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  • Il Re Leone di Jon Favreau – Il remake del classico Disney del 1994 | Recensione
Il Re Leone

Il Re Leone di Jon Favreau – Il remake del classico Disney del 1994 | Recensione

  • di Alessandro Pallotta
  • Agosto 19, 2019
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In poco più di metà anno, la Disney ha rilasciato già tre live-action di alcuni dei suoi più amati classici di tutti i tempi. Nel mese di marzo è infatti stato distribuito Dumbo, che ha diviso pubblico e critica. L’ultima fatica di Tim Burton infatti non è stata apprezzata fino in fondo. E’ la volta poi di Aladdin, rilasciato nel mese di maggio; il live-action ha convinto per la stravagante interpretazione del Genio Della Lampada di Will Smith e meno per l’interpretazione di Marwan Kenzari che ha vestito i panni di Jafar. Ora, in piena estate, quale miglior adattamento se non quello de Il Re Leone per far vivere al pubblico il caldo torrido della Savana? Il Re leone

Il live-action del Re Leone è un progetto che va avanti dal 2017, quando l’attore e regista Jon Favreau, volto di Harold “Happy” Hogan in Iron Man e Avengers e già regista de Il Libro Della Giungla del 2016, si è gettato a capofitto in questa impresa quasi impossibile: riportare in vita sul grande schermo i personaggi di uno dei classici d’animazione più amati di tutti i tempi.

Ambientato nella Savana, il cucciolo di leone Simba prova una grande ammirazione nei confronti di suo padre, il Re Mufasa e fa di tutto pur di imparare da lui a diventare un bravo regnante. Non tutti però nel regno celebrano l’arrivo del nuovo cucciolo con gioia. Scar, fratello di Mufasa, e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi tanto da opporsi al Re reggente. Con l’aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici, Simba imparerà a crescere e a comprendere come riprendersi ciò che gli spetta di diritto.

Il Re Leone di Jon Favreau non può essere considerato un remake vero e proprio, come non può essere definito un live-action. La pellicola infatti è un rifacimento “frame-by-frame” cioè inquadratura dopo inquadratura, del classico d’animazione del 1994 diretto da Roger Allers e Rob Minkoff. I protagonisti, animali con caratteristiche antropomorfiche, non sono dei veri leoni africani bensì una riproduzione in computer grafica. Le differenze con la pellicola originale sono quasi impercettibili, nonostante il film del 2019 duri circa mezz’ora in più rispetto al classico d’animazione. Il Re Leone

Se la realizzazione tecnica è da considerarsi quasi perfetta, il risultato finale che si ha è poco più che sufficiente. Ci si trova infatti di fronte alle stesse scene, dialoghi e ambientazioni del grande classico, che però non riescono a trasmettere le stesse sensazioni di conforto, calore e soprattutto magia dell’originale. Il grande problema de Il Re Leone sta proprio nella sua perfezione di realizzazione. Se pur realizzati in CGI gli animali all’intero del live-action risultano in tutto e per tutto delle copie identiche alla realtà, quindi impossibilitati a trasmettere emozioni ed emotività reali, rendendo quindi il film quasi completamente privo di qualsiasi forma di espressività. Il parlato e il cantato degli animali, in alcuni momenti del film, sembra quasi essere più un pensiero che un gesto vero e proprio, caratteristica che porta il film, almeno nei momenti dialogati a risultare piatto e senza carattere.

La regia è un vero e proprio esercizio di stile, che imita in tutto e per tutto la regia del film del 1994. Sono infatti pochissime le scene aggiunte nel live-action. La pellicola del 2019 ha infatti un’impostazione quasi documentaristica. E’ infatti caratterizzata da numerosi voli pindarici sulla Savana, che permettono allo spettatore di ammirare il panorama mozzafiato Africano. Tali sequenza però restano assolutamente fini a se stesse in quanto non vanno ad aggiungere nulla di più alla trama. La fotografia opaca e arida è affidata a Caleb Deschanel che riesce perfettamente a cogliere i colori della Savana sotto il sole cocente dell’Africa; questo stile di illuminazione però va molto ad incidere sul film, che risulta appunto arido e stranamente freddo, l’esatto opposto del classico Disney che invece era caratterizzato da colori vivi e sgargianti. A perdere colore non sono solamente gli ambienti, ma anche i personaggi stessi che, per essere sempre più fedeli alla realtà, perdono quella caratteristica cromatica che tanto li distingueva.

