September 18, 2019
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American Gods 2×02 – The Beguiling Man | Recensione

  • di Luca Brindani
  • Marzo 18, 2019
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Dopo una prima puntata scoppiettante, la seconda stagione di American Gods decide di prendersi una puntata per riflettere, riflettere sulla natura del suo protagonista e del mondo che lo circonda, ma anche delle scelte che lo hanno definito in gioventù.

Dopo l’attacco di Mr World (Crispin Glover), Mr Wednesday (Ian McShane) è riuscito a convincere gli altri Dei a combattere contro gli Dei del progresso, comandati da World e da Media, tutt’ora scomparsa e che deve ancora manifestarsi nella sua nuova forma. Intanto, Shadow (Ricky Whittle) è stato rapito da Mr Town (Dean Winters) che lo tortura per ricevere informazioni su Odino e sulla sua guerra: toccherà quindi alla sua “moglie morta” Laura Moon (Emily Browning) e al leprecauno Mad Sweeney (Pablo Schreiber) andare a salvare la guardia del corpo del vecchio Odino, in procinto di muovere guerra.

La puntata di questa settimana di American Gods si rivela meno onirica e molto più incentrata sui personaggi e sull’andare a fondo dei loro rapporti. Infatti, proprio al centro di essa vi è il passato di Shadow e il rapporto tra Laura e Mad Sweeney, improbabili alleati della fortuna. Attraverso le sequenze di tortura operate da Mr Town, Shadow rivive la sua adolescenza, o per lo meno i momenti cruciali di essa, che lo hanno portato da essere il ragazzo mingherlino arrivato dalla Francia con la madre, ad essere il nerboruto protettore del vecchio Odino. Allo stesso modo, la ricerca di Laura ci permette di andare più a fondo del rapporto che si è creato con il leprecauno (di cui abbiamo visto la storia nella stagione precedente), portando alla luce un doloroso momento della vita di Sweeny che continua a tormentarlo. Wednesday, sebbene abbia molto meno screen time del precedente episodio, rimane comunque un pensiero fisso per gli spettatori che non riescono ancora a decifrare le sue effettive intenzioni e del perché è così interessato a riprendersi l’America: come dice Czernobog, “Questo paese non è buono per noi.”, e anche se pronuncia queste parole in un momento di lutto e di raggelante tristezza, caratteristica del personaggio, non possiamo non chiederci se, effettivamente, abbia ragione.

American Gods

Nonostante tutto questo, il vecchio Odino ha ritrovato il suo antico vigore, non tanto quanto altri dei che si trovano sul continente Americano: un dio che trova forza nelle preghiere di quei pochi che ancora credono in lui e che usa questo suo fuoco, rinvigorito anche dalla fede che Shadow ripone in lui, per continuare una battaglia che lo porterà alle grandi masse, il suo obbiettivo finale.

Rimane incredibile pensare come, anche in una puntata così “tranquilla” e regolare, ci possano essere interessanti risvolti da analizzare, sia per quello che riguarda la mitologia del mondo di Neil Gaiman, ora adattato su schermo, sia sul significato molto più ampio: i vecchi Dei staranno combattendo per le masse anche loro o soltanto per non morire dimenticati? Sono compagni, alleati o carne da cannone per Wednesday e Shadow? Insomma, certamente non ci troviamo di fronte alla puntata più appassionante tra quelle trasmesse, ma anche in una lineare puntata “filler”, gli sceneggiatori sono comunque riusciti ad infondere la magia del libro di Gaiman e a tenere attento lo spettatore, cosa sempre difficile quando si tratta una materia così difficile come quella dell’immaginazione dell’uomo che creò Sandman.

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