Annunciato quasi tre anni fa dopo il rinnovo del trademark da parte di Konami, la remaster dei primi due capitoli di Suikoden, al netto di ben due rinvii, è finalmente vicina a tagliare il nastro di partenza. Dopo aver puntato su titoli come le remaster dedicate ai giochi sulle Tartarughe Ninja e Yu-Gi-Oh!, ed anche sullo splendido remake di Silent Hill 2, Suikoden I & II HD Remaster Gate Rune and Dunan Unification Wars nasce invece come una via di mezzo tra i due lavori svolti con i progetti citati precedentemente. Grazie ad un codice gentilmente fornito dai ragazzi di LabCom in questi giorni ho rivissuto questi due titoli che da bambino mi hanno fatto sognare e sono pronto a raccontarvi la mia esperienza. Ecco la nostra recensione di Suikoden I & II HD Remaster Gate Rune and Dunan Unification Wars.
Se non conoscete l’opera originale (molto male in caso), Genso Suikoden è il primo titolo della serie ed un gioco di ruolo vagamente basato sul romanzo cinese I briganti, scritto dagli autori Shi Nai’an e Luo Guanzhong (autore del ben famoso “Romanzo dei Tre Regni”). Noi vestiremo i panni di un giovane ragazzo (Tir McDohl in via ufficiale), figlio del famoso generale dell’Impero della Luna Scarlatta, Teo McDohl. Dopo una visita a sua maestà Barbarossa Rugner, Tir inizia la sua carriera militare per inseguire le orme del padre, ma ben presto, durante le sue prime missioni scoprirà insieme ai suoi amici più stretti Gremio, Pahn, Cleo e Ted, che il popolo all’infuori di Greminster è sofferente, vivendo praticamente in schiavitù per via della corruzione di un impero che è solo l’ombra dei fasti di un tempo.
Tir, che da li a poco si ritroverà in possesso di una delle 27 Vere Rune, diventerà il leader dell’Esercito di Liberazione e la Stella di Tenkai, nonché l’eroe profetizzato che unirà le 108 Stelle del Destino per portare una nuova era di prosperità. Una volta iniziata la nostra avventura, il gioco ci immerge in un tradizionale jrpg in cui potremo muovere il nostro protagonista attraverso diverse mappe e dungeon tridimensionali, che offrono molteplici combattimenti a turni causali e non. Oltre al nostro eroe, potremo arruolare fino a cinque membri per il nostro party tra i più dei 90 personaggi giocabili, scegliendo l’ordine di formazione in base al sistema S-M-L. Ogni eroe infatti si divide in queste tre categorie in base al suo tipo di arma, in cui S è corrispettivo al corto raggio, M per quello medio e infine L per quello lungo.

In base a queste prerogative bisognerà schierare il nostro party su due linee d’attacco, in cui i guerrieri S offrono maggiori vantaggi sulla prima linea, mentre gli L nella seconda, con gli M che invece possono agire su ambo le linee. Durante la lotta, potremo scegliere se lottare contro i nemici, fuggire o risparmiare (in caso il nemico sia molto più debole di noi) o pagare il nemico per lasciarci andare inermi. In fase di lotta avremo diverse opzioni tra cui l’attacco base con l’arma, la difesa, l’utilizzo di oggetti come cure e antidoti per guarire da alterazioni di stato come veleno, paralisi, sbilanciamento e molto altro, l’uso delle combo tra due personaggi del gruppo che rispettano i requisiti richiesti e l’uso dei Sigilli.
Quest’ultimi sono degli attacchi speciali che potranno essere utilizzati solo se avremo impresso un sigillo particolare su un membro del party e che consumeranno di conseguenza i punti magia. Infatti in questo titolo, la magia ruota tutta attorno a delle peculiari e importantissime Rune racchiuse in Sigilli, capaci di conferire potenti incantesimi o skills passive al nostro party. Lo scopo di ogni battaglia sarà quella di sconfiggere tutti i nemici, con il nostro gruppo che agirà in base alle nostre direttive ed in ordine decrescente di velocità, dove una volta azzerati tutti punti vita dei nostri rivali, potremo ottenere Poki (la moneta del gioco), oggetti e punti esperienza. In caso contrario, se il nemico invece sconfiggerà ogni nostro membro del party allora scatterà il game over, portandoci a ripartire dal nostro ultimo salvataggio.
Suikoden però è famoso anche per altri due approcci in termini di battaglie, infatti procedendo nel gioco potremo imbatterci nelle Battaglie a Truppe e nei Duelli. Questi combattimenti strategici si svolgono verosimilmente stile il gioco “Sasso, Carta, Forbici”, in cui una volta scelta la compagnia da usare potremo usufruire di quattro attacchi diversi suddivisi in: Carica per gli attacchi frontali, Archi per scatenare una scarica di frecce e Magia. Ognuno di questi attacchi avrà quindi diversi livelli di efficacia l’uno contro l’altro, in cui dovremo scegliere quello che ci più ci avvantaggerà contro la scelta del nostro nemico. Inoltre avremo anche l’opzione di aggregare alla nostra linea di attacco diverse figure come gli Strateghi che aumenteranno la forza di attacco delle cariche, i Ninja che possono spiare la prossima mossa del nemico o i Dragonieri che attaccheranno in sella a dei draghi infliggendo ingenti danni ai nemici.

