Per la prima volta in assoluto, la nuova produzione Sky Original, ANNA, sarà disponibile interamente a partire dal 23 aprile per tutti gli abbonati al servizio Sky e Now Tv. Un po’ come succede da anni con prodotti provenienti da altre piattaforme di streaming come Netflix, Prime Video o Hulu, anche Sky ha voluto provare la modalità “binge watching” per il suo ultimo prodotto originale.

ANNA, serie tratta dal best seller omonimo di Niccolò Ammaniti (qui in veste di regista e sceneggiatore insieme a Francesca Manieri) edito Einaudi Editore, è forse tra tutte le produzioni Sky Original dell’ultimo periodo la più innovativa ed originale non tanto per la piattaforma Sky, quanto per l’intera produzione italiana contemporanea.

Ambientata in una Sicilia dalle atmosfere post-apocalittiche, la serie inizia quattro anni dopo lo scoppio della Rossa, un virus mortale che ha colpito gli adulti del mondo, lasciando inermi solo i bambini che ora vivono in clan di selvaggi. Come da titolo, la protagonista è la giovane Anna (Giulia Dragotto), bambina di tredici anni, che dopo la morte dei suoi genitori, è costretta a prendersi cura del suo fratellino di nove anni Astor (Alessandro Pecorella) presso il Podere del Gelso, una grande casa immersa nel bosco. L’azione prende il via quando un gruppo di altri bambini, il clan dei Blu, rapisce Astor mentre Anna è via per cercare del cibo. Inizia così per Anna e per il suo amico Pietro (Giovanni Mavilla) un viaggio nelle terre di una Sicilia desolata, alla ricerca del piccolo Astor, viaggio che porterà i due ragazzi a scontrarsi con il clan dei Blu e con la loro comandante Angelica (Clara Tramontano), una perfida ragazza che tiene in ostaggio l’unico adulto che sembra essere sopravvissuto: la Picciridduna. Riusciranno Anna, Pietro e Astor a trovare una via di fuga e capire che cosa sta succedendo prima che il tempo scada anche per loro?

Come ci tiene a precisare un disclaimer prima dell’inizio della puntata, le riprese della serie sono iniziate circa sei mesi prima dello scoppio della pandemia da COVID-19 e il libro di Ammaniti è stato pubblicato nel 2015. Potrebbe sembrare una sciocchezza, ma mandare in onda una serie su una pandemia durante una pandemia potrebbe non essere di semplice visione per qualche spettatore. Quello che noi ci sentiamo di dire è che, essendo un prodotto di finzione, anche con alcune inevitabili assonanze con il periodo storico corrente, la serie va presa esclusivamente per un prodotto d’intrattenimento. ANNA di Niccolò Ammaniti si inserisce in quel filone narrativo iniziato da The Stand (2020), disponibile su Starz Play, tratta dal romanzo di Stephen King, di prodotti che hanno per base una pandemia, mandati in onda durante una pandemia, il quale scopo però non è quello di spaventare o seminare il panico, tutt’al più di raccontare la difficoltà umana di fronte ad un ingente evento esterno capace di modificare nettamente la percezione delle cose. Motivo per il quale non ci sentiamo assolutamente di definire la serie un prodotto profetico, complottista né tantomeno offensivo.

Dopo Il Miracolo, altra miniserie prodotta da Sky e diretta ed ideata dallo stesso Ammaniti, la produzione (questa volta affiancata da Wildside) ha deciso di adattare uno dei romanzi del famoso autore siciliano. Come ha dichiarato Niccolò Ammaniti, l’ispirazione per il libro Anna “nasce da un pensiero puramente biologico-comportamentale: cosa farebbero dei bambini abbandonati a loro stessi? Da qui sono partito a ipotizzare che per qualche ragione nel mondo siano scomparsi gli adulti. Migliaia di domande sulla loro sopravvivenza mi venivano in testa. […] «È un libro che chiude la mia serie di romanzi sugli adolescenti. Non credo ne farò altri con ragazzini protagonisti. Anna supera tutti gli altri perché è l’unica completamente libera che fa un percorso completo di vita, non è condizionata dagli adulti ma può esprimere tutti i suoi pregi e difetti”.

Un po’ come avvenne ne Il Signore delle Mosche di Golding o in Peter Pan di Barrie, Ammaniti immagina un mondo popolato da soli ragazzi, che con la spada di Damocle de La Rossa che pende sopra le loro teste devono trovare il modo di vivere e sopravvivere in un mondo in cui gli adulti hanno smesso di esistere. Un vero e proprio racconto di formazione, impregnato però di quella distopia che sembra sposarsi alla perfezione con questo genere di narrazioni sia cinematografiche che letterarie. Non ci addentreremo nei dettagli del romanzo, che pur nato dalla penna dello stesso regista, già dalle prime due puntate mostra alcune piccole differenze apportate per rendere la trama decisamente più ricca e avvincente.

