The Crown : La Corona ha un peso

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The Crown è l’ultima fatica di Netflix, una co produzione Stati Uniti e Regno Unito che ripercorre il regno di Elisabetta II, dal suo matrimonio nel 1947 fino ai giorni nostri.

La serie non si concentra però solo su Elisabetta ma anche sulla corona stessa e tutti i nobili e politici che ci girano attorno dalla sorella Margaret a Winston Churchill.

the-crown-netflix-queen-elizabethIl cast vanta sia attori incredibilmente dotati che altri che fanno il loro grande debutto su questa serie. Spiccano però su tutti Matt Smith nel ruolo del Principe Filippo e John Lithgow nel ruolo di Winston Churchill.

La sceneggiatura è solida e senza fronzoli e non mi aspettavo nulla di diverso da Peter Morgan (L’Ultimo Re di Scozia e Rush). Le storie personali dei Reali e le vicende Politiche si amalgamano senza risultare forzate o eccessivamente romanzate, obiettivo non da poco sopratutto quando si parla di una serie che deve coniugare le vite private dei protagonisti e le questioni politiche andando a scindere tra la persona e la figura storica.

primo-trailer-ufficiale-per-the-crown-nuova-serie-netflix-dedicata-ad-elisabetta-iiProprio per questo ne vengono fuori delle versioni meno convenzionali, ma forse più vere di figure storiche come quella del Primo Ministro, Winston Churchill, qui rappresentato come un uomo d’onore ma subdolo e pronto a tutto per difendere il mondo e la corona da uno squilibrio che sta lentamente portando tutto nel baratro, l’ultimo esponente di una generazione di uomini e politici ormai scomparsa. Abbiamo anche Filippo, un marito e un principe, un uomo che ha rinunciato a tutto per amore e che ora vive della luce riflessa dalla moglie, elemento che traspare tantissimo dai movimenti e dal portamento, se non anche anche dagli occhi.

I tanti personaggi che orbitano intorno alla sfera di comando del paese hanno tutti una sorta di iperbole, più o meno estesa, si viene così a creare un vero e proprio ambiente sociale chiuso e austero che fa sentire a disagio lo spettatore e che lo porta a ricredersi su molti fatti che dava per scontati o esagerati.

landscape-1475588526-the-crown-2Il dovere viene messo prima di tutto e questo viene messo sempre sotto gli occhi dello spettatore dalle figure del Duca di Windsor e della sorella di Elisabetta, Margaret, figure molto simili che sono le cosiddette pecore nere della famiglia, così additate per il loro non voler attenersi a regole ferree dettate centinaia di anni prima, loro sono il simbolo del mondo che sta tagliando i ponti con le tradizioni, quando la stessa Corona però non è disposta a recidere nulla o lasciare libero da nessun dovere, anche solo nominale, un membro della potente famiglia reale dei Windsor.

landscape-1475588380-the-crown-indexLa messa in scena è ottima, la serie si fregia di una regia tipicamente Inglese, lunghi campi, inqudrature strette e un uso massiccio di close up sui protagonisti mentre questi parlano. Tale regia è asservita alla narrazione degli eventi, che sono dipinti con precisione quasi chirurgica, tanto che allo spettatore viene data l’impressione che tutto quello che vede è che per lui è considerato bizzarro, è invece normalità all’interno del circolo regale.

Tra le scene ambientate nell’accogliente e familiare Clarence House e l’austero Buckingham Palace sono inoltre presenti evidenti cambi di registro, abilmente sottolineati da musiche e fotografia.

catturaLa serie si poneva un solo compito far trasparire il senso di potenza della tradizione, così forte e austera che porta la Corona e chi ci gira intorno a dimenticare chi si è veramente. La stessa neo regina spesso è portata a doversi scontrare con la constatazione che non è più una semplice Principessa, non può più essere Elisabetta ma ora è La Regina e la corona viene prima di tutto, anche del suo matrimonio e della sua stessa famiglia.

La frase “La Corona Vince su Tutto” non è casuale, non è stata scelta a caso, anzi è la verità che allo spettatore viene inculcata sin dalla prima puntata. Chi guarda la serie esternamente assiste ad una famiglia che quasi non si conosce, che si nasconde dietro a tradizioni e titoli nobiliari, dove anche i consanguinei devono portare rispetto alle dovute cariche e ai dovuti ranghi e i dialoghi non fanno altro che sottolineare queste classi differenti all’interno della stessa casta reale. La pomposità che i personaggi dimostrano con certi comportamenti non fa altro che amplificare il senso di disagio che non solo rende la serie reale ma anche dura e forse indigesta a chi aveva una certa visione di questa realtà.

Le 10 puntate della Prima Stagione scorrono via benissimo nonostante la durata delle singole puntate. Ammetto che a me l’argomento ha sempre interessato quindi sono stato spronato ad andare avanti, non centellinando la visione, ma cavolo vorrei proprio averlo fatto. Il mio consiglio finale è di dargli una possibilità, ma se non siete abituati a questo tipo di temi e di narrazione cercate di razionare le puntate in modo da non farvi andare a noia una serie che invece è molto più di quello che sembra.