Il 4 maggio arriva su Netflix la terza e ultima stagione di Summertime, serie originale della piattaforma, nata come sorta di remake di Tre Metri Sopra Il Cielo, dal quale però ha da subito preso le distanze per ambientazioni, situazioni e personaggi, con la sola presenza di alcuni rimandi che si sono però persi nel corso degli episodi, dando origine ad un prodotto con una propria originalità. Abbiamo visto gli otto episodi della stagione finale e questo è il nostro parere.

Sulla riviera romagnola è finalmente arrivata un’altra estate: Summer (Coco Rebecca Edogamhe) sembra pronta a vivere la nuova stagione con una spensieratezza che non ha mai conosciuto, Dario (Giovanni Maini) riceve un’offerta che non può rifiutare, Sofia (Amanda Campana) torna con la paura di essere ormai un’estranea per i suoi amici e Ale (Ludovico Tersigni) è tormentato da profondi sensi di colpa. In questi nuovi episodi Summer, Ale, Dario (Andrea Lattanzi), Sofia, Edo e Blue (Alicia Ann Edogamhe) faranno un ulteriore passo verso la scoperta di se stessi, dei propri sogni e delle proprie aspirazioni. La loro amicizia e l’ingresso di nuove persone nel gruppo li porteranno a capire elementi importanti delle loro personalità e del loro futuro. Oltre ad ampliare il loro spettro emotivo, nel percorso di crescita impareranno che qualche volta amare davvero una persona può comportare la perdita di una parte di sé.

Summertime si avvia verso la sua conclusione con la terza stagione che va a chiudere (circa) le vicende personali e sociali dell’ormai famoso gruppo di ragazzi della Riviera Romagnola. Arrivata su Netflix nel 2020, quando il mondo aveva appena iniziato a chiudersi in casa a causa della pandemia, Summertime è stata per molti una sorta di boccata d’aria fresca in un periodo in cui non c’era la certezza di potersi godere un’estate come le altre (QUI la nostra recensione della prima stagione). Nonostante fosse in parte ispirata a Tre Metri Sopra Il Cielo, romanzo bestseller di una generazione di Federico Moccia, Summertime è da subito riuscita a crearsi una sua precisa identità, distaccandosi quasi completamente da quello che sarebbe dovuto essere il suo punto di partenza. Tra alcuni aspetti riusciti, ed altri decisamente sottotono, la serie è comunque riuscita a ritagliarsi una schiera di fan affezionati che l’hanno sostenuta anche nella seconda stagione, uscita nel 2021, sempre a ridosso dell’estate, meno riuscita della prima anche a causa di alcune scelte di trama forzate o completamente fuori contesto. Con la terza stagione decide di provare a mettere un punto alle diverse situazioni che erano ancora rimaste aperte riuscendoci solo in parte.

SummertimeInserire nuovi personaggi, cambiare la rotta della direzione presa, modificare troppo alcune scelte prese in passato, non è una mossa giusta quando quella proposta dovrebbe essere l’ultima stagione dello show. Così facendo, tutte le novità messe in campo tendono per semplificarsi troppo rapidamente lasciando una sensazione davvero tiepida negli spettatori. Nonostante l’unica new entry di spicco sia il personaggio interpretato da Cristiano Caccamo, questo risulta troppo macchietta vista la piega che la serie decide di prendere, andando inutilmente ad aggiungere una storyline forzata e troppo fine a sé stessa. Nonostante alcuni approfondimenti sui personaggi come quelli su Sofi e Blue siano i più riusciti, quelli che dovrebbero essere i motori della serie tendono a spegnersi sempre di più. Summer finisce quasi per essere un personaggio secondario, come il suo interessamento amoroso nei confronti di Ale che in questa stagione – come nella precedente – deve vedersela anche con la sua ex fidanzata, nonché collega Lola, viene messo in ombra per saltare fuori sporadicamente durante la narrazione.

A gravare sulla riuscita della serie persistono ancora momenti attoriali davvero poco riusciti. La recitazione a tratti troppo caricata, a tratti troppo impostata, rende diverse scene troppo artefatte, poco reali, caratteristica che interferisce con la semplicità delle situazioni proposte. I botta e risposta tra gli attori sono davvero troppo statici e la tensione drammatica si perde anche a causa delle stesse interpretazioni che risultano artefatte. Restano ancora interessanti alcune trovate nella messa in scena che fanno di Summertime un prodotto esteticamente piacevole, nonostante una mano troppo pesante su una color correction che in alcune scene tende a distorcere troppo la realtà, dando origine a delle immagine troppo cariche di contrasto. Le location ancora una volta vengono sfruttate al meglio, mettendo in scena una Riviera Romagnola dal sapore quasi californiano o della Florida.

La terza e ultima stagione di Summertime conclude – in parte – la storia dei giovani della Riviera Romagnola aggiungendo alcune caratteristiche superflue e decisamente troppo deboli per un finale di serie. Nonostante si possa continuare a definirla una serie comfort, non mancano diversi problemi in fase di scrittura e sopratutto sul piano attoriale che nel corso delle stagioni non sono andati a migliorare. Resta comunque un prodotto con delle trovate estetiche interessanti e una messa in scena riuscita specialmente in determinate sequenze.


La terza stagione di Summertime arriva su Netflix a partire dal 4 maggio. Ecco il trailer della serie:

RASSEGNA PANORAMICA
Summertime
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Classe 1995, laureato in critica cinematografica, trascorro il tempo tra un film, una episodio di una serie tv e le pagine di un romanzo. Datemi un playlist anni '80, una storia di Stephen King e un film di Wes Anderson e sarò felice.
summertime-3-la-stagione-finale-della-serie-originale-netflix-italiana-recensioneLa terza e ultima stagione di Summertime conclude - in parte - la storia dei giovani della Riviera Romagnola aggiungendo alcune caratteristiche superflue e decisamente troppo deboli per un finale di serie. Nonostante si possa continuare a definirla una serie comfort, non mancano diversi problemi in fase di scrittura e sopratutto sul piano attoriale che nel corso delle stagioni non sono andati a migliorare. Resta comunque un prodotto con delle trovate estetiche interessanti e una messa in scena riuscita specialmente in determinate sequenze.

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