Questa Lucca Comics and Games 2019 verrà senza dubbio ricordata come una delle edizioni più ricche (e piovose) della fiera del fumetto più importante nel nostro paese. Insieme alle leggende del fumetto Marvel Chris Claremont e Jim Starlin, allo stand Panini Comics erano presenti anche artisti del calibro di Marco Checchetto, Sara Pichelli, Pepe Larraz, e, ovviamente, anche Mattia De Iulis. Ci incontriamo in una delle ultime giornate della fiera, una delle più piovose, presso lo stand di Panini, dove abbiamo modo di chiacchierare della sua formazione e delle sue collaborazioni in Marvel con Kelly Thompson e Mark Waid. Il tutto, sotto lo sguardo vigile di Marco Checchetto!


RedCapes: Ciao Mattia e benvenuto su RedCapes? Come stai? Come sta andando la tua Lucca Comics?

Mattia De Iulis: Ciao! Bene, a parte la pioggia, ma penso che sia un classico di Lucca ormai (ride, ndr)

RC: Nonostante tu sia ancora molto giovane, stai già cominciando a far parlare di te, soprattutto in Marvel. Mi piacerebbe però sapere qualcosa della tua formazione artistica, prima di arrivare si tuoi ultimi lavori.

MDI: Ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics di Roma, avendo come insegnanti Sara Pichelli e David Messina, artisti di tutto rispetto. Questa scuola mi ha dato gli strumenti, ma ho imparato che gran parte del tuo lavoro è frutto di dedizione ed impegno. Nasco come colorista, lavorando in Bonelli per la serie di Dragonero Young e per alcuni speciali di Morgan Lost e Brendon; la mia prima esperienza effettiva e completa, come disegnatore e colorista, è stata con la Marvel. Ho dovuto ovviamente prendere le dovute misure, cercando di capire come relazionarmi con lo sceneggiatore, ma ho avuto la fortuna di lavorare su Jessica Jones con Kelly Thompson, che mi ha messo subito a mio agio, proponendomi addirittura di fare i cambiamenti che ritenevo sulla sua sceneggiatura. E’ una cosa che ho notato anche lavorando con Mark Waid, sono persone molto umili e con cui è un piacere lavorare.

RC: E parlando invece del Mattia lettore, quali sono state le letture che ti hanno accompagnato sin da bambino?

MDI: Facendo dei grandi passi indietro, penso subito a Dragonball e a tutti i manga che all’epoca godevano delle versioni animate e che hanno avvicinato tutti noi ai fumetti da cui sono tratti. La persona che più di tutte mi ha influenzato è stato Justin Ponsor, che purtroppo è venuto a mancare non molto tempo fa. Era in grado di dare volume alle sue pagine in maniera unica, me le sono studiate tutte. Nascendo come colorista, è stata la mia primissima influenza. Torno poi a citare i fumetti di Sara Pichelli, di Stuart Immonen, Pepe Larraz, Marco Checchetto, che è qui vicino a me…

Marco Checchetto: Bravo ragazzo, hai fatto bene a citarmi!

MDI: Sono tutti artisti in cui ritrovo molto quello che mi piace, e da loro ho cercato di assimilare il più possibile, sintesi, anatomie, inquadrature, atmosfere.

RC: Scommetto che ti fa un certo effetto dividere il tavolo delle tue signing insieme alla tua ex insegnate, trovandoti ora praticamente al suo stesso livello.

MDI: Credo che Sara sia inarrivabile, è una degli artisti a cui faccio più riferimento. E’ molto bello e gratificante potersi trovare fianco a fianco in occasioni del genere, lavorando entrambi per Marvel, mi fa sentire parte di una grande famiglia.

RC: Ti sei trovato letteralmente catapultato in Marvel, finendo a lavorare con Kelly Thompson e Mark Waid, non ultimo contribuendo anche al mastodontico lavoro per Marvel Comics 1000. Come ti sei ritrovato in questo grande mondo?

MDI: E’ stato molto in punta di piedi, ma hanno puntato molto su di me, probabilmente per il mio modo di lavorare, che ha dato i suoi frutti: le mie serie piacciono ai lettori, e sembra che stia diventando riconoscibile a livello di stile, e ovviamente la cosa non può che farmi molto piacere. Al mio attuale editor, Tom Brevoort, piacerebbe molto vedermi stabilire in maniera fissa in Marvel, che per me sarebbe coronare un sogno. C’è un’ottima considerazione nei confronti dei nuovi arrivati, vieni trattato come un professionista, e questo ti permette di poterti esprimere al meglio quando lavori e di poter quindi lavorare molto bene con gli sceneggiatori, sapendo di essere alla pari fondamentalmente.

