Con il sedicesimo capitolo di questo “libro” sul mandaloriano si è conclusa la seconda stagione di The Mandalorian. Ad un anno dalla sua prima “messa in onda”, la serie Lucasfilm di Jon Favreau e Dave Filoni ha (per tutt’una serie di motivi tra cui anche la delusione lasciata dalla trilogia sequel) riacceso l’entusiasmo di molti fan di Guerre Stellari, ma sopratutto ha portato una grande quantità di spettatori nuovi e ancora vergini delle vicende più famose così come di quelle più intricate e meno note. Inutile aggiungere dunque che il successo di The Mandalorian sia stato pressoché decretato all’unanimità. Favreau e Filoni sono riusciti, partendo dapprima forse con il freno a mano un po’ tirato, a mostrare sul piccolo schermo tutto ciò che avevano in mente, tanti mandaloriani, personaggi creduti morti, personaggi fin’ora visti solamente in prodotti animati o libri. Il tutto all’insegna di un fan service vero e purissimo, forse l’unico vero modo di fare fan service.

Le ultime righe di quest’introduzione, assolutamente skippabili, vorrei spenderle in maniera del tutto personale per riflettere sul prezzo che ha avuto una tale popolarità per questa serie. Quest’ultima seconda stagione in particolar modo, ha vissuto online presso siti di settore, gruppi e pagine sui social network e su YouTube di una serie di contenuti a cadenza pressoché giornaliera su vivisezioni del prodotto stesso, da dar in pasto ad un audiece evidentemente affamata di quel tipo di contenuti. Nelle ultime settimane mi è sembrato di vivere una gara piuttosto che la visione di una serie tv, una gara a chi trova più easter egg, una gara a chi fa notare le più grandi ovvietà, come se gli spettatori fossero dei totali idioti o dei totali ignoranti della materia Star Wars. Ho visto fioccare analisi, guide alle puntate e pseudo-recensioni che spiegavano al lettore/spettatore davvero ogni tipo di inutile nozione che invece la serie stessa dava per assodata. Dank Ferrik! Io capisco che stai analizzando la puntata, ma non è che ogni volta che appare un rodiano in background mi devi raccontare la storia di Greedo, giusto? Il senso di questo mio sfogo, per il quale mi scuso ancora, ma credo che questa sia la vetrina migliore per l’espressione di questo concetto, è che non è così che mi piace far esperienza di Star Wars. Sono anch’io un fanatico dell’universo creato da George Lucas e ho passato ore a litigare sui Jedi grigi con i miei amici o a discutere in redazione le differenze tra un incrociatore imperiale e una corvetta imperiale di classe arquitens, ma credo anche fermamente che Star Wars sia più di questo. Online ci sono dei contenuti meravigliosi di approfondimenti riguardanti The Mandalorian, ma c’è anche tanta roba inutile, un’infinità di produzioni scritte o video indirizzate ad un pubblico capace solamente di vedere il prodotto senza capirlo, o peggio ancora indirizzate a chi quel prodotto non lo vede proprio, ma vuole parlarne per moda. L’uscita settimanale degli episodi di The Mandalorian ci ha permesso di parlare tra fan come non si faceva da molto tempo e rovinare quest’esperienza per la mera corsa ai click credo sia una grande occasione mancata.

