Immaculate – La Prescelta è un film femminista, che critica uno specifico sistema della Chiesa cattolica e il movimento pro aborto, il tutto racchiuso in 89 minuti dove l’orrore su schermo viene esposto in maniera differente, non solo tramite l’utilizzo di jumpscare – alcuni ottimamente costruiti – ma attraverso la rappresentazione di come la Chiesa Cattolica usa e copre il corpo delle donne. Il film è una produzione americana della Black Bear Pictures già nota per Ferrari, il film candidato all’Oscar Nyad e il prossimo horror atteso Longlegs e dalla Fifty-Fifty Film casa di produzione fondata dall’attrice Sydney Sweeney che oltre a Immaculate ha prodotto la romcom Tutti tranne Te e il prossimo progetto dell’attrice/produttrice sulla storia della pugile più famosa degli anni 90 Christy Martin. In Italia il film è distribuito da Leone Films Group che ha già portato su grande Schermo Ferrari e Knives Out e Adler Entertaiment che ha portato al cinema Shark Bait e prossimamente Indagine di una storia d’amore.

Suor Cecilia, una giovane suora americana profondamente religiosa, viene chiamata per trasferirsi in un convento remoto nella splendida campagna italiana. Quello che sembra un caloroso benvenuto si trasforma rapidamente in un incubo, quando Cecilia scopre che il convento nasconde segreti oscuri e orrori innominabili. Tra le antiche mura si celano forze maligne che minacciano di trascinarla nell’abisso della follia.

[Il seguente articolo contiene possibili spoiler di Immaculate – La Prescelta, dall’11 luglio al cinema.]

Il cast è principalmente femminile e vede come protagonista: Sydney Sweeney (The White Lotus, Euphoria, Tutti tranne Te) nei panni di Suor Cecilia una novizia che entra a far parte del convento cristiano cattolico di Mater Dolorosa nella campagna laziale. Altre interpreti sono l’attrice romana Benedetta Porcaroli (Baby, Vangelo Secondo Maria, La scuola Cattolica) nei panni di Guendalina, una novizia che prende i voti dopo essere scappata da una relazione abusiva, l’attrice napoletana Dora Romano (Bang Bang Baby, Omen- L’Origine del presagio, È stata la mano di Dio) è la Madre Superiora del convento, Simona Tabasco (1994, The White Lotus, Lacci) è Suor Mary con un piccolo ruolo all’interno del film ma molto importante per l’analisi del film, infine Giulia Heathfield qui alla sua prima prova su grande schermo che interpreta Sorella Isabelle. Oltre ad un ricco e talentuoso cast femminile si aggiungono 2 attori maschili principali Alvaro Morte (La Casa di Carta) e Giorgio Colangeli (La Cena, C’è Ancora Domani e Il Divo) entrambi due uomini facenti parte del clero che usano il loro potere contro le donne.

Il film è diretto da Michael Mohan già regista di The Voyeurs sempre con Sydney Sweeney. In questo film la sua regia ha uno sguardo giudicante nei confronti della religione cattolica. La regia suggerisce il totale controllo che hanno gli uomini all’interno di questo convento in due scene principali. La prima durante i voti di Suor Cecilia dove i due uomini di Chiesa vengono ripresi dal basso sia per riprendere la prospettiva di Cecilia ma allo stesso tempo perché hanno il potere e il controllo sul corpo di lei; stesso accade quando Cecilia si scopre misteriosamente incinta e viene interrogata nuovamente sul suo voto di castità sempre dagli uomini giudicanti.

La regia si sofferma anche sul corpo di Cecilia e di come sia sfruttato. Inizialmente lo vediamo sempre più costretto fino a liberarsi completamente dai dogmi cristiano patriarcali che sono ormai parte formante della chiesa, come accade in The Omen- L’Origine del presagio. Cecilia viene giudicata e subisce una molestia fin dall’inizio del film da parte di un controllore in stazione e sarà così per tutto il film. Il convento infatti la sfrutta attraverso uno stupro e il tutto prosegue fino alla liberazione finale che non a caso avverrà nel posto dove riposano i morti, le catacombe. Il finale sarà un capovolgimento del dogma cristiano creando nella morte la vita e nella vita la morte.

