Cult Killer, arriverà nelle sale cinematografiche italiane a partire dall’11 luglio distribuito da Notorious Pictures. Il film porta la firma di Jon Keeyes, il regista che aveva già diretto Antonio Banderas nel thriller Nome in codice: Banshee del 2022. La pellicola è un crime thriller dal sapore retrò. Grazie a Notorious Pictures abbiamo potuto vedere il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

In Cult Killer, incontriamo un esperto investigatore privato, Mikeal Tallini (Antonio Banderas), e la sua partner, Cassie Holt (Alice Eve). O meglio, li incontriamo quando Cassie si trova in un momento piuttosto brutto della sua vita e l’investigatore privato vede del potenziale nella giovane donna. Anni dopo, quando Mikeal viene ucciso, Cassie prende in carico il caso. Man mano che l’indagine porta a galla la verità, lei è costretta a un’alleanza pericolosa con l’assassino (Shelley Hennig) per scoprire i loschi segreti che la città nasconde e portare giustizia alle sue vittime.

Un’investigatrice privata alle prime armi dà la caccia a un killer in cerca di vendetta. La sceneggiatura di Charles Burnley parte da una premessa che sembra avvincente e intrigante, per trasformarsi in un thriller poliziesco artificioso e un po’ claudicante nella sua prima parte. Cult Killer è piuttosto avvincente nonostante un difetto importante: c’è poca spina dorsale nei fragili elementi investigativi.La pellicola rientra nei classici thriller cupi, ma sin da subito appare come fosse il pilot di una serie tv, ricco di temi, trame e personaggi che non vengono mai completamente sviluppati o esplorati, il risultato è un prodotto che vorrebbe dare tanto ma ha poco tempo, sebbene mantenga un discreto valore di intrattenimento e un livello di intrigo sufficiente.

Insieme alla sua ambientazione, un’Irlanda grigia e opprimente, e al suo tono privo di qualsiasi gioia, la scintilla c’è, ma sarebbe stato necessario decisamente più spazio per dare il giusto respiro a tutto il racconto. Il film nel suo primo atto risulta un po’ lento, non riuscendo a trascinare lo spettatore dentro la vicenda, però man mano che la storia procede, riesce ad acquistare il suo ritmo avvincente. Cassie lotta per capire cosa sta realmente accadendo nel caso, mentre la storia è frammentata da flashback che ci mostrano la sua vita passata, i suoi traumi e come Mikeal l’abbia aiutata a riprendere in mano la sua vita. Questi continui flashback che interrompono la narrazione, però, uniti a una regia di maniera e a una fotografia un po’ datata, donano al film un sapore anni ’90. Non necessariamente un difetto, ma è uno dei motivi per cui all’inizio si fatica a entrare dentro la storia.

Alice Eve fa del suo meglio per sfruttare il suo ruolo, ma è indebolita da una sceneggiatura superficiale e da dialoghi talvolta forzati. Antonio Banderas appare in scene troppo brevi per avere un grande impatto, sebbene il suo personaggio giochi un ruolo significativo nel plasmare le abilità di Cassie e il loro rapporto mentore/allieva sia molto bello. Ciò che funziona meglio è il rapporto tra Cassie e Jamie (Shelley Hennig). Tra le due si crea una bella dinamica, e la Hennig, tratteggia un personaggio così forte che è capace di rubare la scena alla protagonista.

Cult Killer è un film che ricorda le produzioni anni ’90, un po’ per la regia un po’ per la storia, tra killer e sadici troppo stolti per essere veri. Una storia torbida su una detective privata che rintraccia l’assassino del suo mentore e si ritrova invischiata in qualcosa di più grande. Dopo un inizio lento, la trama procede fluidamente e con sicurezza. Il climax dell’ultimo atto regala una rapida corsa contro il tempo che porta ad un finale gratificante.


Cult Killer arriva al cinema a partire dall’11 luglio. Ecco il trailer italiano del film:

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