Noah Baumbach esplora il divismo e la vita nascosta e intima di una star in Jay Kelly, una narrazione fittizia che però rappresenta la realtà di un attore in crisi e in fase di riflessione. Con un cast di star tra le quali George Clooney, Laura Dern, Greta Gerwig e Adam Sandler, Baumbach si butta sulla tragicommedia che, non senza sbavature, riesce ad emozionare e commuovere. Il film è stato presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e arriverà nelle sale italiane il 19 Novembre, mentre su Netflix sarà disponibile dal 5 Dicembre.
Jay Kelly segue il famoso attore cinematografico Jay Kelly e il suo devoto manager Ron in un vorticoso viaggio di inattesa profondità attraverso l’Europa. Lungo la strada sono entrambi costretti a fare i conti con le scelte che hanno fatto, i rapporti con i loro cari e con ciò che lasceranno alle generazioni future.
Questa pellicola ha diviso molto il pubblico a Venezia, tra chi l’ha amato e chi invece l’ha odiato. Jay Kelly dipinge la vita fuori dal set e lontano dalle telecamere di un divo del cinema, interpretato da George Clooney. Non è difficile capire quanto l’opera sia in realtà biografica nei confronti di Clooney e rifletta sulla condizione divistica dell’attore. Spesso il pubblico dimentica che dietro un personaggio si nasconde una persona in carne ossa, con fragilità, problemi, debolezze e sentimenti. Un modo diverso di leggere Jay Kelly, una vita tutt’altro che perfetta. Quando i riflettori si spengono si apre un buco nero di emozioni contrastanti che porta alla riflessione sulla vita e ad un lunghissimo flashback a ripercorrere le tappe della vita. Insomma, un po’ come se fosse George Clooney che interpreta Jay Kelly che interpreta George Clooney.
Noah Baumbach si destreggia su una sceneggiatura che al suo interno contiene diverse sbavature, concentrandosi più sul divo che sulla scrittura di altri personaggi e azioni. Sono numerose le azioni e le finestre che si aprono durante la narrazione e che non vengono mai riprese o chiuse. Soggetti che entrano ed escono senza un vero senso logico e sottotrame che si aprono per poi essere abbandonate, hanno lasciato lo spettatore interdetto e leggermente deluso, in una confusione che non tiene conto della visione d’insieme. Nonostante ciò il lato comico e dolce amaro della riflessione interiore smuove le emozioni del pubblico, per culminare su un finale nostalgico dalla lacrima facile.
Jay Kelly basa la sua forza sul cast stellare che riesce a dare particolare rilievo soprattutto ad Adam Sandler, attore che ottiene qui un’altra possibilità di brillare al di là della mera commedia, dimostrando nuovamente di potersi calare in ruoli profondi ed elaborati. Sandler interpreta Ron, l’agente di Jay Kelly e amico di lunga data, il suo consigliere e la sua spalla su cui piangere, assumendo in parte il ruolo di grillo parlante, voce della sua coscienza. Un’interpretazione che potrebbe portare l’attore ad essere finalmente considerato ai più importanti premi cinematografici. Clooney, dal canto suo, dipinge un eterno conflitto tipico di chi si guarda indietro e si domanda se per caso non abbia sbagliato qualcosa. Quando insegui una carriera, soprattutto artistica, inevitabilmente rinunci a qualcosa, che sia la famiglia o gli amici, ed è su questa domanda che si apre e si sviluppa Jay Kelly, in un tripudio di pensieri che mescola lacrime e sorrisi in maniera equilibrata.
Per gli amanti del cinema Jay Kelly è una poesia anche per il suo lato metacinematografico. Si parte da un set per finire su una proiezione sul grande schermo, analizzando i vari aspetti che stanno dietro alla costruzione e alla narrazione cinematografica e rappresentando tutti quei lati nascosti dietro la macchina da presa. La favola del cinema prende vita e si insinua nella realtà, fino ad un punto in cui non si capisce dove finisca l’uno e inizi l’altro, in un perfetto mix che emoziona, diverte e avvia il ragionamento e la riflessione.
Jay Kelly è un’opera che, nonostante gli evidenti problemi di scrittura, riesce ad emozionare lo spettatore, dipingendo il lato nascosto del vivo che si accende quando si spengono i riflettori e quando le macchine da presa smettono di registrare. Un cast stellare e preparato, insieme ad una trama agrodolce che equilibra perfettamente commedia e drama, riescono a fare di questo film non un capolavoro, ma un buon esempio metacinematografico, riflessivo ed emozionante.
Jay Kelly, il nuovo film di Noah Baumbach con protagonista George Clooney, arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 19 Novembre e, dal 5 Dicembre, su Netflix. Ecco il trailer italiano:
















