La prima trilogia canonica di romanzi dedicati al Grand’Ammiraglio Thrawn era rimasta incompleta in Italia a seguito della perdita dei diritti letterari del franchise di Star Wars da parte di Mondadori. L’ultimo romanzo infatti, non era riuscito a trovare la via della pubblicazione in Italia. Il mese scorso però Panini comics ha finalmente tradotto e pubblicato nel nostro paese Thrawn: Tradimento, ultimo capitolo della trilogia sopracitata. Noi, grazie proprio a Panini Comics, abbiamo avuto l’opportunità di leggerlo e di parlarvene in questa recensione.

Dopo aver letto le vicende di Mitth’raw’nuruodo, vero nome di Thrawn, attraverso il suo primo contatto con l’Impero galattico, i suoi anni all’accademia, le sue prime esperienze nella marina militare, attraverso le sue vittorie e le sue missioni insieme a personaggi del calibro della Governatrice Pryce, del Colonnello Yularen, o persino di Darth Vader, nei romanzi Thrawn e Thrawn: Alleanze, con questo Thrawn: Tradimento abbiamo l’occasione di poter apprendere circa un periodo di tempo davvero breve e apparentemente insignificante della vita di Thrawn, ma in realtà molto delicato ed affascinante. Il romanzo è infatti ambientato a metà della quarta e ultima stagione di Star Wars: Rebels, per la precisione tra gli episodi 10 e 11, ovvero in quell’unica settimana nella quale Thrawn si allontana dalla scena, lasciando la prigioniera ribelle Hera Syndulla nelle mani di Arihnda Pryce, per andare a discutere con l’Imperatore Palpatine e le alte sfere imperiali circa i fondi destinati alla produzione di massa del TIE-Defender.

La storia, che come detto in precedenza sembra essere poco interessante e dal finale già noto, nasconde in realtà diversi punti d’interesse (legati quest’ultimi soprattutto ai personaggi che insieme al grand’ammiraglio compongono il cast principale delle vicende) e un solido impianto narrativo.

Quello che doveva essere solamente un “semplice” colloquio con l’Imperatore – per quanto semplice possa essere una chiacchierata con il male assoluto – si trasforma presto per Thrawn in una vera e propria guerra, un fuoco incrociato nel quale il grand’ammiraglio si trova nel mezzo; La lotta intestina all’Impero tra il Governatore Wilhuff Tarkin e il Direttore Orson Callan Krennic. La storia, come detto poco sopra, si sviluppa presto in una cronaca di un delicato gioco di macchinazioni, inganni politici e strategie militari. Costretto a riguadagnarsi i fondi imperiali spostati al progetto Stardust, Thrawn s’impegna in una missione apparentemente semplice, nella quale deve risolvere dei problemi causati da un gruppo di Gralloc, presto però il Grand’Ammiraglio si renderà conto di essere finito in qualcosa di ben più pericoloso e oscuro; Un’infiltrazione Grysk nella galassia conosciuta. Durante la sua missione Thrawn e i lettori avranno anche modo di rincontrare il Comandante Eli Vanto e conoscere, per la prima volta nel nuovo canone, alcuni personaggi dell’Ascendenza Chiss, come l’Ammiraglio Ar’alani o la navigatrice Vah’nya.

Le opportunità, apparentemente molto restrittive che la storia ha offerto a Timothy Zahn, hanno dato modo all’auto di esprimersi in quel tipo di narrazione bellica e militaresca a lui tanto cara. A nostro modo di vedere, Zahn è riuscito a muoversi perfettamente in attraverso un plot che presentava dei paletti fissi assolutamente non aggirabili, per ciò il libro risulta assolutamente ispirato e in ogni pagina si percepisce tutto l’amore e il commitment che Zahn prova nei confronti del personaggio principale e di tutto il comparto di comprimari che animano le sue storie.

Il libro non è esattamente breve, dato che va oltre le 360 pagine, ma la lettura è rapida e senza intoppi. Pochissimi i tempi morti, presenti invece qua e là nei primi due romanzi della trilogia. I continui cambi di regia tra i personaggi principali poi aiutano nel mantenimento della concentrazione e dell’intrattenimento ad un livello mediamente alto.

In definitiva, Thrawn: Tradimento è un solidissimo romanzo di Star Wars e uno dei migliori tra quelli dedicati al Grand’Ammiraglio Chiss. Panini Comics è stata molto coraggiosa e molto onesta con il suo pubblico nel pubblicare un libro che purtroppo necessita della lettura preventiva dei due romanzi che lo hanno preceduto, oltre che della visione di Star Wars: Rebels per essere compreso davvero nella sua totalità. È proprio per questi motivi che, nonostante la popolarità che il personaggio riceverà a breve dopo la sua introduzione in The Mandalorian, ci sentiamo di consigliare il romanzo solamente ai fan più attenti alla totalità del canone. Non fatevi ingannare dall’apparente inutilità o scontatezza della sinossi, se siete dei veri fan, la storia siamo sicuri che riuscirà a senz’altro a coinvolgervi.


Lascia un commento