L’annuncio di Luca da parte di Disney/Pixar è stato sicuramente ben accolto soprattutto per l’ambientazione italiana, una novità assoluta per i film d’animazione della Casa di Topolino e perché in cabina di regia c’è un regista italiano, Enrico Casarosa, che oltre a conoscere la location che ha ispirato il film è anche legato dal filo dei ricordi alla storia che si racconta nella pellicola, una storia fatta di amicizia ma anche di crescita. Come al solito, quando ad essere coinvolto è il nome della Pixar le aspettative, soprattutto per quel che riguarda il fattore grafico della pellicola, sono sempre molto alte. Questo perché negli ultimi anni lo studio di animazione ha regalato dei veri e propri piccoli capolavori, come Soul, Coco e anche il più discusso Inside Out. Sarà riuscito questo Luca, dunque, che già parte come una piccola mosca bianca nelle produzioni Disney/Pixar, a reggere il confronto con le pellicole precedenti?

Luca è una creatura marina che vive sottacqua insieme a sua madre, suo padre e sua nonna. Di natura estremamente curiosa, il giovane è fortemente affascinato dal mondo in superficie, che però a detta dei suoi genitori è troppo pericoloso per lui, nonostante loro abbiano la capacità di assumere una forma umana quando non sono a contatto con l’acqua. Il sogno di scoprire cosa c’è sulla terraferma sembra destinato a rimanere appunto un sogno per Luca, fino a quando non incontra Alberto, altra giovane creatura marina che però sembra vivere ormai stabilmente in superficie, tra gli umani. I due così stringeranno un forte rapporto di amicizia e insieme scopriranno pregi e difetti del vivere come due umani e, insieme alla ragazzina terrena Giulia, si preparano a vivere l’estate più incredibile della loro vita.

Per parlare di Luca bisogna fare due discorsi ben distinti. Uno legato al lato più tecnico della pellicola, che è sicuramente buono, ed uno legato alla sceneggiatura e allo storytelling di una trama che stenta a decollare sin dai primi istanti e che vive di troppi alti e bassi nella durata dei suoi 96 minuti.

Come detto, la realizzazione visiva è su buoni livelli. Non si urla al miracolo per gli occhi come magari poteva succedere per l’originale Soul, il curatissimo Coco o il coloratissimo Inside Out, però Disney/Pixar inseriscono diversi elementi tratti dai film precedenti in questo Luca. Il risultato è una pellicola animata veramente bene, con un character design sì semplice ma sicuramente d’effetto, tanto per le creature marine (che nel film vengono chiamate costantemente mostri) quanto per i personaggi umani o le versioni terrene di Luca, Alberto e tutti gli altri provenienti dai fondali. Proprio le scene ambientante sottacqua sono probabilmente tra le più d’impatto del film, che ha il merito di creare un nuovo ambiente marino che sappia distaccarsi da quello de Alla Ricerca di Nemo che, inevitabilmente, aveva fatto scuola e settato degli standard di riferimento. Ottima anche la palette colori utilizzata per rappresentare i personaggi ma soprattutto gli spazi e le location: le varie sfumature degli ambienti conferiscono veramente un’aura che va oltre i limiti del tempo, rendendo il tutto quasi favolistico.

Ovviamente non si può non parlare del setting del film, l’Italia. O forse bisognerebbe dire “Italia”. Perché, nonostante sia stato detto a più riprese che il film fosse ambientato nella penisola italiana, in realtà il paese dove si svolgono le avventure di Luca e Alberto non esiste. Portorosso è una location fortemente ma anche solamente ispirata alle Cinque Terre. Non è chiaro il perché di questa scelta, perché ci sono comunque riferimenti, soprattutto nel finale, a città invece realmente esistenti, come ad esempio Genova. In ogni caso, la sensazione di trovarsi effettivamente in Italia mentre si assiste alla storia di Luca è forte e vengono messe in scena alcune chicche che sono visibili unicamente nei panorami italiani. Pixar sotto questo punto di vista ha fatto un ottimo lavoro, ricostruendo nel migliore dei modi quello che si può intuire essere un tipico paesino ligure, o più generalmente italiano e di mare, nel corso degli Anni Cinquanta.

Purtroppo, non tutto quel che riguarda il setting è da considerare positivo. Luca porta con sé una serie di stereotipi legati all’Italia come il parlare gesticolando, con tanto di classico gesto da “how italians do things”, il gioco del calcio, la passione per la moda spesso unita all’arroganza, il mangiare la pasta evidenziandone i tantissimi vari formati e, per finire, l’amore degli italiani per la Vespa. Se quest’ultimo può essere considerato necessario per via di esigenze di trama, tutti gli altri stereotipi messi in campo risultano veramente evitabilissimi, soprattutto se si considera che si tratta di un titolo realizzato da un regista italiano, che avrebbe potuto cogliere l’occasione per raccontare tutto ciò che all’estero non sanno dell’Italia. Purtroppo, la verità è che, nonostante la presenza di Casarosa, si tratta pur sempre di un film americano realizzato in primis per gli americani, indi per cui è, se si vuole, normale che la concezione di Italia riprodotta nel film passi per l’immaginario che hanno negli Stati Uniti. Avvisaglie di questa tendenza c’erano già state in occasione della pubblicazione della locandina del film.