Per la prima volta sullo schermo l’esordiente Giulia Dragotto, interprete di Anna, giovane ragazza scelta tra un numero incredibile di candidate che da subito è uscita a colpire per la sua somiglianza con il personaggio di Anna. Dragotto nonostante la giovane età e la sua inesperienza sembra essere perfettamente all’altezza del ruolo affidatole, convincendo sia nella recitazione che nell’emotività della parte. Anna è energica, determinata, “madre senza esserlo” come detto dallo stesso Ammaniti, forte e con un peso sulle spalle da non dimenticare; poco prima della morte sua mamma infatti la donna le ha commissionato il compito di proteggere suo fratello Astor e di insegnargli a leggere, impegno che la ragazza ha eseguito alla perfezione. Il momento del rapimento del fratello segnerà quindi per Anna l’inizio simbolico della vita adulta, fatta di difficoltà e di paura, si sa.. la Rossa uccide solo gli adulti.

Altro giovane interprete ed esordiente in tv è il piccolo Alessandro Pecorella, nel ruolo di Astor, un bambino che ha vissuto la maggior parte della vita nascosto nel grande Podere nel bosco, accudito da sua sorella che gli ha insegnato a leggere. Astor, grazie ai racconti di Anna, è convinto che oltre il bosco si nascondano i Giganti di uccelli, dei mostri pericolosi che uccidono la gente, un modo per Anna di tenere al sicuro il suo fratellino. Il momento del rapimento segna per Astor, oltre che un enorme trauma, anche la scoperta che al di fuori del bosco c’è qualcun altro, spetterà a lui comprendere se ci si può fidare o meno.

AnnaANNA è una serie interpretata da giovani ma che tende a rivolgersi sicuramente ad un pubblico più maturo, le scene che vengono mostrate sono decisamente crude e le situazioni potrebbero risultare particolarmente disturbanti per un pubblico non maturo. La messa in scena nelle sue prime due puntate è decisamente d’impatto, nulla da invidiare a produzioni distopiche d’oltre oceano; alcune atmosfere richiamano alla mente “The Road” il film con protagonista Viggo Mortensen tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, premio Pulitzer 2007. La città di Palermo, irriconoscibile, sporca e spoglia è il palcoscenico dell’azione che sappiamo spostarsi in molte altre parti della Sicilia nei restanti episodi. Le acconciature, il trucco, la scenografia (sia in interni che esterna) è minuziosa, dettagliata e ricercata, caratteristica che avevamo già avuto modo di apprezzare con altre serie Sky Original come: ZeroZeroZero, Gomorra o l’eccellente Romulus di Matteo Rovere. Già dalle prime note della sigla “Settembre” cantata da Cristina Donà ci si rende conto di trovarsi di fronte ad un prodotto malinconico, nostalgico e la trama che si dipana negli episodi non è da meno.

La narrazione pur essendo orizzontale si sviluppa tra presente e passato, in cui vengono mostrati flshaback sulla vita di Anna e suo fratello Astor insieme ai genitori prima e durante lo scoppio della Rossa. Come da miglior tradizione (es. The Walking Dead) l’origine del virus, le sue cause, non sembrano voler essere il focus dell’azione, ci si concentra sul lascito, sulle conseguenze e su che cosa significhi per un bambino vivere senza una guida, senza un punto di riferimento nell’estenuante attesa di morire.

Nei suoi primi due episodi ANNA è riuscita a convincere pienamente. Sceneggiatura e messa in scena sono sicuramente le due più grandi note di merito del nuovo prodotto Sky Original. La materia trattata è fortemente d’interesse e non priva di alcuni momenti particolarmente coinvolgenti. La scelta di rendere l’intera serie disponibile per lo streaming fa si che ogni episodio sia estremamente scorrevole e d’intrattenimento, il binge watching è assicurato. Non adatta forse ad un pubblico troppo giovane, ANNA pur essendo interamente interpretata di bambini è un racconto di formazione crudo e disturbante, che come il romanzo di partenza, ha lo scopo di gettare un occhio sulla natura umana, in questo caso dando voce ai più piccoli.


ANNA è la nuova serie Sky Original diretta da Niccolò Ammaniti e scritta dallo stesso Ammaniti insieme a Francesca Manieri. La serie, composta da sei episodi, sarà interamente disponibile su Sky e Now Tv per tutti gli abbonati a partire dal 23 aprile. Ecco il trailer ufficiale:

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