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La Casa di Carta

La Casa di Carta: Parte 3 – Recensione dei primi 2 episodi | Anteprima

  • di Marcello Martinotti
  • 17 Luglio 2019
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Il 19 luglio su Netflix debutta, finalmente, la terza parte de La Casa di Carta, la serie evento creata da Alex Pina e diretta da Jesus Colmenar. Abbiamo avuta la fortuna di vedere in anteprima di primi due episodi della serie. La Casa di Carta è la serie Netflix, tra quelle non in lingua inglese, più vista sulla piattaforma di streaming ed il meritatissimo successo ha portato alla realizzazione di una terza stagione. Il budget c’era e le idee anche e, nonostante non fosse prevista e l’arco narrativo fosse arrivato alla sua naturale conclusione, il successo e il blasone della serie nel mondo era arrivati troppo in alto per fermarsi. E, per fortuna, è un bene.

La Casa di CartaProdotto nativo spagnolo, originario dal canale iberico Antena 3, la distribuzione da parte di Netflix su scala mondiale ha consacrato La Casa di Carta come uno dei prodotti di punta della piattaforma e una delle serie più seguita del momento. I fattori che hanno dato questa ampia visibilità sono davvero tanti, dalla sorprendente qualità che la contraddistingue alla grande iconicità dei personaggi che sono entrati subito nel cuore del pubblico. Uno dei fattori più importanti, però, è la forte connotazione politica che ha sempre contraddistinto la serie, questi ladrones sono il simbolo di quella che è una resistenza sociale e come moderni Robin Hood hanno messo in scena il desiderio di rivalsa di molti schiacciati da un economia controllata da un manipolo di ricchi. Aiutati da un momento storico completamente favorevole al tipo di storia la maschera di Dalì e la tuta arancione classica indossate dei personaggi sono state riprese in diverse manifestazioni in tutto il mondo e identificata come un simbolo di resistenza collettiva. La terza stagione de La Casa di Carta sembra, già dalle prime battute, non aver ne dimenticato ne ignorato la sua natura politica, che anzi viene valorizzata.

Passati due anni e mezzo da quando il grande colpo è stato realizzato, troviamo tutti i membri della banda dove immaginavamo, a godersi la vita e il miliardo rubato dalla Zecca. Questa serenità però è destinata a non durare e le loro vite ad essere di nuovo sconvolte. Per far fronte ad una situazione di estrema emergenza, il professore deve rimettere insieme la banda, infatti uno dei membri è stato catturato e la situazione è più critica che mai. L’unico modo che hanno per salvare Rio è fare quello che sanno fare meglio, organizzare la rapina più grande mai realizzata al cuore economico della Spagna.

La Casa di CartaL’incipit del primo episodio della terza stagione permette subito di capire che quella che vedremo non è più la serie spagnola che ha sorpreso il pubblico di tutto il mondo, ora è una serie di taglio internazionale con un budget alle spalle importante che riesce a coniugare armonicamente la sua nuova vesta con la sua vecchia anima rimanendo salda nelle sue caratteristiche di forza. Dinamica fin dalle prime battute, veloce e scandita da un ritmo serratissimo, e ancora narrata dalla voce fuori campo di Tokyo, non possiamo non essere subito rapiti dalla serie e desiderare di fagocitarla senza sosta. Gli elementi sono sempre quelli che funzionano, la banda formata da nuovi e vecchi membri eccentrici è sempre capitanata dal professore che escogita e mette in atto una rocambolesca e straordinaria rapina sempre più ambiziosa e sempre più difficile. Il primo episodio è un’introduzione alla situazione, vediamo tutti i personaggi dove sono e come stanno vivendo la loro vita e vediamo l’incipit che porterà all’ora zero, ovvero il momento del nuovo colpo. La narrazione da spazio all’evento scatenante, ma non si dimentica di nessuno e ci da tutte le informazioni necessarie per contestualizzare le vite di tutti, di scoprire che cosa è successo ai personaggi in questi due anni.

Nel secondo prenderà il via il piano e verremo catapultati nel vivo della narrazione senza lasciarci prendere fiato. Incontreremo alcuni dei nuovi personaggi che arricchiscono il cast, Palermo è il primo di cui sappiamo qualcosa e il primo di cui si può trarre un’inizio di caratterizzazione, un personaggio intrigante e affasciante che si prospetta come il sostituto dello straordinario Berlino. La narrazione è sempre scandita da flashback che raccontano le settimane che precedono il piano e da quelle situazioni paragonabili che sono sempre più simili ai momenti di vita quotidiana di una vera e propria famiglia.

La Casa di Carta

Dopo aver visto questi primi due episodi e aver avuto modo di fare due chiacchiere con parte del cast, possiamo trarre la conclusione che la terza stagione de Le Case di Carta non disattenderà assolutamente le aspettative dei fan, ma che anzi sarà una nuova veste, più internazionale, di uno dei prodotti di maggiore successo degli ultimi anni. Non si perde nulla di quei tratti caratterizzanti che ne hanno costruito la fama, come la regia elegante ricca di ottimi spunti, la trama avvincente che tiene attaccati gli spettatori allo schermo con il desiderio di vedere subito l’episodio successivo, le musiche sempre ben distribuite e sempre ben gestite nell’alternanza tra diegetiche ed extradiegetiche, e la presenza in scena di personaggi sempre più iconici ed affascinanti.

Le prospettive sono quelle di una terza stagione capace di bissare e rimanere nella scia del successo delle prime due, portando sullo schermo una serie sempre avvincente e sempre più ambiziosa dove azione tensione e dramma si mischiano per affascinare e sorprendere lo spettatore con grande qualità. Non vediamo l’ora che sia il 19 luglio e che le maschere di Dalì che hanno ispirato tanti tornino ad essere il simbolo della resistenza.

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