Sia il doppiaggio originale che italiano è affidato a grandissime star del panorama cinematografico e musicale internazionale. A partire dal protagonista, Simba, che in lingua originale è doppiato dall’artista Donald Glover mentre in italiano dal cantante Marco Mengoni, che si conferma buon doppiatore, autore di una performance assolutamente ben riuscita. La voce di Nala è invece affidata in originale alla cantante Beyoncè che per l’occasione ha scritto un nuovo brano per il film “Spirit” e prodotto un album “The Lion King: The Gift” rilasciato il 19 luglio 2019. In Italia è stata scelta la cantante Elisa per dar voce a Nala, che con il suo inconfondibile timbro riuscirà a scaldare i cuori di molti. E’ la seconda volta quest’anno che Elisa presta la sua voce per un live-action Disney. Aveva infatti a marzo interpretato una sua personalissima versione di “Bimbo Mio” in Dumbo, ricevendo i complimenti da Tim Burton stesso. Il doppiaggio di Mufasa è affidato in Italia a Luca Ward dopo che nel classico del ’94 era stato doppiato dal compianto Vittorio Gassman. La versione originale è invece stata affidata all’attore e doppiatore americano James Earl Jones. A prestare le voci al mitico duo composto da Timon e Pumbaa sono stati in Italia: Edoardo Leo per Timon e Stefano Fresi per Pumbaa. Tra i due si distingue particolarmente Leo per la sua interpretazione fresca e rivisitata ma mai sopra le righe del piccolo suricato. In lingua originale il duo di animali è stato doppiato da Seth Rogen (Pumbaa) e Billy Eichner (Timon). Scar infine è stato interpretato in originale da Chiwetel Ejiofor mentre in Italia dal doppiatore Massimo Popolizio, famoso per aver prestato la voce italiana a Voldemort nella saga cinematografica di Harry Potter.Il Re Leone

Grandissimo punto di forza della pellicola è sicuramente la colonna sonora, ancora una volta affidata ad Hans Zimmer, vincitore dell’Oscar nel 1995 proprio per Il Re Leone. Per questo remake le musiche e le canzoni hanno subito delle minime modifiche, assolutamente ben inserite nel contesto del film. La magia e le sensazioni che riesce ad evocare è sicuramente senza eguali, tanto che in alcuni momenti è proprio la musica ad essere protagonista della scena. Le note della colonna sonora del Re Leone sapranno sicuramente conquistare chi vedrà per la prima volta il film e chi per l’ennesima volta non riuscirà a smettere di commuoversi ascoltando “King Of Prode Rock” o “Il Cerchio Della Vita”.

Il Re Leone, in conclusione, è assolutamente un film godibile anche se non soddisfa le aspettative tanto desiderate. Riesce a giocare con l’effetto nostalgia anche se non adempie perfettamente al suo compito. La vera protagonista del film è la meravigliosa colonna sonora di Hans Zimmer che saprà commuovere e divertire chi già ama il film e chi lo vedrà per la prima volta.

Il Re Leone di Jon Favreau sarà nei cinema italiani a partire da mercoledì 21 Agosto 2019.

Il Re Leone

Il Re Leone è assolutamente un film godibile anche se non soddisfa le aspettative tanto desiderate. Riesce a giocare con l’effetto nostalgia anche se non adempie perfettamente al suo compito. La vera protagonista del film è la meravigliosa colonna sonora di Hans Zimmer che saprà commuovere e divertire chi già ama il film e chi lo vedrà per la prima volta.
6.5
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