Andrea Pallaoro mette insieme un cast internazionale, capitanato da Luca Marinelli e Alicia Vikander e con la partecipazione di Susan Sarandon, per The Echo Chamber, in concorso all’83esima Mostra del Cinema di Venezia. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane dal 10 Settembre con 01 Distribution e si tratta di una co-produzione Italia e Belgio.

Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

Leo ed Anne hanno una relazione passionale, burrascosa, che viene interrotta brutalmente dalla dipendenza di lui, interpretato da Luca Marinelli, nel momento in cui un’overdose rischia di porre fine alla sua vita. Un dramma da camera che si sviluppa solamente ed interamente all’interno di uno spazio cupo e soffocante, dove i colori giocano una parte importante. Il rosso, solitamente associato alla passione, assume qui invece un significato che riporta alla criticità, al pericolo e all’imminenza di un evento catastrofico. Il rosso è presente ovunque, a cominciare dallo schermo in 4:3 che si riempie di quello stesso colore, per arrivare alla scritta del titolo, anch’essa rossa. Un pericolo che rimanda non solo alla dipendenza di Leo, ma al desiderio di autodistruzione che muove un uomo che sembra avere una vita piena. Tutto comincia con un dolore alla schiena e, come spesso accade, si passa all’utilizzo spasmodico di antidolorifici. La trappola mortale della droga e dell’insoddisfazione è parte fondamentale di The Echo Chamber.

Se da un lato troviamo un film esteticamente affascinante, con immagini dei piedi nudi di Alicia Vikander che si muovono in questa casa che viaggia tra il moderno e l’antico, dall’altra la sceneggiatura di Bernardo Bertolucci compie diversi passi falsi, soprattutto per ciò che riguarda il finale. Una durata eccessiva e non giustificata che presenta numerosi finali che paiono aprire nuove storie di continuo, una sensazione di disagio e di noia prevale sullo spettatore, come se il finale drammatico e tragico fosse obbligato ad ogni costo. La sceneggiatura prende una piega che non risulta assolutamente necessaria, volta ad affondare Leo sempre di più e la motivazione non sembra esistere. The Echo Chamber pecca di una sceneggiatura che non dà alcuna via di scampo ai suoi protagonisti in maniera quasi sadica e malata, come se Bertolucci e Pallaoro volessero vedere per forza il dolore e non esiste redenzione, per nessuno.

Come già accennato, The Echo Chamber è un dramma da camera, ruota intorno ad un solo luogo dal quale entrano ed escono figure e persone, senza mai sporgersi più in là di una finestra. Fondamentale, dunque, anche l’analisi psicologica ed emotiva dei protagonisti, che nella prima parte prevale, sottolineando il dolore di Leo non solo dettato dalle sostanze stupefacenti, ma anche dalla distanza da Anne. Anne, tuttavia, c’è sempre, quando Leo abbandona la casa, lei entra in scena, vive la casa, ricorda e prova nostalgia per l’amore perduto, in strazianti scene che ben delineano una rottura violenta. La prima parte del film, dunque, si rivela lenta e ripetitiva, per poi passare ad una parte centrale decisamente più attiva, soprattutto nel momento in cui entra in scena Susan Sarandon, che riesce a donare anche una certa comicità alla narrazione, se pur sempre con un retrogusto amaro. Tuttavia, come sopra detto, il finale distrugge anche questa piccola risalita rendendo la pellicola un vero flop narrativo.

Non solo scenografia, colori e fotografia, The Echo Chamber possiede un’altra protagonista: la musica. Leo è un produttore musicale, vive per le sinfonie e la sua passione riempie ogni stanza di quella, ormai, triste casa semi vuota. Ava, interpretata dalla Sarandon, è una cantante e svolge un po’ il suolo di grillo parlante o chiave di volta per l’uomo, aiutandolo a riprendersi dopo l’overdose e a riflettere sui suoi sentimenti, ad aprirsi al mondo, soprattutto quello dell’amore. La musica è da sempre veicolo di sensazioni ed emozioni e qui si esprime appieno il suo potenziale, anche per via del suo ruolo attivo nella narrazione. Insieme alle meravigliose e forti interpretazioni dei protagonisti risulta un altro punto di forza del film, pur non compensandone le debolezze.

La pellicola, insomma, diventa una bellissima confezione, ma vuota al suo interno, un’estetica curata, dettagliata e studiata non giustifica una sceneggiatura povera e forzatamente drammatica. The Echo Chamber sembra fare leva sulla sensibilità e la commozione perché, di fatto, non ha null’altro da raccontare.


The Echo Chamber, film presentato in concorso all’83esima Mostra del Cinema di Venezia con protagonisti Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, arriverà nelle sale cinematografiche dal 10 Settembre con 01 Distribution. Ecco il trailer italiano:

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