RC: Parlando della serie che hai disegnato di Jessica Jones, si tratta di un personaggio molto particolare, essendo esattamente al confine tra il nostro mondo umano e quello dei supereroi. Che rapporto hai con lei?

MDI: E’ un personaggio che sento molto vicino a me, essendo proprio vicina agli umani, e ne apprezzo molto anche la psicologia. Appartiene ad un ambiente, quello urbano dei sobborghi di new York, che mi affascina molto, soprattutto anche grazie alla visione che ne diede Bendis. Certo, ho il sogno nel cassetto di poter prima o poi lavorare su Spider-Man, ma poter iniziare a muovere i miei passi in Marvel su un personaggio come JJ è stata una grande soddisfazione.

RC: Avete cercato di tenere una certa coerenza con la serie di Bendis?

MDI: Certamente. Lo stile di Gaydos è ovviamente molto distante dal mio, ma abbiamo cercato di mantenere quelle atmosfere e le caratteristiche tipiche della run, tenendo anche conto però della serie tv di Netflix, cercando di attualizzare il personaggio.

RC: Ho apprezzato molto lo stile di Gaydos, tendendo molto al realismo, ed è una cosa che noto anche nel tuo modo di lavorare, cosa affatto scontata per il personaggio trattato. Come ti sei “adattato” a questo progetto?

MDI: A livello stilistico, mi sono trovato molto a mio agio, preferendo quel genere di situazione, ambienti scuri, cupi, luci molto forti, dettagli che potremmo ritrovare in una storia di Daredevil. Non ho avuto particolari problemi, insomma. Mi sono reso conto di quanto sia cambiato, rispetto alle prime pagine della serie, entrando sempre più dentro le situazioni del personaggio e prendendoci la mano.

RC: Jessica e Susan Storm sono personaggi molto simili: sono due madri amorevoli e premurose, ma allo stesso tempo sono delle donne che non hanno bisogno di un uomo per tirarsi fuori da situazioni scomode. C’è qualcosa di particolare che ti affascina in personaggi del genere?

MDI: E’ proprio questo ciò che mi piace di loro. Sono due eroine che hanno le carte in regola per potersi tirare fuori dai guai da sole, senza bisogno di un uomo, uno stereotipo molto attuale ai giorni nostri che andrebbe in qualche modo sdoganato.

RC: Come ti sei trovato con Mark Waid? Dovendo lavorare su una serie legata ai Fantastici 4, personaggi che lui conosce molto bene, ti ha in qualche modo guidato durante la lavorazione?

MDI: Mark è stato molto gentile e disponibile, ha cercato sin da subito di presentarmi il personaggio, facendomi da subito notare quali elementi fosse necessario mantenere. Mi piace molto giocare con le espressioni dei personaggi, cercare di calarmi nei loro pensieri per dare una credibilità alle loro reazioni. In questo, Mark mi ha aiutato molto, soprattutto nella parte iniziale. Mi ha dato proprio dei titoli a cui ispirarmi per entrare nel mood della storia, e ha sempre cercato di mettermi a mio agio.

RC: Che tipo di insegnamenti ti porti a casa da queste esperienze in Marvel?

MDI: E’ un ambiente in cui contano molto i tuoi meriti, che tu sia un emergente o un artista già in carriera. Se sei bravo e ti impegni, vieni tenuto in considerazione e fai sempre più strada, senza poter contare su referenze. E’ un ambiente molto stimolante dal punto di vista creativo, c’è molta coesione e un pizzico di competitività, si punta tutti alla qualità delle serie che vengono pubblicate. Sono cresciuto leggendo Marvel, e trovarmi oggi a dare il mio contributo per le celebrazioni dei suoi 80 anni, insieme a tutti quei grandi nomi, è una bellissima soddisfazione, ti da una grandissima carica.

RC: Cosa c’è adesso nel tuo futuro?

MDI: Ho prolungato il mio contratto per altri 2 anni in Marvel, e mi hanno già affidato un nuovo lavoro.

RC: Puoi darci qualche indizio in più?

MDI: Ti posso dire che è una serie che uscita negli ultimi anni, ma è molto, molto importante, e non vedo l’ora che venga annunciata. Anche se la mia aspirazione massima rimane sempre Spider-Man, ovviamente.

RC: Grazie mille per il tuo tempo Mattia, speriamo di rivederti presto sui fumetti Marvel!

MDI: Grazie mille, speriamo!

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