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Google Stadia

Google Stadia – Il futuro dei videogiochi è in streaming?

  • di Andrea Barone
  • Marzo 20, 2019
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La notizia è sulla bocca di tutti: Google Stadia, il nuovo servizio di gaming in streaming del colosso di Mountain View, è stato ufficialmente annunciato ieri pomeriggio durante la Game Developers Conference, scatenando fantasie e discussioni su qualsiasi piattaforma social, e generando una curiosità folle intorno al progetto.

Andiamo con ordine, facendo un passo indietro: nel 2018, Project Stream ha permesso a diversi giocatori (il progetto è stato testato negli Stati Uniti) di provare, direttamente su browser Google Chrome, il nuovo titolo della saga di Assassin’s Creed, l’ottimo Odissey, totalmente in streaming.

Stadia evolve questo concetto e si pone l’obiettivo di creare un nuovo paradigma per il gaming: nessun hardware, nessun download, nessun supporto fisico ma solo streaming, direttamente da qualsiasi periferica in nostro possesso che possa utilizzare Chrome, che si tratti di un pc, di una smart TV, di un tablet o di uno smartphone.

Potenzialmente siamo di fronte al nuovo step nell’evoluzione del modo di giocare: non una novità assoluta, ma appunto l’evoluzione di una strada che, negli anni, è stata testata ed intrapresa anche da altri attori del settore, come Sony, con il suo PlasyStation Now o Nvidia, con Geforce Now. Google prende tutto questo, lo inserisce nella sua infrastruttura di data center sparsi per il mondo, ed aggiunge features e potenzialità totalmente nuove ed ancora inesplorate, andando a creare quello che, nelle intenzioni del progetto, sarà “un unico luogo, dove giocare, condividere, riunirsi, vedere.”

Come funziona Google Stadia?

Immaginate di aprire un video YouTube che mostra un videogioco. Ora immaginate che, su schermo, compaia un pulsante con scritto “Gioca”. Cliccate il pulsante sullo schermo del vostro tablet (o pc, o telefono, o TV con Chromecast) e magicamente, in cinque secondi (Google ha promesso questo genere di tempistiche), il gioco è sul vostro dispositivo, senza download, pronto per essere giocato.

Ora invece pensate a questo: un vostro amico vi manda su WhatsApp un link. Cliccate il link ed il vostro smartphone apre il gioco.

La pagina Facebook di un publisher pubblica un video con la demo di un gioco che attendete da mesi. Cliccate sul video e potete provarlo.

Il vostro content creator preferito di YouTube vuole giocare con i suoi abbonati. Sul suo canale avrà un link, o un pulsante, che vi permetterà di giocare istantaneamente con lui, che siate su PC o su Smartphone. Ecco, questo è il principio su cui si basa Stadia. 

Ma come funzionerà, in termini pratici, il servizio?

Se, dal punto di vista dei costi e del modello di business, Google non ha rilasciato informazioni in merito, per quello che riguarda il funzionamento del servizio abbiamo avuto una prima dose di dati: il centro della tecnologia di Stadia risiede nei data center di Google sparsi per il mondo, che garantiranno agli sviluppatori la potenza di una GPU da 10.7 Teraflops (sostanzialmente una potenza quasi doppia rispetto alle console di attuale generazione, per dare un minimo termine di paragone), ed il supporto a tutti i principali motori di sviluppo in circolazione, tra i quali i celebri Unreal Engine, Unity e Havoc. I giochi potranno essere sviluppati direttamente in cloud, e non richiederanno aggiornamenti lato utente. Google punta a fornire giochi che avranno risoluzione 4k con 60fps e audio surround, con l’intenzione di raggiungere, col tempo, gli 8k e 120fps. 

Durante la presentazione, è stata mostrata una versione di Doom Eternal, nuovo titolo di iD Software, realizzata appositamente per Stadia:

Tecnicamente si tratta di un progetto estremamente ambizioso, per il quale Google ha stretto partnership con AMD per quanto riguarda la tecnologia di sviluppo, e con svariati sviluppatori e publisher per quanto concerne i giochi. Il fatto di non doversi interfacciare con un hardware fisico lato utente offre la possibilità, almeno teorica, di non porre limiti agli sviluppatori, che non saranno più “costretti” ad ottimizzare un gioco per diverse piattaforme e diversi hardware. Inoltre, nulla vieta a Google di potenziare la tecnologia di Stadia col tempo (è probabile che l’idea sia esattamente quella, soprattutto per il salto agli 8k) senza dover richiedere un aggiornamento hardware all’utente. L’unico limite, ma ne parleremo più avanti, riguarda quanta banda dovranno avere le connessioni internet per usufruire al meglio del servizio.