Non meno importanti troviamo infine anche i Mercanti che possono corrompere le truppe nemiche facendole passare alla nostra linea offensiva ed i Furfanti, che oltre a spiare la mossa dell’avversario potrebbero rubare diversi poki. Tenete bene a mente che questi scontri saranno cruciali, perchè in caso di sconfitta potremmo perdere per sempre alcuni dei personaggi arruolati, quindi il mio consiglio è di ponderare bene ogni rischio e pericolo che ne concerne. Anche i duelli hanno praticamente lo stesso modus operandi del “Sasso, Carta, Forbici”, in cui ci ritroveremo in uno scontro 1 vs 1 e dovremo optare tra Attacco, Difesa o Attacco Speciale. Scegliere la manovra giusta quindi sarà estremamente fondamentale per azzerare del tutto la barra dei life points del nostro rivale, che una volta terminata ci porterà alla vittoria dello scontro.
Come dicevamo precedentemente, il gioco offre ad ogni battaglia vinta dei punti EXP, che ad ogni 1000 aumenterà di livello. Una volta aumentato, il nostro guerriero vedrà alzarsi diverse statistiche di attacco e difesa, ed anche quelle inerenti alla forza, velocità, destrezza, magie e molto altro. Il mondo di gioco offre anche la meravigliosa e appagante gestione del nostro castello, in cui troveremo i nostri compagni d’armi arruolati e diverse attività come la sauna, negozi, la sala scommesse e il magazzino. Arruolare le 108 stelle infatti non solo sarà fondamentale per ottenere più vantaggi in battaglia e i migliori finali, ma sarà prettamente duttile per veder crescere la nostra base operativa sempre di più.
Inoltre saranno disponibili in diverse città anche botteghe dove far valutare, vendere o acquistare oggetti utili in battaglia, acquistare diverse parti di armature che aumenteranno le statistiche del personaggio o affidarsi ad un fabbro che potrà temprare le nostre armi facendole livellare o imprimere dei frammenti di sigillo per donargli effetti speciali. Infine non meno importanti sono le locande, in cui potremo spendere i poki per riposarci e ripristinare i life points o salvare manualmente.

Suikoden II invece è ambientato a Nord-Ovest della Repubblica di Toran, collocandosi tre anni dopo le vicende del primo capitolo. Qui vestiremo i panni di Riou (nome ufficiale) che insieme al suo migliore amico Jowy e sua sorella adottiva Nanami, si ritroveranno anch’essi invischiati nei giochi di potere sanguinari tra ribelli e impero, in una storia che fa del suo perno centrale l’amicizia e il tradimento. Come per il precedente capitolo, anche qui per formare il nostro esercito dovremo reclutare le 108 Stelle del Destino, di cui molte già conosciute precedentemente, in caso abbiate ovviamente giocato al predecessore. Il gameplay è verosimilmente lo stesso, anche se con questo secondo capitolo, Konami aggiunse diverse migliorie tra cui una maggiore profondità nella gestione del nostro castello, più slot per l’utilizzo delle rune per ogni singolo personaggio e l’inventario comune.
Se già con il primo titolo si toccano livelli molto alti nella narrativa, con Suikoden II Yoshitaka Murayama e Junko Kawano hanno ampliato il tutto, donandoci una sceneggiatura incredibilmente profonda, toccante e riflessiva. Inoltre la loro bravura nel dare spessore non solo ai protagonisti, ma a tutti i personaggi di contorno rende questo gioco a mio avviso uno dei jrpg più belli in assoluto a cui abbia mai giocato, in cui troviamo inoltre uno dei migliori villain di tutti i tempi…il “Mad Prince” Luca Blight, la vera ciliegina sulla torta di un prodotto pazzesco!
Più di una semplice rimasterizzazione
A differenza di una rimasterizzazione classica, come avvenuto per la più recente collection di Yu-Gi-Oh!, Konami ha optato su un lavoro di completo restauro in HD per i due giochi usciti nel 1995 e 1998 su PlayStation. Difatti in confronto alla loro controparte originale troviamo tantissime novità come una una grafica e texture rivisitate completamente per quanto riguarda la pixel art e il design delle ambientazioni, nuovi colori che rendono il gioco più vivace e meno saturo o nuovi effetti speciali durante le battaglie. Inoltre troviamo anche una nuova mappa in 3D, una mini mappa dedicata alle città, la possibilità di effettuare scambi di oggetti tra il party rapidamente e nuovi effetti sonori ambientali in HD dedicati a ruscelli, cascate, fruscio del vento o il gorgoglio del fiume per fare degli esempi.
