Dunkirk di Christopher Nolan (2017)

Christopher Nolan ama cambiare genere, persino mischiare, e Dunkirk non fa eccezione. Nolan è un grande regista, questo è indubbio, ma è altrettanto bravo a selezionare attori che possano portare la sua visione al cinema. Dunkirk è sia un risultato di Nolan quanto della produzione: la bravura con cui il regista riesce a portare su schermo questa storia è indubbia soprattutto di fronte ad una vicenda che è la più grande sconfitta degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, che qui diventa un vero e proprio survival a tinte grottesche dove, persino nelle stesse fila dei “buoni”, la voglia di sopravvivere inizia a trasformare uomini in bestie e a metterli l’uno contro l’altro.

Frozen di Chris Buck e Jennifer Lee (2013)

Il cinquantatresimo classico Disney può non brillare per quanto riguarda profondità di trama o coinvolgimento emotivo dello spettatore, ma è indubbio che sia riuscito nel creare un personaggio iconico, Elsa. Guardatevi intorno: Elsa è ovunque al giorno d’oggi per quanto riguarda il marketing rivolto alle ragazze e ciò non è solo dovuto al suo brillante character design, ma anche al fatto che sia risultata come una formula vincente per sconfiggere il declino dello stereotipo della principessa Disney. Sembra una cosa da poco, ma se si fa attenzione ci si rende conto che c’è un pizzico di Elsa in ogni nuovo protagonista femminile Disney e questo, fatto dalla più grande compagnia d’intrattenimento al mondo, rende innegabile l’influenza che Frozen ha avuto nel media in questi sette anni.

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (2014)

Forse il film più colorato e plastico di uno dei registi più particolari di questi ultimi anni. Wes Anderson torna ancora una volta con un cast corale, che da sempre ha caratterizzato i suoi film, con volti già noti agli amanti del suo cinema. Dopo aver ricevuto ben nove nomination agli Oscar, Grand Budapest Hotel, ottavo lungometraggio di Anderson, riesce a portarne a casa cinque tra cui Miglior Scenografia e Miglior Trucco, due delle cose che non possono non colpire lo spettatore durante la visione. La struttura di tutto il film, pur essendo apparentemente una commedia dai toni semplici, cela una vera e propria arte della narrazione che si esemplifica in meravigliosi ed eccentrici dialoghi, cambi di ratio dello schermo in base a come la storia si muove nel tempo, memorabili interpretazioni da parte di tutto il cast, anche da chi appare solo per qualche minuto. Dietro l’apparente commedia si cela una storia profonda, ambientata in un microcosmo colorato e popolato da personaggi solo all’apparenza artificiali e distaccati, ma caratterizzati da una vera umanità.

Gravity di Alfonso Cuarón (2013)

Gravity è un ode alla suspance. Lo spazio e la sua infinita vastità non hanno mai fatto più paura di così. Alfonso Cuaron dirige una Sandra Bullock molto convincente nel ruolo della Dottoressa Ryan Stone, un’astronauta che, a causa di un incidente spaziale, passerà, insieme allo spettatore, angoscianti ore nel disperato tentativo di sopravvivere. Gravity è una meraviglia tecnica che mozza il fiato per la sua evocazione della paura primordiale dello spazio.

Inception di Christopher Nolan (2010)

Dopo i successi di Memento, Il Cavaliere Oscuro e The Prestige, il visionario regista Christopher Nolan scrive e dirige nel 2010 uno dei film più affascinanti del decennio. Capace di convincere un pubblico vasto ed eterogeneo, Inception ammalia con un furbesco mix di Thriller, psicologia, Heist movie, azione, fantascienza e onirico. Il protagonista, Dominic “Dom” Cobb (Leonardo Di Caprio) è un ladro professionista che si occupa di “estrarre” idee e segreti dalle menti delle persone mentre queste dormono. Per rimediare ad un errore commesso in passato e redimere sé stesso, Cobb sarà costretto ad accettare una rischiosa missione “d’innesto”. La regia di Nolan è fredda e impeccabile, ma è fortemente sostenuta, nella sua riuscita, dall’iconica fotografia di Wally Pfister e dalle musiche di Hans Zimmer. Inception è un film che fece discutere il mondo intero durante il suo periodo d’uscita e, nonostante abbia ormai dieci anni, riesce a farlo tutt’ora.

Joker di Todd Phillips (2019)

Uno dei film più celebrati e sorprendenti del 2019, Joker di Todd Phillips racconta una delle tante origini del celeberrimo avversario di Batman. Joker è Arthur Fleck, interpretato da uno strepitoso Joaquin Phoenix, un inetto, un uomo con enormi difficoltà ad integrarsi nella società, con un sogno nel cassetto, far ridere le persone. La pellicola diretta da Phillips, oltre alla clamorosa prova del protagonista, spicca per una grandiosa fotografia, una colonna sonora azzeccatissima, alcune scene che sono diventate iconiche, e per essere un cinecomic che si discosta in maniera netta da tutto quello che il genere ha rappresentato in questi ultimi anni, dominati da pellicole spesso troppo simili tra di loro e che sacrificano l’autorialità sull’altare del successo al botteghino. Un sacrificio che Phillips sceglie di non compiere, ottenendo un successo decisamente oltre ogni più rosea aspettativa, sia al box office che da parte della critica, che lo premia con il Leone d’Oro a Venezia.

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