Adesso andiamo a vedere quelli che sono i principali progetti riguardanti Stadia e le sue features.

Stadia Controller: nonostante non sia necessario avere hardware o periferiche dedicate, Google ha ovviamente prodotto un pad concepito per l’utilizzo di Stadia, con funzionalità di condivisione, un tasto dedicato all’assistente Google, e soprattutto in grado di collegarsi direttamente in WiFi senza dover essere riconosciuto dalla periferica che stiamo utilizzando. Il design del pad non sembra particolarmente ispirato, ricordando un ibrido non proprio accattivante tra un controller PS4 ed uno Xbox 360, ma le funzionalità sembrano essere davvero interessanti ed innovative, andando ad aumentare l’interesse verso questo nuovo modo di concepire il gaming (che a qualcuno ha già fatto storcere il naso, ma anche di questo parleremo più avanti).

Crowd Play: Feature pensata per i content creator e gli streamer di YouTube, che permetterà di far partecipare i propri spettatori alle partite in live.

State Share: permette di condividere un istante di gioco, come ad esempio la nostra posizione nel mondo, i nemici che ci circondano e le nostre condizioni, così da poterle “consegnare” ad altri giocatori e permettere loro di iniziare a giocare nella stessa identica condizione e scoprire come avrebbero agito al posto nostro.

Style Transfer: pensata per gli sviluppatori, questa feature che utilizza il Machine Learning permette di creare i poligoni di un gioco per poi applicarci un filtro grafico partendo da una sola immagine, senza dover lavorare ogni volta ad ogni singolo dettaglio.

Tra le altre features introdotte, tornerà lo split screen, abbandonato negli ultimi anni, e sarà (ovviamente, vista la natura stessa del progetto) abilitato il cross-play.

Inoltre, è stato creato Stadia Games and Entertainment, capitanato da Jade Raymond: si tratta del primo studio 1st party di Google che produrrà giochi in esclusiva per Stadia e fornirà l’aiuto necessario agli studi di terze parti per creare i propri giochi. Al momento, 100 studi di sviluppo stanno già lavorando su Stadia.

Google Stadia

Fino ad ora abbiamo parlato degli aspetti tecnici e delle intenzioni del progetto, ma adesso passiamo al punto più importante di tutta la questione: che connessione servirà per poter giocare?

Secondo Phil Harrison, vice presidente e general manager di Google, i possessori di Stadia avranno bisogno di una connessione da 25 MBps per poter giocare a risoluzione 1080p con 60fps, mentre per usufruire del 4k servirà una banda di almeno 30 Mbps.

Abbiamo fatto moltissimi test utilizzando Project Stream e siamo giunti alla conclusione che per poter giocare a 1080p e 60fps sono richiesti indicativamente 25 Mbps. Abbiamo utilizzato anche connessioni con velocità inferiori, ma non ci sentiamo di raccomandarle. Per giocare in 4K invece sarà necessario avere almeno una connessione a 30 Mbps. Minore sarà la banda a vostra disposizione e più bassa sarà la risoluzione.

Harrison conferma che i giocatori “godranno di una esperienza della miglior qualità possibile in base alle potenzialità della propria connessione” con l’obiettivo ridurre al minimo il lag, spesso presente nei giochi in streaming.

Chiaramente si tratta di valori indicativi, in ogni caso Google non vuole tagliare fuori quei consumatori che non dispongono di una connessione altamente performante, dunque si continuerà a lavorare per abbassare la soglia richiesta per lo streaming.

Queste sono tutte le informazioni al momento disponibili sul progetto, rilasciate alla conferenza di Google che si è tenuta ieri al GDC.

Una notizia del genere, in un mondo sempre più dominato da social, reactions ed influencer, è stata accolta come una specie di terremoto, con reazioni di ogni genere, che ora proveremo ad analizzare. Google è stata abile nel nascondere le proprie intenzioni fino all’ultimo, mascherandosi dietro ad un fantomatico “Progetto Yeti” (il nome non ufficiale della console, che poi si è rivelata non essere tale), sebbene alcuni insiders avessero fatto circolare, nelle ore immediatamente precedenti alla presentazione, alcune voci poi rivelatesi veritiere.

In generale l’accoglienza è stata ottima: quasi tutte le testate giornalistiche di settore hanno salutato l’iniziativa con clamore, parlando di “futuro del gaming”, “game changer”, “nuovo paradigma” e “morte di console e PC master race”. Qualcuno, più timidamente, ha apprezzato l’idea e si è preso il giusto tempo per attendere i passi successivi di Google.

Lato utenti, la notizia ha spaccato in due l’opinione: da un lato l’entusiasmo di molti, allettati dall’idea di abbandonare l’hardware, la corsa alla periferica più potente, gli aggiornamenti, i download, le attese. Dall’altra, gli scettici, subito a puntare il dito verso una forma di mercato che non prevede il possesso fisico del gioco e della periferica (evidentemente non hanno mai usufruito di Netflix o di uno store digitale). Altri ancora hanno espresso perplessità, condivisibili, su come un gioco in streaming possa essere, in fatto di tempi di risposta, ping, input lag, paragonabile ad un gioco che gira su hardware. A questi interrogativi ovviamente avremo risposta solo col tempo, e si tratterà di uno dei punti focali del successo o meno dell’iniziativa Stadia, insieme ad un altro argomento, forse il più importante di tutti: i giochi.

Come si muoverà Google nell’incostante ed instabile mercato dei videogiochi? Sceglierà la strada delle esclusive, come Sony, per fidelizzare i propri clienti con titoli non giocabili su nessun altra piattaforma, o si farà forte del proprio ruolo di leader in campo internet per entrare in maniera decisa nelle case dei videogiocatori?

E questa voglia di condivisione e contemporaneità, porterà ad una scelta che premierà i giochi multiplayer, abbandonando i single player?

Ed ancora, il colosso di Mountain View punterà ad accaparrarsi a suon di soldi (che non mancano sicuramente) le esclusive, anche solo temporali, dei più grandi publisher? La possibilità di avere il prossimo Call Of Duty, o il nuovo Assassin’s Creed, o ancora il prossimo capitolo di Final Fantasy, in esclusiva temporale, potrebbe essere una scelta che Google sceglierà di intraprendere per cannibalizzare il mercato?

E come reagiranno Sony, Microsoft e Nintendo?

Ci troviamo in quel particolare momento storico in cui sta per essere annunciata la nuova PlayStation, la quinta attesissima versione della console di casa Sony, ed a breve distanza dall’E3, dove Microsoft plausibilmente farà la parte del leone.

Questo ingresso a gamba tesa di Google nel mercato cambierà le strategie dei due colossi dell’entertainment o verrà parzialmente snobbato? E Nintendo, da sempre considerata la Svizzera del gaming, che mai si è accodata ai trend ed alle mode, ma ha sempre percorso la propria strada, forte dello zoccolo duro di fedelissimi, continuerà su questo percorso?

Ed ancora, in ambito streaming (inteso come forma di intrattenimento, content creator, influencer), come reagirà Amazon con Twitch? Google Stadia potrebbe portare ad una poderosa risalita in questo ambito per la sua piattaforma YouTube, recentemente in calo in termini di introiti rispetto alla controparte di casa Amazon.

Queste, e molte altre domande, saranno all’ordine del giorno per i prossimi mesi, ed in concomitanza con ogni novità che verrà annunciata sul progetto. Quello che è certo è che Google ha fatto l’entrata in scena migliore possibile, presentando un’idea nuova, che non si basa su un semplice hardware sempre più performante, ma su un nuovo modo per usufruire dei videogiochi, andando a mettere insieme una buona fetta di quelle che sono state, negli anni, le intuizioni di Sony, Microsoft e Nintendo, potenziandole (al momento teoricamente) con la propria infrastruttura e provando a lanciare la sfida definitiva che potrebbe cambiare per sempre il nostro approccio al gioco.

Non è detto che la sfida verrà vinta, ma quello che è certo è che la sola esistenza del progetto Google Stadia alzerà il livello di concorrenza nel settore, e quando c’è molta concorrenza è sempre un bene, soprattutto in questo settore, che negli anni ha spesso subito critiche dovute alla mancanza di nuove idee.

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