April 20, 2018
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I Migliori 25 Film del 2017

  • da Marcello Martinotti
  • 31 dicembre 2017
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Your name

Your Name

Your Name di Makoto Shinkai è solo l’ultimo di una serie di esperimenti fatti da Dynit e Nexo Digital che consistono nel portare al cinema pellicole animate Giapponesi che in patria sono state pensate per la sala e hanno avuto un buon successo, purtroppo solo per pochi giorni. La pellicola segue Mitsuha Miyamizu e Taki Tachibana, la prima abitante della cittadina di Itomori e il secondo studente che vive e lavora a Tokyo, due personaggi che non potevano essere più diversi e che si trovano scambiati di corpo durante la notte. La pellicola si concentrerà dunque sul costruire un rapporto tra i due personaggi che si trovano in una situazione alquanto inusuale e che alla fine trovano moti più punti in comune di quello che pensavano. La pellicola mischia sapientemente commedia, romance ,mistero e dramma facendo inoltre dell’elemento sopranaturale un’ulteriore punto interessante della pellicola, non dimenticandosi di creare una colonna sonora martellante(in senso positivo) e che accompagni bene ogni inquadratura. Un film animato elegante e toccante, che dovete recuperare.

→ Per saperne di più su questo film vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] Your Name di Makoto Shinkai – Una Storia di Contrasti


The War: Il Pianeta delle Scimmie

Il capitolo conclusivo della trilogia reboot/remake del Pianeta delle ScimmieThe War: Il Pianeta delle Scimmie, diretto da Matt Reeves è approdato nelle sale quest’anno e non solo è riuscito ad essere un’ottima conclusione ma è anche un ottimo film se preso anche a sè stante. Sono passati 5 anni dagli avvenimenti di Apes RevolutionCesare(Andy Serkis) e le sue scimmie sono ormai stanche e stremate dalla guerra con gli Umani, ma sopratutto con il Colonnello(Woody Harrelson); Alle scimmie di Cesare non rimarrà dunque che allontanarsi dalla loro casa nella foresta per un luogo paradisiaco descritto da Occhi Blu, il primogenito di Cesare. Gli esseri umani infidi però attaccheranno le scimmie e scateneranno così la rabbia di Cesare, che si troverà in una sorta di missione di vendetta, che lo porterà alla scoperta di come vive quella parte di umanità ormai rassegnata a morire. Anche questa pellicola mutua molti elementi dal canone del Pianeta delle Scimmie, ma lo fa sapientemente ricordandosi che prima di essere parte di un importante franchise, è anche un film. The War – Il Pianeta delle Scimmie infatti risulta il perfetto ibrido tra il film di guerra, quella terribile e implacabile alla Apocalypse Now e il post apocalittico ma è anche, come lo erano in parte i suoi predecessori una storia di famiglia e valori sociali. Si superano anche gli effetti speciali dei capitoli precedenti mostrando sempre più scimmie in CGI che umani, che non solo non risultano fittizie ma riescono a passare per elementi in scena come anche gli umani senza troppi problemi. The War è un film che dovete vedere e che potrebbe aiutarvi ad un primo approccio ad un franchise importante ma meno blasonato dei soliti.

→ Per saperne di più su questo film vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] The War: Il Pianeta delle Scimmie – La Degna Conclusione


The Square

Palma d’oro a Cannes, The Square è il nuovo film del cineasta svedese Ruben Ostlund. Pellicola ambiziosa, ricca e sfrenata è passata un po’ troppo in sordina nonostante il trionfo al festival di Cannes. Christian è il curatore di un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma. Una mattina, sulla strada per il lavoro, soccorre una donna in pericolo e si scopre derubato del telefono e del portafoglio. Al museo, intanto, lui e la sua squadra stanno lavorando all’inaugurazione di una mostra, che prevedere l’installazione dell’opera “The Square”: un quadrato delimitato da un perimetro luminoso all’interno del quale tutti hanno uguali diritti e doveri, un “santuario di fiducia e altruismo”. Su suggerimento di un collaboratore, Christian scrive una lettera in cui reclama i suoi averi rubati, innescando una serie di conseguenze che spingono la sua rispettabile ed elegante esistenza in una vertigine di caos. The square è una pellicola molto complessa sia nella messa in scena che nel messaggio trasmesso allo spettatore. Il film compone un mosaico molto affascinante gestito dal regista svedese come un passaggio di sequenze che vanno quasi a dare l’illusione di vedere un insieme di cortometraggi. In questo altalenarsi di eventi, con un umorismo nero splendidamente gestito, vengono messe a nudo molte sfaccettature cupe e nascoste dell’umanità, tra commenti sottili sull’immigrazione, l’avidità materiale e la correttezza politica. Tutta la pellicola è pervasa da distacco quasi ironico e tipicamente nordico, che rende piacevoli tutti i personaggi nonostante la loro natura odiosa. Il caos che caratterizza la pellicola sembra sempre geometrico e calcolato, e non toglie ritmo ma anzi lo rende più dinamico e vertiginoso.