Piccola chiusa sulla realizzazione visiva: è un peccato che il film non verrà proiettato nelle sale cinematografiche, perché l’impressione è che la potenza grafica di Luca venga un po’ castrata dallo streaming su Disney+, che non permetterà di apprezzare nel migliore dei modi le minuzie tecniche cui Pixar ha sempre abituato i suoi spettatori.

Se il discorso sul lato tecnico e sull’ambientazione è comunque perlopiù positivo, lo stesso non si può dire delle sceneggiatura, che appare in primis troppo piatta. La storia non ha mai dei picchi che possano essere quantomeno interessanti: il film va sempre nella direzione che il pubblico può già intuire e non ci sono praticamente mai dei veri e propri colpi di scena che possano in qualche modo scompigliare le carte in tavola. Solo nel terzo atto si può notare una costruzione emozionante per il finale, che farà probabilmente commuovere i più sensibili e i più coinvolti, ma anche in questo caso non si parla di nulla che vada a settare nuovi standard per un film Disney/Pixar. Anche per quel che riguarda le tematiche affrontate, si perde completamente qualsiasi tipo di intento nobile, come si era visto per esempio in Coco per quanto riguarda l’accettazione del lutto o in Soul in merito al veicolare il concetto di morte ai più piccoli. Luca è sostanzialmente un film sull’amicizia, ma che non insegna nulla, se non forse qualcosa sull’inclusività nelle battute finali della trama, ma si tratta di elementi così di superficie che potranno sfuggire ai più. Questa “lacuna” rispetto ai titoli precedenti è dovuta anche al fatto che la pellicola non ha una vera e propria direzione: la prima scena fa pensare ad un film in cui il mistero è centrale, poi si passa a delle dinamiche simili a quelle tra Pinocchio e Lucignolo per poi arrivare ad un buddy movie più classico e tradizionale. Tante direzioni, nessuna percorsa fino in fondo.

I personaggi, invece, in un modo o nell’altro, rimangono impressi. Volendo fare un paragone con il passato, Luca è una sorta di Nemo: un giovane innocente e semplicemente curioso e che, a causa o grazie a questa curiosità, si ritrova catapultato in un mondo ben più grande di lui e sicuramente per certi versi pericoloso. Starà a lui fare le mosse giuste per riuscire a muoversi correttamente in un contesto per lui totalmente nuovo, a partire dal suo rinnovato fisico terreste. Alberto parte come un classico Lucignolo per poi diventare qualcosa di più, un migliore amico che cerca di spronare il suo alleato a spostare sempre in avanti la linea d’arrivo, così da avere sempre degli obiettivi da percorrere. In alcune istanze potrà sembrare egoista, ma anche lui, nel corso del film, mostrerà le sue fragilità. Anche i personaggi secondari, come Giulia, Ettore o Massimo, restano impressi e sono comunque tutti funzionali in maniera intelligente alla trama.

Luca è un film riuscito al 75%, a voler dare una sorta di percentuale. Alla solita accuratezza e maestosità delle rappresentazioni e messe in scena cui Disney/Pixar ha abituato il proprio pubblico questa volta purtroppo non si accompagna una trama all’altezza, che risulta eccessivamente piatta e a tratti troppo infantile, col rischio di interessare, paradossalmente, solo ai più grandi, in quanto i piccoli potrebbero non trovare quel mordente necessario a coinvolgerli. Sul lato tecnico anche questa produzione è un gioiello per gli occhi, pur non innovando in nessun modo, bensì confermando le vette raggiunte dallo studio di animazione. La scelta di ambientare il film in Italia è sicuramente coraggiosa e piacevole, ma anche sotto questo punto di vista si sarebbe potuto fare di più. Un peccato non poter vedere i fantastici paesaggi rappresentati nella pellicola sul grande schermo, in quanto il lavoro di Enrico Casarosa arriverà unicamente su Disney+. Luca, dunque, è un buon film, al quale però manca quel qualcosa in più per diventare un ottimo film, tale da restare impresso.


Luca sarà disponibile su Disney+, senza costi aggiunti a quelli dell’abbonamento al servizio, a partire dal 18 giugno. Di seguito, il trailer ufficiale del film:

RASSEGNA PANORAMICA
Luca
7
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Il mio primo film visto al cinema è stato "Dinosauri" della Disney, il mio primo libro "La fabbrica di cioccolato" e il mio primo videogioco "Tip Top - Il mistero dei libri scomparsi". Nel 2002 mi sono innamorato di Spider-Man e nel 2008 del grande schermo, grazie a "Bastardi Senza Gloria". Parlerei per ore di cinema, serie tv e fumetti. Sto aspettando la quinta stagione di "Sherlock".

1 commento

  1. Concordo con molto, tranne sui personaggi che non ho trovato più curati della trama e poi sulle location marine, troppo poco esplorate ed esageratamente riconducibili alle usanze del mondo terrestre. Personalmente lo reputo un film 6.

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