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[der Zweifel] Italia 2061: le proposte della coalizione Vanzina-Abantatuomo

  • di der Zweifel
  • 28 Febbraio 2018
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Questa domenica l’Italia è attesa da uno degli appuntamenti più importanti per una democrazia: l’elezione per il rinnovo del Parlamento.

Da lunedì 5 marzo l’Italia entrerà sicuramente in nuova stagione, qualunque che sia il risultato.

Delle tante previsioni che sono state fatte io ve ne voglio proporre di più di dieci anni fa, che però non guarda al post voto di questa tornata elettorale, ma molto più in là. Fino al 2061.

Cosa ne sarà dell’Italia al suo duecentesimo compleanno?

Carlo Vanzina ha provato a dare una risposta a questa domanda nel 2007, dirigendo un cast pieno dei migliori (o peggiori) attori comici disponibili sulla piazza. Così è nato 2061: un anno eccezionale.

Non stiamo a parlare della qualità del film perché non ne vale la pena. Come recita la recensione di Claudia Resta su mymovies.it il film è “una commedia scalcagnata e volgare che si ispira senza efficacia all’Armata Brancaleone”. Non potrei essere più d’accordo. Diciamo che se dovete scegliere tra vedere questo film o uscire nel freddo di questi giorni, io vi consiglio la seconda opzione.

Ciò che però mi sembra interessante è l’immagine che propongono dell’Italia futura. Un’immagine che voglio sezionare ed analizzare con voi per pure diletto intellettuale.

Nel 2061 l’Italia è piombata in un nuovo Medioevo: frammentazione politica, fondamentalismo religioso; imbarbarimento dei costumi; regressione nei diritti civili; stati regionali.

Diego Abatantuomo e la sua banda devono risalire la penisola per raggiungere in Piemonte altri patrioti che vogliono rifare l’Italia. Durante il loro viaggio incontrano altri patrioti e altrettanti nemici. Tante le scene comiche realizzate con l’oliato metodo del cinepanettone. Pochi i momenti realmente divertenti.

Ma partiamo con questo viaggio nel futuro!

Partiamo, come questa novella Armata Brancaleone (Monicelli perdonami!), dal Sud di questo nostro Belpaese, dove l’incubo di Salvini nel 2061 sarà realta: il Mezzogiorno si è infatti trasformato in un califfato islamico. Minareti e mosche svettano sul Tavoliere delle Puglie. La sharia regola la vita quotidiana. Un incubo non solo leghista, ammettiamolo.

Ma ad essere sinceri questo scenario può essere possibile solo dall’altra parte del Mediterraneo prendono al contrario le parole del candidato premier di Casapound: libici pronti a sbarcare in Sicilia, e da lì attraccare al continente, e costruire ponti, autostrade, e altre infrastrutture necessarie allo sviluppo del Mezzogiorno. Probabilmente un ottimo programma politico.

Al centro, Vanzina ha avuto poca fantasia: Stato della Chiesa e Granducato di Toscana, retto ovviamente da Massimo Ceccherini, e diviso in fazioni nemiche, ognuna delle quali fedele ad un diverso presidente della Fiorentina. Banale e poco interessante.

A Perugia, quando il Papa, nel diciannovesimo secolo, ha levato le tende la popolazione ha raso al suolo la Fortezza dove risiedeva la guarnigione pontificia e vi ha sparso sopra il sale (secondo voci popolari). E il rancore è ancora manifesto dalla grande quantità di intercalari blasfemi tipici del linguaggio umbro.  Vedete voi l’infattibilità di un ritorno del Papato.

Al Nord, Vanzina ha invece regalato un sogno: l’impossibilità per i terroni di varcare la soglia.

Ah, prima bisogna passare per la  Repubblica Popolare di Falce e Mortadella: nome comprensibile se si pensa che ai tempi a Sinistra primeggiava la figura di Romano Prodi (i più giovani non capiranno ma vabbè).

Comunque dalla Riviera, dove feste, compagni e piadine alla mortadella non mancano, se si risale al Po si arriva ad un enorme cancello.

Bossi avrà goduto tantissimo alla sua visione. E pure Matteo, prima della sua conversione nazionalista.

In Longobardia un terrone non può stare tranquillo: i rastrellamenti sono all’ordine del giorno e sulla loro destinazione manterrò un silenzio rispettoso.

C’è una cosa che voglio dire in conclusione. Sorvolando sulla qualità generale della pellicola, bisogna dire che Vanzina, colpa anche della diversa situazione politica al tempo, non è riuscito a prevedere l’exploit del Movimento 5 Stelle. Nella sua idea di Italia del futuro non c’è spazio per l’antipolitica, lo sprezzo verso la casta o la rivoluzione degli onesti.

Di questo non possiamo fargliene una colpa. Il Movimento sarebbe nato solo due anni dopo con il Vaffa Day. È comprensibile che non potesse nemmeno averne il sentore.

Di questo non gliene facciamo una colpa.

Di come ha girato il film sì però!

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