Nel film sono presenti due animali che in tono simbolico appresentano la Chiesa. Il primo è il gregge di pecore, animale prediletto da Matteo e Giovanni nei rispettivi vangeli per parlare di come Dio sia un pastore e i fedeli le pecore. Questa scena ha una duplice lettura: se da una parte la si può leggere come Cecilia che deve portare in grembo il nuovo figlio di Dio diventando a sua volta il pastore, dall’altra questo gregge viene “diviso” con il passaggio della macchina che porta Cecilia in convento – in un certo senso la divisione del gregge simboleggia la perdita della strada originaria. L’altro animale è il corvo. All’interno del mondo cristiano infatti il corvo ha una duplice lettura sia in senso positivo che negativo. All’interno del film vediamo un corvo sbattere contro la finestra poco prima che Cecilia scopra di essere incinta, rappresentando sia il lato positivo per la Chiesa che negativo per Suor Cecilia, la morte del corvo rappresenta però un ribaltamento quindi un esito in qualche modo positivo per Suor Cecilia.

La regia utilizza anche uno schema utilizzato in X – A sexy Horror Story ovvero il potere di sguardo, fondamentale all’interno del cinema. Cecilia osserva inerme alcune atrocità proposte all’interno del convento, avendo così il potere “di guardare” ma non avendo la possibilità di azione fino al finale del film.

La sceneggiatura è curata da Andrew Lobel che ha lavorato per lo più in cortometraggi e serie tv facendo diventare Immaculate – La Prescelta il suo primo grande progetto per il grande schermo. La sceneggiatura funziona bene arrivando al perfetto incrocio tra horror e commedia. Si scopre il passato di Cecilia e il perché sia importante che sia lei ad avere il figlio di Dio, nello stesso tempo approfondisce quanto basta anche tutte le altre personagge di contorno che di fatto diventano personalità forti, come Isabelle che è completamente assoggetta alla Chiesa e alle sue credenze patriarcali da voler essere lei la prescelta e Gwen, che invece critica tutti i dogmi della Chiesa in una sola frase “La vita è così crudele che solo un uomo può essere responsabile”. Lobel presenta anche delle problematiche reali quando si parla di donne incinte ovvero la perdita dei denti e delle unghie. Infatti secondo studi scientifici per motivi ormonali può succedere che una donna incinta possa perdere i denti a causa della saliva che cambia combinazione batterica e che le unghie diventino più fragili. In questo film Lobel prende queste informazioni e le trasforma per rendere l’orrore del controllo sul corpo delle donne una cosa ancora più concreta di quanto non sia. Il film come, già detto, esplora l’esperienza femminile passando soprattutto dal corpo delle donne, in questo caso delle suore. Inizialmente vediamo Cecilia costretta da vesti clericali che la costringono – momento chiaro nella vestizione – dai toni scuri come il grigio e il nero, per arrivare al bianco della veste finale, finalmente libera dalle limitazioni delle vesti classiche. I costumi della Madre Superiora invece sono tutti costretti in quanto lei rientra perfettamente nell’essere soggetta al patriarcato clericale da cui è circondata.

La fotografia riesce perfettamente ad avere una distinzione perfetta tra sogno e realtà. Se nella realtà abbiamo infatti una luce più naturale come la luce del sole, della luna o di una candela, nel momento in cui subentra il sogno abbiamo una illuminazione rossa, molto accesa che richiama volontariamente Suspiria di Argento e che ricorda il simbolo di pericolo. Ed è proprio all’interno del sogno che il pubblico capisce che Cecilia ha subito uno stupro da parte della Chiesa stessa. La scenografia del Convento di San Bonaventura nella campagna laziale, luogo delle riprese, crea una perfetta atmosfera gotica e decadente ispirandosi ai film di Argento, lasciando la pellicola in un’epoca non ben identificata in quanto vediamo davvero poco. L’unica scansione del tempo che si ha sono i 9 mesi del concepimento del figlio di Dio.

