James McAvoy, attore scozzese noto per film quali Split e X-Men, si mette alla prova muovendosi dall’altra parte della macchina da presa, dirigendo il film California Schemin’, un’opera biografica musicale che trae ispirazione da una storia vera. Nei panni del duo rap scozzese Silibil N’ Brains, troviamo Samuel Bottomley e Séamus McLean Ross. Nel cast anche James McAvoy e James Corden. La pellicola è stata presentata in questi giorni alla Festa del Cinema di Roma.
Gavin Bain e Billy Boid sono due giovani amici scozzesi con la passione per il rap e il sogno di sfondare nel campo musicale. Dopo essere stati rifiutati da diverse case discografiche, decidono di fingersi americani, californiani per la precisione, per provare a realizzare questo desiderio. Dopo aver visto le loro ambizioni musicali derise per il loro accento, hanno registrato i brani con un falso accento americano e si sono presentati a Londra, riuscendo ad ottenere un contratto discografico e l’attenzione di MTV. La trama segue la loro scalata al successo e le difficoltà nel mantenere la loro identità fittizia.
Quella di California Schemin’ è una storia che parla di musica, indubbiamente, ma anche di identità. Gavin e Billy si sentono esclusi e discriminati dalla scena rap per via del loro accento scozzese, ritenuto buffo e particolare, ma non in senso buono. Decidono, quindi, di fingersi cittadini degli Stati Uniti, californiani, per coprire e mascherare la loro parlata agli occhi e alle orecchie delle case discografiche. Ciò che inizia con un semplice accento, però, finisce per modificare la struttura caratteriale dei due, che finiscono per allontanarsi quasi completamente dalla loro natura di semplici ragazzi della provincia scozzese con un sogno nel cuore. La città, Londra, ha corrotto i loro animi portandoli sulla via della perdizione, tra fama, successo, alcool e droghe. Una discesa senza freni che causerà notevoli problemi a Gavin e Billy, ma anche alle persone che stanno loro attorno, mostrando come il successo e le bugie non possano andare d’accordo, soprattutto se la rete di menzogne diventa talmente fitta da oscurare la vista.
Il razzismo nei confronti degli scozzesi, e non solo, è un elemento tangibile e reale all’interno del Regno Unito. Nella pellicola viene ribadito più e più volte quanto gli inglesi amino l’America e quanto l’accento di Gavin e Billy suoni ridicolo e poco professionale. I Silibil N’ Brains nascono, esplodono nel campo musicale, ma a che prezzo? La perdita di se stessi per raggiungere un obiettivo, un sogno può essere la scelta giusta? James McAvoy nel suo primo film da regista riflette molto su questo aspetto, costruendo due personaggi che hanno un arco narrativo simile, ma allo stesso tempo differente, che metterà a dura prova la loro amicizia. Pur essendo ambientato nei primi anni 2000, la perdita di identità o il nascondersi dietro un volto, un’anima che non ci rappresenta, sono temi più che mai attuali nella società contemporanea, dove i social ormai sono le nostre maschere. Piattaforme in cui fingiamo di essere ciò che non siamo, o meglio, una versione migliore di noi stessi, fittizia, esagerata. Nulla di diverso da ciò che fanno Gavin e Billy in California Schemin’.
James McAvoy sfrutta una regia dinamica, composta da primi piani e stacchi rapidi, con l’utilizzo spesso di camera a mano che dona alle riprese un senso di grezzo e veridicità che ben si adatta ad un film biografico a tema rap. Anche la fotografia rispecchia questa atmosfera rarefatta, con il grigio che caratterizza una città uggiosa come Londra e con le luci abbaglianti e confuse dei club nei quali i ragazzi lentamente stanno perdendo loro stessi. In circa un’ora e mezza di durata, California Schemin’ sfrutta un montaggio rapido che ha lo scopo di tenere lo spettatore con lo guardo incollato allo schermo, riuscendoci alla perfezione. Dove il ritmo è scandito sia dalle immagini in veloce successione, sia dalla musica hip hop che, per sua natura, crea un’ energia potente e avvincente
Da sottolineare, per la loro straordinarietà, le performance dei due protagonisti, in particolare quella di Séamus McLean Ross, giovane attore che si trova qui al suo primo ruolo cinematografico e che si è dovuto confrontare con un gigante del cinema come James McAvoy. Ross interpretando Gavin regala al pubblico un personaggio estremamente complesso e sfaccettato, colui che affronta l’arco narrativo più ampio tra i due, sbattendo contro il muro della verità e della realtà. Sguardi intensi e lacrime toccanti, insieme a rabbia genuina, hanno fatto del Gavin di Ross un’interpretazione davvero sentita e degna di nota, soprattutto considerando la poca esperienza davanti ad una macchina da presa
California Schemin’ non è solo un film biografico musicale, ma è anche un’opera che parla di un sogno, di ambizioni, di razzismo e del fatto di rimanere veri e fedeli a ciò che siamo, pena lo sprofondare nell’oblio delle menzogne. Una storia vera che ha dell’incredibile e alla cui bellezza contribuisce un comparto tecnico dinamico e ritmato, curato nel minimo dettaglio, e un cast preparato capace di regalare emozioni profonde.