Sono state aggiunte inoltre anche nuove animazioni come lo sprint (subito disponibile nel primo capitolo) e quelle riservate alle fiamme, al movimento delle foglie, ombre, magie, luci e molto altro. Una cosa che invece non è stata migliorata del tutto sono i personaggi in pixel art, che su un tv da 40 pollici sono un po’ un pugno in un occhio e vanno leggermente a stonare con il resto dell’ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo. Sinceramente a questo punto avrei completamente ridisegnato anche loro, visto il lavoro che Konami ha effettuato praticamente su tutto il resto del comparto grafico dell’opera.

Ad ogni modo, sono certo che su Nintendo Switch in versione portatile, l’effetto è molto meno marcato e più godibile, quindi vi consiglio di optare per questa versione. Tra le migliorie troviamo ridisegnati anche completamente l’interfaccia dedicata ai vari menù destinati ai dialoghi e al combattimento dandogli un’aria più fresca e moderna, quella del manuale di gioco e soprattutto degli stupendi artwork di tutti i personaggi, che sono stati aggiornati in HD e ridisegnati nuovamente dalla game designer della versione originale del gioco Junko Kawano. Peccato che però gli artwork siano stati ridisegnati solo per il primo capitolo, mentre nel secondo troviamo solo un aggiornamento in HD, cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso.
Anche in termini di gameplay Konami non si è limitata al compitino, ma ha aggiunto diversi quality-of-life come il salvataggio automatico, il combattimento a doppia velocità e automatico ed il registro dei dialoghi. Questo, permetterà al giocatore di consultare in qualsiasi momento le linee di conversazione in caso di mancata attenzione, opzione molto duttile che potrà aiutarci a capire la meta che dovremo raggiungere in caso di smarrimento. Ad ogni modo nonostante la mancanza di una bussola/radar e della corsa (che avrei inserito per evitare alcuni respawn di nemici) nell’open map, non sarà complicato orientarsi per capire la destinazione da raggiungere, quindi non disperate.
La mancanza del sistema di rewind ed il salvataggio manuale invece sono per me note abbastanza dolenti, visto che sono due opzioni che per giochi che presentano forti fasi di farming e scontri, possono aiutare ad avvicinare anche tanti novizi e soprattutto chi magari vuole rigiocare il titolo per la terza o quarta volta, senza dover ripetere magari alcune sezioni per via di un game over. Nonostante tre difficoltà disponibili, comunque i due giochi non offrono quasi mai (salvo rare eccezioni), un tasso di sfida molto elevato. Infine, troviamo per la prima volta disponibili i sottotitoli in lingua nostra per il primo capitolo, ed ho trovato veramente ottimo sia il comparto sonoro, con la favolosa soundtrack dell’ex compositrice Miki Higashino che a distanza d’anni riesce ad emozionare ancora, sia la presenza nulla di bug e glitch durante tutta la mia esperienza su PS5.
30 anni dopo Suikoden I & II fanno sognare ancora
Come per le due remaster confezionate precedentemente da Konami, Suikoden I & II HD Remaster Gate Rune and Dunan Unification Wars è un prodotto che si rivolge soprattutto ai fan della saga e gli amanti dei jrpg. Nonostante si potesse fare qualcosina in più in termini di migliorie, nel suo complesso il team nipponico riesce ad offrire un prodotto assolutamente da recuperare, vista l’iconicità dei due giochi ed un buon prezzo di lancio fissato a 49,99 euro (24,99 euro a gioco). Se siete amanti del genere o non avete mai giocato ad uno di questi due titoli, il mio consiglio è di ricorrere subito ai ripari e recuperare questa collection al più presto, per vivere due giochi che sono certo entreranno nel vostro cuore e difficilmente ne usciranno.
A distanza di un anno ammetto di esser molto appagato del lavoro svolto da Konami con tutte queste sue vecchie ip riesumate, nonostante avessi inizialmente qualche remore. Invece devo dire che sono riusciti a ridarmi parecchio hype intorno alle loro produzioni e sui loro progetti futuri, come l’anime annunciato due giorni fa su Suikoden II ed il nuovo gioco free-to-play Suikoden: Star Leap riservato ai dispositivi Android e iOS. Dopo questa bellissima rispolverata, Suikoden sembra essere ritornato finalmente ad essere una colonna portante della software house di Tokyo. A questo punto perchè allora non sognare in grande, sperando in un annuncio a breve di un nuovo sequel diretto di questa bellissima saga. Noi fan lo stiamo aspettando e speriamo che il destino ci riservi questa bella notizia al più presto!
Suikoden I & II HD Remaster Gate Rune and Dunan Unification Wars sarà disponibile dal 6 marzo 2025 su Nintendo Switch, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, Xbox One e Microsoft Windows.