Baby Driver

 

baby driver

Edgar Wright torna al cinema dopo il suo ultimo film e lo fa stavolta con qualcosa di non completamente diverso dai suoi precedenti lavori, ma allo stesso tempo diverso. Baby Driver presenta infatti tratti tipici della commedia d’azione ma non solo, vediamo anche il dramma della vita di un ragazzo segnato dal crimine e accompagnato sempre dalla musica, che trova per la prima volta l’amore. Baby (Ansel Egort) è un giovane pilota che ha un talento innato per la guida e lo usa per servire un boss criminale, Doc (Kevin Spacey). Quando si innamora di Deborah (Lily James), vedendo in lei un’anima affine e una possibilità di vita oltre al crimine. Wright stavolta non punta a reinventare qualcosa come ha fatto in parte con Scott Pilgrim vs The World, ma racconta tramite immagini e musica. Infatti la regia è a dir poco adrenalinica, ogni azione dei personaggi è una vera e propria coreografia con una musica tutta sua. Ma è dal punto di vista musicale e del montaggio sonoro che il film brilla maggiormente, grazie ad una colonna sonora davvero strepitosa e ben integrata con la pellicola. Uno dei migliori film del 2017 che dimostra la versatilità di un regista che in sordina, si è conquistato il cuore dei fan grazie alle pellicole della trilogia del Cornetto(L’Alba dei Morti Dementi, Hot Fuzz, La Fine del mondo) e a Scott Pilgrim vs The World e inoltre risulta essere anche uno dei migliori film sulle rapine degli ultimi 10 anni.

→ Per saperne di più su questo film vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] Baby Driver: Il Genio della Fuga di Edgar Wright


Madre!

mother

Lei e lui, il padre e la madre da soli in una casa. Poi un altro lui, poi un’altra lei e dopo di loro altri ospiti e altri intrusi. Darren Aronofsky porta in scena i dolori e le sofferenze, ma soprattutto le speranze del mondo nel suo ultimo e straordinario film, e nel farlo decide di ambientare una storia che contenga tutti questi e molti altri elementi in un’unica, piccola location. La storia, molto semplice nella sua trama e al contempo molto intricata nel suo sviluppo, riflette alcuni aspetti tipici della cristianità e della ricerca religiosa e messianica, risultando in maniera abbastanza evidente un’opera figlia dell’ultimo periodo di crisi mistica del regista. La pellicola è stata accolta con assoluta negatività alla Mostra del Cinema di Venezia, ricevendo fischi e critiche negative da parte degli ospiti in sala. Quest’effetto probabilmente è dovuto alla difficile interpretazione del film e alla complicata e violenta messa in scena, davvero claustrofobica e opprimente durante l’inaspettato e incredibile finale.
Da sottolineare poi la magnifica performance di Jennifer Lawrence. Seducente e conturbante all’inizio, la sua recitazione e il suo personaggio diventano poi sempre più sporchi e angoscianti durante il finale, nel quale l’attrice sfodera tutto il suo talento. Nonostante la sua grande ermeticità, noi di Redcapes.it abbiamo amato Madre! e ci sentiamo di consigliarlo vivamente!


The Greatest Showman

The greatest showman è un musical diretto dall’australiano Micheal Gracey, esordiente nella regia di un lungometraggio per il cinema, che racconta in maniera romanzata la storia dello showman Phineas Taylor Barnum e la nascita del circo così come lo conosciamo oggi. Barnum, nome sconosciuto alla maggior parte delle persone, è stato uno degli uomini più importanti dell’intrattenimento che gettò le basi del moderno show business, viene interpretato da un carismatico Hugh Jackman che, nonostante la voce nasale e potente, riesce a coinvolgere pienamente lo spettatore in tutti i suoi numeri. Il film inizia con il mostrare la grandiosità di uno show di Barnum, per poi tornare indietro nel tempo, tramite una transizione sul volto dell’attore, per far rivivere passo dopo passo la vita del protagonista che sceglie il suo futuro all’insegna del raggiungimento del suo sogno. La pellicola mostra in maniera veritiera la dura realtà dell’epoca, dove i diversi venivano emarginati e derisi dalla società, concentrandosi però sul momento di riscatto dei “freaks”, la vera attrazione degli spettacoli di Barnum. A colpire di questo film non sono solo le grandiose musiche, composte da John Debney e scritte da Banji Pasek e Justin Paul, autori delle canzoni del film premio Oscar La la land, ma é anche la splendida fotografia di Seamus McGarvey che tramite un utilizzo incredibile dei colori sottolinea lo stato d’animo della realtà in cui si svolge la vicenda e l’insieme generale delle scenografie sgargianti e delle coreografie che, per “nascondere” la loro semplicità vengono arricchite da acrobazie di livello, eseguite dell’acrobata Anne Wheeler, interpretata dalla giovane Zendaya, che trova sul set una perfetta alchimia con Zac Efron che ritorna al musical interpretando Phillip Carlyle, socio di Barnum. The greatest showman è una pellicola inno alla diversità e alla vita, adatto agli amanti del musical pop alla Mamma mia!, che offre canzoni orecchiabili e dense di significato.

→ Per saperne di più su questo film vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] The Greatest Showman – Uno Spettacolo di umanità

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