Immaculate – La Prescelta, già nel suo titolo ha un doppio significato. Immacolata Concezione in quanto Cecilia rimane incinta ma allo stesso tempo fa riferimento al convento dove si trova Suor Cecilia con tutte le altre suore ovvero alla Mater Dolorosa che non fa altro che essere la madre di Gesù addolorata, cosa che ritornerà alla fine del film in senso diverso e opposto alla concezione biblica. Suor Mary interpretata da Tabasco ha una piccola scena all’inizio del film, in realtà non fa altro che confermare quanto la Chiesa odi le donne, Sorella Mary non vuole più rimanere lì, probabilmente perché era una cavia anche lei per portare alla luce il nuovo figlio di Dio, quindi decide di scappare di notte. Il suo piano fallisce e per questo perde l’uso delle gambe e viene rinchiusa viva in una bara. Questa scena non fa altro che esemplificare il ruolo della Chiesa negli abusi subiti dalla donne.

All’interno di Immaculate l’acqua ha uno stretto collegamento con la personaggia interpretata da Sydney Sweeney, è infatti nella vasca che scoprirà di essere incinta e avrà i primi avvisi del suo corpo ed è anche il posto dove Suor Isabelle tenterà di affogarla. Inoltre l’acqua è particolarmente collegata a Suor Cecilia proprio perché è il punto in cui è entrata in contatto con Dio per la prima volta da bambina. All’interno del film il corpo delle donne è visto esattamente come un’incubatrice da sfruttare a piacimento. Non solo Cecilia subisce un abuso fisico che la lascia incinta, ma subisce un doppio abuso perché non voleva questo figlio dal principio. Cecilia non è altro che una delle tante cavie e lo si intuisce oltre dagli esperimenti falliti anche dalla conversazione con il personaggio di Alvaro Morte che dice chiaramente che se scappa, ne troveranno delle altre.

Nello scontro finale di Immaculate il tutto sarà ambientato in delle catacombe, posto dove riposano per sempre le persone, in questo caso si effettua un nuovo ribaltamento. Se da una parte infatti Padre Tedeschi (Morte) perderà la vita, Suor Cecilia ritroverà la sua, riuscendo a scappare dai soprusi della Chiesa uccidendo il bambino, diventando di fatto uno dei film che maggiormente distrugge la Chiesa in ogni suo dogma e in ogni sua credenza. Il finale del film non è altro che il massimo potere che una donna può avere per la Chiesa ed è proprio quel potere di cui si ha paura ovvero “scegliere sul proprio corpo”. Nel finale si vede Suor Cecilia che urla di dolore e partorisce il feto che ha in grembo staccando il cordone ombelicale con i denti, per poi prendere un masso e ucciderlo. Questa scelta non fa altro che rendere concreto un messaggio che permea tutto il film: la scelta di abortire, essendo la Chiesa un posto non sicuro l’unico modo per farlo è appena fuori dai suoi occhi.

Immaculate – La Prescelta è diventato un instant classic per il genere horror ma ancora di più per il sottogenere nunesplotation, crasi tra suora in inglese e i film d’explotation, dove la base del conflitto è di carattere religioso. Si sviluppo alla fine degli anni ‘60 per avere il suo boom negli anni ‘70, di cui solo ultimamente si sta riscoprendo. Alcuni film del filone sono Sorella Morte del 2023 di Paco Plaza disponibile su Netflix o Benedetta di Paul Verhoeven del 2021. È infatti noto che ultimamente molte suore stiano parlando di abusi subiti e questo film non fa altro che portare la verità di tali abusi sotto forma d’arte.


Immaculate – La Prescelta arriva al cinema a partire dall’11 luglio. Ecco il trailer italiano del film: 

RASSEGNA PANORAMICA
Immaculate - La Prescelta
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l'anno di nascita corrisponde con l'uscita di The Truman Show, studente di scienze della comunicazione, vive tra letteratura fantastica e cinema horror. Una personalità basata su Jennifer Check, Barbie e Orlok
immaculate-la-prescelta-sydney-sweeney-una-nuova-scream-queen-recensione-e-analisiImmaculate - La Prescelta è già un cult senza tempo, diventando subito un successo di pubblico, una critica alla società antica e moderna, attraverso scelte di ragia sapienti e studiate per tale scopo. Interpretazioni buone e una sceneggiatura che critica aspramente la religione cristiano cattolica. Il tutto unito da una simbologia che arricchisce la visione ogni volta sempre di più.

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