Minari

Regia di Lee Isaac Chung

Uscito nel 2020 ma distribuito in Italia nel 2021 durante la stagione degli awards, Minari è un delicatissimo racconto familiare calibrato, silenzioso e dolcissimo. Una famiglia coreana si trasferisce nello Stato dell’Arkansas inseguendo il famigerato “sogno americano”. La vita nel nuovo Paese non sarà però così facile e immediata come si sarebbero aspettati. Tra la difficoltà e le sfide di questa nuova vita, ciò che darà loro forza sarà proprio l’indissolubile legame familiare. Dopo aver trionfato ai Golden Globes, il racconto minimalista di Chung entra di diritto nei migliori film del 2021. Perfetta fusione tra film di tradizione coreana intriso di quel sapore indipendente statunitense, in Minari (nome di una pianta rampicante tipica della cucina coreana) spiccano le interpretazioni di Steven Yeun e Yoon Yei-jeong rispettivamente padre e nonna della famiglia che si ispira alle vicende realmente accadute della famiglia del regista Lee Isaac Chung che nel film è interpretato Alan S. Kim.


No Time To Die

Regia di Cary Fukunaga

Nel venticinquesimo film della saga di James Bond, l’agente 007 (Daniel Craig) ritiratosi dal lavoro per godere appieno della sua “pensione,” tenta di godersi la vita con l’amore della sua vita Madeleine (Léa Seydoux) ma il passato sembra riportarlo sui suoi passi. Quando l’amico Felix Leiter (Jeffrey Wright) chiede il suo aiuto per salvare lo scienziato Waldo Obruchev (David Denick), James riparte all’azione, scoprendo però che l’MI6 l’ha ormai rimpiazzato con la giovane agente doppio zero Nomi (Lashana Lynch). Non particolarmente felici della collaborazione i due agenti si metteranno sulle tracce di una minaccia globale legata ad un antico nemico di Bond, la SPECTRE, ma anche al passato di Madelaine. Dietro a tutto si cela il misterioso Lyutsifer Safin (Rami Malek) affiliato proprio della SPECTRE e terrorista che ha in mente un piano per la distruzione di parte del pianeta. No Time To Die va a chiudere un’era di James Bond partita un po’ come una scommessa che però ha completamente rivalutato ed innalzato l’amore per l’agente di Sua Maestà. Dopo l’impianto più autoriale di Sam Mendes, Cary Fukunaga confeziona un film action da manuale, coadiuvato da una buona sceneggiatura che però pecca a volte di retorica o del classico errore, evitabile, del “minestrone” di fine saga. Nonostante questo il film è una gioia per gli occhi e per le orecchie.


Sir Gawain e il Cavaliere Verde

Regia di David Lowery

Uno dei film più attesi del 2021 che in Italia ha completamente saltato l’uscita cinematografica per essere distribuito su Prime Video è stata l’ultima fatica di David Lowery, visionario regista che aveva già regalato pellicole come “A Ghost Story” e “The Old Man and the Gun“. Questo nuovo progetto segue la leggendaria storia di Sir Gawain (Dev Patel), nipote di Re Artù, il quale dovrà affrontare il misterioso Cavaliere Verde, un gigante che appare a Camelot. Rischiando di essere decapitato, inizia un’avventura che lo metterà di fronte alla sua famiglia e alla sua corte. Nonostante una trama particolarmente semplice e una storia orizzontale, quello che The Green Knight (titolo decisamente più interessante in originale) regala ai suoi spettatori è una messa in scena che ha dell’incredibile in cui abilità registica, fotografia e scenografia si fondono per dare alla luce un meraviglioso affresco uscito dalle pagine del ciclo arturiano. La mancata uscita in sala ha in parte penalizzato la pellicola ma se ancora non avete avuto l’occasione di vederlo, il vostro 2022 potrebbe aprirsi proprio con questo film.


Shiva Baby

Regia di Emma Seligman

Opera prima di Emma Seligman, Shiva Baby è un drammatico racconto di formazione mascherato da commedia, disponibile su MUBI. Arrivata in ritardo durante uno shiva, Danielle (Rachel Sennott) verrà messa di fronte alla sua opprimente famiglia e a situazioni paradossali dove sarà costretta a dimostrare chi è, tenendo ben nascosta la sua misteriosa vita privata. Con un’incredibile maestria nella messa in scena Shiva Baby è una delle rivelazioni dell’anno. Seligman dimostra una capacità incredibile sia come regista che come sceneggiatrice, raccontando in poco più di un’ora una storia forte e carica di significati. Con una colonna sonora stridente e scene che mescolano horror psicologico e dramma, Shiva Baby è una piccola gemma indipendente che dovete assolutamente recuperare.

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