Il significato è più importante del significante

La grammatica italiana si adatta molto bene alle vicende del Moff Gideon, di Bo-Katan e della Spada Oscura. Per l’erede al trono di Mandalore infatti, la spada oscura è un elemento fondamentale per raggiungere il posto che, perlomeno dal suo punto di vista, le spetta di diritto. Un’elemento che avrà certamente stranito in molti è il rifiuto della spada da parte della stessa Bo-Katan. Per qualche motivo infatti, dopo aver accettato la spada oscura da Sabine durante la lotta per la liberazione di Mandalore in Star Wars: Rebels, Bo-Katan adesso sembra tenere molto di più al codice morale dei mandaloriani e all’onore della conquista della spada a seguito di una battaglia. Mentre non ci è ancora dato sapere del destino della spada oscura e di Bo-Katan, online la teoria più diffusa è che Bo-Katan abbia perso sia la spada che il dominio di Mandalore proprio a causa del fatto che il suo possesso della spada non fosse ritenuto legittimo da parte di tutti i clan. La teoria ci affascina, ma la cosa più affascinante per noi in questa fase è che la spada oscusa, a prescindere da chi dovrebbe averla, è attualmente nelle mani di Din Djarin. Un trovatello figlio delle Ronda che possiede tra le sue mani lo strumento per riconquistare il trono di Mandalore. Beh, direi che anche non dovessimo più concentrarci su Grogu, le prossime stagioni di The Mandalorian sapranno senza dubbio come intrattenerci.

Perché lo hai chiesto

Esattamente come fatto con Del Meeko su Pillio, un saggio, calmo, sicuro e potente maestro Jedi salva Grogu per il semplice motivo di averglielo chiesto. Sentita la presenza e il pericolo per il piccolo Jedi, Luke Skywalker non si è fatto aspettare ed è intervenuto così come un vero Jedi deve fare. Non ci avevamo mai creduto più di tanto, ma alla fine, Jon Favreau e Dave Filoni ci hanno regalato anche il più bagnato dei sogni proibiti dei fan di Star Wars. Che siate stati amanti dell’ormai Legends Universe, o che siate devoti solo al canone, se siete quì probabilmente è perché Luke Skywalker è tra i vostri personaggi preferiti di sempre. Abbiamo letto di lui e delle sue imprese post-endor da trent’anni, lo abbiamo visto in videogiochi e fumetti fare cose straordinarie e lo abbiamo visto anziano e alle prese con i fantasmi dei suoi fallimenti sul grande schermo, ma nulla è paragonabile alla bellezza di vedere finalmente Luke Skywalker in tutta la sua straordinaria magnificenza e consapevolezza di se stesso e dei suoi mezzi post-Endor. In quei pochi minuti The Mandalorian c’ha regalato un sogno divenuto realtà, un sogno che da trent’anni è nelle menti degli autori e dei fan che hanno cercato in ogni modo di raccontare o di conoscere la grandezza della Forza di Luke Skywalker. Del suo futuro con Grogu potremmo parlarne per settimane probabilmente, e nonostante tutto non arriveremmo a nessuna conclusione. Dovremo solamente, come dei veri cavalieri Jedi, portare pazienza e abbandonarci alla Forza, perché un domani ci venga raccontato del destino di Grogu e del perché non era lì quel giorno quando Ben Solo uccise tutti (che poi alla fine non sono mai tutti, fidatevi che sarà come per i Jedi morti durante l’ordine 66, qualcuno col tempo si va salvando sempre).

Il libro di Boba Fett

La scena dopo i titoli di coda ci concede invece un ulteriore sguardo a Boba Fett lì dove probabilmente si trova più a suo agio tra l’altro, ovvero tra la feccia della galassia. Uccidendo Bib Fortuna (chissà poi come avrà fatto a salvarsi e tornare al castello di Jabba dopo i fatti de Il ritorno dello Jedi? ma vabbé) Boba ha preso possesso di ben più che un castello. Adesso Boba è un signore del crimine, una posizione del tutto nuova per un personaggio che, quantomeno nel canone, si è quasi sempre limitato a prendere ordini da qualcuno. Cosa avrà in mente adesso? Una guerra ai clun degli Hutt? Una guerra agli altri sindacati del crimine galattico? Una guerra alla Nuova Repubblica e a chi lo ha quasi ucciso? O proverà a riprendere Mandalore con un esercito di cacciatori di taglie e pirati? Sperando che quest’ultima possa rivelarsi l’opzione che il nostro Fett deciderà veramente di intraprendere, dovremo aspettare un anno intero per conoscere il fato del più temuto signore del crimine di tutti i tempi ne “Il libro di Boba Fett”.

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