie) e viene detto che il padre di Brenner era proprio il capitano e unico sopravvissuto dell’esperimento della nave USS Eldridge che come Henry tornò al mondo reale in modo “cambiato”. Dopo queste rivelazioni il giovane Brenner decise di condurre degli esperimenti proprio in Navada, per ritrovare la Dimensione X, ma durante gli esperimenti un ex-agente e scienziato, preso dai sensi di colpa, ruba la tecnologia per il contatto con la Dimensione X e la nasconde proprio nelle grotte Rachel dove sarà ritrovata dal piccolo Henry. Il primo contatto di Henry con la Dimensione X nelle grotte del Nevada catalizza lo sviluppo dei suoi poteri sovrumani, preparando il terreno per i fatti soprannaturali che colpiranno Hawkins decenni dopo. La Dimensione X rappresenta quindi la radice del male che poi si manifesterà nel Sottosopra.
Ma come si ricollega questa storia agli eventi narrati nella prima parte della quinta stagione di Stranger Things? Per rispondere a questa domanda bisogna chiamare in causa un personaggio fondamentale della serie tv: Max Mayfield. Nella prima parte della quinta stagione, Max è in coma a seguito degli eventi traumatici della quarta stagione, intrappolata in una dimensione onirica sospesa tra realtà e incubo. In questo luogo (definito da Holly Wheeler, sorella di Mike e Nancy, come Camazotz, in riferimento al romanzo “Nelle pieghe del tempo” di Madeleine L’Engle che suggerisce riflessioni sul tempo e sulla percezione della realtà alla base sia del romanzo che della serie) avviene l’incontro cruciale con Holly, rapita da Vecna/Henry Creel, sotto l’identità del misterioso Signor Cosè (anche questo nome preso in prestito dal romanzo “Nelle pieghe del tempo”).
Questo momento è un vero nodo narrativo che collega direttamente la serie al materiale dello spettacolo teatrale. Holly riesce a raggiungere Max grazie a un cannocchiale (e ad una lettera), oggetto già apparso nel prequel teatrale, attraverso cui il giovane Henry Creel entra nelle grotte del Nevada e contatta la Dimensione X. Il cannocchiale diventa così un dispositivo narrativo, collegando passato e presente, mondo reale e dimensione onirica, teatro e serie televisiva.
Nel mondo della serie tv, Max diventa la figura attraverso cui lo spettatore viene collegato agli eventi narrati in The First Shadow. Il suo rapporto mentale con Vecna, stabilito nella quarta stagione e sviluppato in modo più complesso nella quinta, è un’interfaccia narrativa tra il presente della storia e il passato che la pièce teatrale mette in scena. La sua connessione con Vecna consente agli autori di integrare nella serie alcune delle dinamiche sviluppate a teatro. Il racconto di Max a Holly diventa così un collegamento narrativo tra passato e presente, tra ciò che lo spettatore ha già visto e ciò che il prequel teatrale approfondisce. Max successivamente confida a Holly del suo incontro con Henry nella dimensione onirica e di come quest’ultimo abbia provato terrore vero nel momento in cui Max si è rifugiata all’interno delle grotte, perché e proprio lì che si è consumato il primo contatto di Henry con la Dimensione X, motivo per il quale durante l’inseguimento tra Max e Henry quest’ultimo non entra nella grotta, anzi ne è spaventato.
Ecco quindi spiegati, ad ora, i riferimenti tra lo show teatrale e la serie tv. I fratelli Duffer hanno inoltre dichiarato a Deadline che la seconda parte della quinta stagione fornirà tutte le informazioni necessarie per comprendere il Sottosopra e i suoi misteri. È quindi probabile che molti elementi rivelati in The First Shadow emergeranno nella serie tramite flashback o ricordi come già successo in questa prima parte di stagione. Un esempio tra tutti, Max che vede un ricordo del giovane Henry in cui è presente la giovane Joyce Byers alla Hawkins High School mentre organizza uno spettacolo scolastico: Oklahoma! mostrato nello spettacolo teatrale. Questo piccolo dettaglio è un easter egg per coloro che hanno assistito alla pièce teatrale ma forse un dettaglio insignificante per chi non consce la storia dietro lo spettacolo teatrale.
La prima parte della quinta stagione di Stranger Things è disponibile su Netflix. Ecco il trailer della serie:















