La scorsa notte, in contemporanea con la messa in onda negli Stati Uniti su HBO, ha fatto il suo debutto in esclusiva su Sky e in streaming su NOW la nuova serie prequel di Game of Thrones, House of the Dragon. La serie è ispirata al romanzo “Fuoco e Sangue” di George R.R. Martin, che è anche ideatore della serie insieme a Ryan J. Condal. La serie è appunto un prequel ambientato 200 anni prima di quanto visto ne Il Trono di Spade durante il regno di re Viserys I Targaryen e segue la sanguinosa storia che porterà allo scoppio della “Danza dei Draghi”, la guerra civile per la successione al Trono di Spade. Dopo avervi parlato più in generale della serie nella nostra recensione dei primi sei episodi (che potete leggere qui), è tempo di analizzare più nel dettaglio il primo episodio!

[La recensione che segue presenta diversi SPOILER sulla trama di House of the Dragon 1×01: The Heirs of the Dragon.]

In questa prima puntata abbiamo Viserys Targaryen (Paddy Considine), l’attuale regnante dei sette regni, che comanda Westeros con onestà e gentilezza, ed un grande difetto per la corona, l’assenza di un erede maschio. Infatti, la primogenita di Viserys è la Principessa Rhaenyra Targaryen (Milly Alcock), una ragazza gentile, intelligente ed anche una abile cavalca draghi, però in quanto donna non può succedere ai sette regni. Quando però si avvicina la nascita del primo figlio maschio di Viserys, il ritorno ad Approdo del Re del Principe Daemon Targaryen (Matt Smith), presunto erede al Trono di Spade e fratello minore di Viserys, il concilio del re presieduto da Sir Otto Hightower (Rhys Ifans) inizia a temere per la successione al trono.

Martin e Condal si approcciano a questa prima puntata come fosse un vero e proprio pilota, presentando luoghi a noi molto affini come Approdo del Re e la Fortezza Rossa, ma in un periodo molto distante dalla storia principale di Game of Thrones, e personaggi di cui abbiamo sentito narrate le gesta come il re Viserys, principe Daemon, la famiglia Hightower e tanti altri. Si dice spesso che tornare in un luogo familiare rievochi ricordi, e in parte, “The Heirs of the Dragon” fa proprio questo; ci fa riprendere familiarità con un mondo che avevamo lasciato nel 2019 e ci ricorda perché tanto avevamo investito interesse in quella serie tanti anni fa. L’approccio di Condal è un ripartire completamente da zero, costruire un punto iniziale da cui partire, ma allo stesso tempo definire già i ruoli di partenza dei personaggi, sia per poi stravolgerli, sia per onorare l’eredità del “Trono di spade”. Inoltre, il lavoro di scrittura è decisamente molto pregevole e per nulla didascalico, anzi, aver già visto “Game of Thrones” è sicuramente il plus che fa di questa serie più una parte di un grande ingranaggio di cui abbiamo visto solo un piccolo pezzo, ma che nasconde davvero ancora tanto.

Dove non riesce ad arrivare la sceneggiatura ci pensa la regia di Miguel Sapochnik, ormai veterano di GOT, che qui fa uno splendido lavoro a caratterizzare con le inquadrature tutti i personaggi. Il modo in cui la macchina da presa segue i personaggi è già un indicatore della loro caratura morale e del loro ruolo gerarchico nella struttura: un esempio lampante è l’introduzione allo spettatore di Daemon Targaryen, che viene ripreso da distante utilizzando il POV della principessa Rhaenyra o ancora l’introduzione stessa di Rhaenyra, che arriva sul suo drago e la camera da presa si concentra molto su di lei, rappresentando già dai primi istanti la sua centralità nel racconto ma anche la bellezza che la ammanta quando comanda un drago.

Non si può neanche criticare nulla ai casting: Paddy Considine, che interpreta Viserys, è una scelta molto azzeccata, per quanto più invecchiato rispetto ai ruoli che l’hanno reso famoso e anche invecchiato ed ingrigito dal make up, ha una regalità e gentilezza pazzesca. Matt Smith qui interpreta alla perfezione Daemon, un pazzo sanguinario che ha sempre degli occhi gelidi, penetranti e che nascondono un dolore che lui esprime in maniera violenta. Rhys Ifans, invece, interprete di Otto Hightower, ha un dolore che invece gli si esprime in volto ma anche una fedeltà al re assoluta, mentre Milly Alcock interpreta la giovane ed intraprendente principessa, ruolo che non solo le calza a pennello, ma che porta con una naturalezza invidiabile. Vi sono anche numerosi attori importanti che avranno sicuramente modo di splendere nelle successive puntate, dato che pare alquanto evidente che ingaggiare un Graham McTavish (Castlevania, Preacher) per un piccolo ruolo risulta uno spreco, ma se usato bene può diventare in fretta uno dei personaggi più amati dato quanto è magnetico l’attore.

House of the Dragon con questa prima puntata riesce a far finalmente dimenticare ed imbracciare un ottimismo maggiore nei fan del Trono di Spade delusi dall’ultima stagione. Il lavoro di scrittura di Martin e Condal è puntuale, i personaggi sono tutti caratterizzati alla perfezione, sia protagonisti che comprimari. Inoltre, dove non arriva la scrittura ci pensa la regia di Miguel Sapochnik, veterano di GOT che qui fa un ottimo lavoro a livello di messa in scena, aiutato da degli effetti speciali notevoli, scenografie magnifiche e costumi che immergono nuovamente lo spettatore nel mondo di “A Song of Ice and Fire”. Un’ora di puro spettacolo che finalmente ridà dignità a questo franchise. Il gioco del trono è di nuovo iniziato!


Il primo episodio di House of The Dragon è ora disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW. Di seguito potete visionare il trailer della serie:

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