La notizia dell’esclusione di Pepé Le Pew da Space Jam: A New Legacy sta facendo discutere il web da un paio di giorni. Per quanti non fossero al corrente, il personaggio dei Looney Tunes è stato accusato di rappresentare la cultura dello stupro. Non è chiaro se la scelta di escludere il personaggio dal film sia dovuta a questa dinamica, ma sicuramente l’accusa ha fatto scalpore, tant’è che come spesso accade in questi casi si è arrivati a parlare di cancel culture. Tra le varie opinioni che sono arrivate a riguardo, quella degna di nota è certamente quella di James Gunn.
Lo stesso regista, alcuni anni fa, è stato sfortunato protagonista di una situazione che ha visto emergere su internet alcuni suoi vecchi tweet che, inizialmente, portarono ad un licenziamento da parte Disney/Marvel. L’azienda poi tornò sui suoi passi, come è risaputo.
Nelle scorse ore, James Gunn si è espresso sulla questione della cancel culture su Twitter, spiegando come secondo lui il termine sia ormai abusato e che per ogni situazione che qualcuno non condivide si tiri fuori il concetto di cancel culture. Di seguito il primo tweet del thread. Cliccandoci sopra sarà possibile leggere tutta la discussione. Ancora più sotto, la traduzione delle parole di James Gunn:
Stop calling everything “cancel culture” because you’re too dim to have a nuanced opinion. People can be offended by something, or think something sucks, and that’s not “cancel culture” – it’s free speech.
— James Gunn (@JamesGunn) March 7, 2021
Smettetela di definire cancel culture perché siete troppo stupidi per avere un’opinione con sfumature. Le persone possono sentirsi offese da qualcosa o pensare che una determinata cosa faccia schifo. E non si tratta di cancel culture, ma di libertà di parola. A tutte le persone che mi scrivono di tutte le volte in cui si è ingiustamente attaccati: lo so, fa schifo. Ma non vuol dire che ogni volta che qualcuno è offeso da qualcosa si debba tirar fuori la cancel culture. Chiamare qualsiasi cosa in quel modo è una risposta istintiva che rende nullo il tuo punto di vista. Io non penso che ci siano persone qui che pensano che Harvey Weinstein non sarebbe dovuto esser stato cancellato per quello che ha fatto. Ma allo stesso modo, essendo conversazioni ricche di sfumature, penso che molte persone latine amino Speedy Gonzalez e non ritengono utile una sua cancellazione. Ma Pepé Le Pew, almeno per me, è offensivo per il modo in cui tratta quella gatta. Un editore che decide di non pubblicare un libro perché le immagini sono dannose verso le minoranze non è cancel culture. Quella è la loro libertà di parola sul lavoro. Allo stesso modo, a volte vedo delle celebrità essere attaccate per questioni piccole o inesistenti e penso sia ingiusto. Altre volte, invece, vedo altre celebrità essere attaccate per robacce vicine all’imperdonabile, o che perlomeno mi porterebbero a non vedere i loro film. Si tratta di sfumature. Molte persone lo sanno. Molte persone hanno pensieri e sentimenti differenti in base alle situazioni. Ma Twitter è un posto in cui gli estremi su ogni argomento vengono evidenziati al massimo perché risultano più sensazionalisti. E per tutte le persone che mi chiederanno se chi tenta di cancellarmi ne ha il diritto, la risposta è ovviamente sì. E combatterò perché abbiano sempre questo diritto. Posso non condividere le loro opinioni, ma credo profondamente nella loro libertà di espressione.
Fonte: Twitter















