Dopo circa sei mesi dall’esordio del primo volume, torna Sweet Paprika, la nuova serie scritta e disegnata da Mirka Andolfo ed edita da Star Comics sotto etichetta Astra, e lo fa alla grande, con un secondo volume che da una sonora accelerata alle vicende sentimentali e sessuali della diavoletta.
“Una grande svolta professionale, un potenziale grande amore… Che i dolori della diabolica (e dolcissima) Paprika siano un ricordo? Certo che no! Nonostante l’aiuto di Dill, la conquista del fascinoso Za’atar sembra ancora un miraggio, tra ostacoli e apprensioni che non le danno tregua: un ex fidanzato ficcanaso, un padre (letteralmente) irraggiungibile e fastidiosi sembrano allontanare sempre più la diavoletta dai suoi obiettivi, nella vita e… sotto le lenzuola! Ma, alla fine, Paprika sa davvero cosa vuole?”
Ci eravamo lasciati, alla fine del primo volume, con Paprika che, raggiunto il limite della sopportazione per la propria condizione, e scoperto il segreto del padre, decideva di fare di tutto per conquistare l’affascinante Za’atar, arruolando Dill, il corriere sciupafemmine, per imparare come conquistare l’Executive Producer della Purgatory Pictures e, soprattutto, come lasciarsi andare sessualmente dopo anni di autoimposto freno alle proprie fantasie.
Ritroviamo i due all’inizio di questo nuovo volume di Sweet Paprika intenti a portare avanti questa non-relazione, che prevede una regola molto ferrea: niente baci. Pian piano pero, com’era lecito aspettarsi, le cose prendono una piega leggermente diversa, con Paprika che comincia a conoscere il vero Dill, totalmente diverso da quanto abbiamo visto nel primo volume, e la stessa diavoletta inizia a cambiare, lasciandosi andare sempre di più e continuando la propria auto analisi. La storia si sposta leggermente dall’ambiente lavorativo per portarci nelle sfere private dei due giovani, con diverse sequenze che ci mostrano Pickle, il padre adottivo di Dill, ed il suo rapporto decisamente controverso con il figlio, e la madre di Paprika, che ci fa capire in poche vignette da chi abbia ereditato il carattere fumantino ed esplosivo, così come il suo lato dolce e comprensivo, la nostra protagonista.
Inoltre, la trama, oltre a portare avanti ovviamente l’atipico triangolo amoroso Paprika-Dill-Za’atar, mette in scena i loschi piani di Burnet, ex fidanzato della nostra protagonista, un personaggio che si rivela sempre più viscido e squallido man mano che la storia procede, e che siamo sicuri avrà ancora qualcosa da dire, dopo essere stato protagonista passivo della miglior scena di tutto il volume.
Il volume si conclude con un altro ottimo cliffhanger, che continua la tradizione già vista nel primo volume, fatta di omaggi e citazioni ad un intero genere di commedie romantiche cinematografiche e televisive e, esattamente come nel primo volume, dietro alla patina comica e sexy, Mirka Andolfo rifila stoccate e riflessioni su tutta una serie di argomenti molto delicati, legati al mondo delle relazioni interpersonali (e non solo a quelle romantiche o sessuali, ma anche al rapporto tra padre e figlio, madre e figlia), alla figura femminile nel mondo del lavoro (una su tutte, la terribile allusione al fatto che una donna faccia carriera seducendo il proprio datore di lavoro) e, soprattutto, a quello che davvero accomuna quasi tutti i protagonisti e buona parte dei comprimari: la solitudine.
Paprika, già lo sapevamo, è una donna profondamente afflitta dalla solitudine, e anche in questo volume scorgiamo, tra una sfuriata e una fantasia erotica, tutta la fragilità del personaggio; Dill, apparentemente uno sciupafemmine senza alcun genere di problema, mostra la propria vera natura; l’apprensivo Pickle, padre del giovane, svela un lato di se solo accennato nei primi capitoli; anche Za’atar, la figura che sembra più sicura e realizzata tra tutti i protagonisti, è fondamentalmente un uomo afflitto da molte insicurezze e da una solitudine di fondo. Fortunatamente, o sfortunatamente, a seconda dei casi, per tutti i nostri protagonisti arriverà una volta, un cambio di atteggiamento, che per alcuni sarà catartica e liberatoria, per altri una delusione, per altri ancora un’altalena tra felicità e tristezza.
Dal punto di vista visivo, poi, confermiamo quanto detto di positivo nella recensione del primo volume di Sweet Paprika: lo stile adottato da Mirka Andolfo è perfetto per il genere di storia che ci sta raccontando, tutte le parti super deformed danno quel tocco in più alle scene comiche, le scene di sesso sono esplicite quanto basta senza scadere mai in un’eccessiva volgarità, e le parti più romantiche regalano i più classici dei sospiri che chiunque di noi avrà emesso almeno una volta nella vita di fronte ad una bella scena romantica. In questi frangenti, poi, l’autrice mette in mostra ancora di più le lampanti influenze di un certo tipo di manga. In sintesi, il lato estetico, anche in questo caso, è promosso a pieni voti.
In conclusione, questo secondo volume di Sweet Paprika migliora tutto quello che avevamo già apprezzato a maggio: disegni eccellenti, trama divertente e con diversi colpi di scena, momenti di comicità alternati a introspezione. Mirka Andolfo si conferma ancora una volta ottima nel ruolo di autrice completa e, ora che i personaggi ci sono più familiari, ed ognuno di noi avrà sicuramente preso le parti di questo o quell’altro, non resta che aspettare il prossimo volume per capire come si evolveranno le vicende.
Il secondo volume di Sweet Paprika di Mirka Andolfo è ora disponibile per Edizioni Star Comics in tutte le fumetterie, librerie e store online.

















