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Marvel Comics #1000

Marvel Comics #1000 – 80 anni di Marvel e non solo | Recensione

  • di Luca Brindani
  • Agosto 29, 2019
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Questo mercoledì ha debuttato nelle fumetterie Statunitensi Marvel Comics #1000, albo celebrativo degli 80 anni della Casa delle Idee e ci ha ricordato per quale motivo esistano molti dei supereroi che ora tanto amiamo e da dove essi siano venuti.

Purtroppo è inevitabile fare qualche spoiler sul contenuto dato che comunque, come furono Action Comics #1000 e Detective Comics #1000 albi oversize celebrativi della distinta concorrenza, anche questo porta un filo conduttore che si dipanerà nell’anno nuovo e che riscriverà gran parte di quello che credevamo di sapere sulla storia segreta dell’universo Marvel.

Dunque da qui in poi allerta Spoiler, siete avvertiti!


Marvel Comics #1000Marvel Comics #1000 inizia con una storia di Al Ewing e Steve Epting che ripercorre la nascita della prima Torcia Umana, celebrando l’inizio dell’età degli eroi di Casa Marvel e mettendo al centro del futuro il dipanarsi di eventi importanti. La scelta di Epting in questa storia richiama il fatto che proprio l’artista illustrò Progetto Marvels, il dossier che ripercorreva la Golden Age di personaggi come Gli Invasori (Torcia umana, Namor, Capitan America, Bucky, Toro) e degli alleati durante la guerra al grande male nazista. La storia sarà poi seguita dai tre misteriosi uomini che hanno intravisto la possibilità di far evolvere l’umanità, attraverso la tecnologia e non solo, iniziare a cercare nuove fonti di potere come la maschera del Masked Rider, eroe del west e che sembra essersi tramandata in qualche modo da eroe mascherato ad eroe mascherato durante l’ultimo secolo, il tutto mentre un potere oscuro tentava di plasmare il mondo a proprio piacimento, portando alla creazioni di altrettanti superuomini che poi avrebbero osteggiato, anche senza accorgersene, tale gruppo.

Tale filo conduttore servirà a contestualizzare alcuni punti di collegamento tra vari eroi dell’universo Marvel che sono venuti in contatto molto spesso senza un apparente motivo o con un solo flebile collegamento, come appunto la necessità di aumentare le vendite o anche solo creare nuovi team. Ovviamente negli 80 anni di esistenza la Marvel ha esplorato vari ambiti, dal western all’horror al noir, passando anche per l’avventura e la fantascienza, e tutti questi generi sono presenti in questo albo celebrativo, con alcuni che fanno da sfondo alle vicende raccontate da Al Ewing, ed altri che sono omaggi alle centinaia di artisti che hanno lavorato per la Casa delle Idee creando supereroi come La Torcia Umana, Doctor Strange, Wolverine, Adam Warlock, Iron Man, Silver Surfer e l’inaspettato eroe Marvel UK Night Raven. La Marvel ha creato centinaia di eroi, anti eroi e cattivi, quelli più o meno famosi sono arrivati ai giorni nostri e quelli meno famosi hanno trovato modo di brillare in miniserie passate alla storia oppure ricevere nuova gloria con nuove incarnazioni come per esempio la sopracitata Torcia Umana, Il Cavaliere Nero ed altri.

Il fatto di aver messo in campo, per un albo così enorme, anche scrittori che conoscono a menadito la continuity Marvel, come Mark Waid, Al Ewing, Tom Defalco, Walter Simonson, Jason Aaron e tanti altri, ci ha permesso di vedere celebrate anche creature un po’ meno famose e che negli anni sono entrate nel cuore dei fan, anche come semplici retcon, come ad esempio Il Dr Adam Brashear, noto come Blue Marvel, e Jimmy Woo (noto Agente dell’ATLAS ed altre organizzazioni del Marvel Universe).

80 anni di personaggi, derivativi e non, sono presenti in queste pagine e vedono omaggi da parte di artisti che a loro volta sono stati ispirati da quelle storie, come Patrick Gleason, Michael Allred, Leonardo Romero, Alex Ross, Phil Noto, James Harren, Leinil Francis Yu, Nick Bradshaw e tanti altri che hanno plasmato l’attuale mondo Marvel, aggiornando con il proprio stile gli iconici eroi che ora popolano il cinema, la tv e i videogiochi. Sarà sopratutto a livello visivo che questo albo si imporrà sullo spettatore, anche grazie alla capacità di autori dalla mente brillante come Christian Ward o Chip Zdarsky, tra i più noti al pubblico.

La Marvel si è evoluta e, in questo senso, il suo albo #1000 rispecchia questa evoluzione, inserendo e celebrando recenti acquisizioni come Star Wars, entrato nel parco di prodotti offerti da Disney, o ancora Conan il Barbaro e persino l’acquisizione del noto supereroe Golden Age, Miracleman, per il quale questo albo, tra l’altro, annuncia un ritorno nel futuro della casa delle idee.

Proprio per raccontare l’evoluzione della concezione stessa di eroe per la Marvel,  l’albo da spazio non solo a dei nomi ormai noti come Spider-Man, Daredevil o Iron Man: sono infatti personaggi secondari come America Chavez o ancora La Giustizia Cieca (uno sconosciuto supereroe della Silver Age) a farsi portatori del pensiero Marvel attuale in maniera diretta senza passare dietro a pensieri più “depurati”, motivo per cui la casa editrice è stata criticata. Non dovrebbe essere questo il principale obiettivo dell’albo ma, come celebrazione degli eroi, è inevitabile che gli stessi ideali siano rappresentati sulla carta stampata.

Riuscire a parlare dei numerosi omaggi all’interno di questo numero richiederebbe un tempo che purtroppo non ci è concesso e, alla luce anche del suo essere per ora inedito in Italia, non sarebbe neanche troppo giusto, dunque ci limitiamo ad ammirare il lavoro dei grandi artisti chiamati a celebrare eroi più e meno noti dell’universo Marvel e attendere i nuovi progetti, come il sopracitato Miracleman di Neil Gaiman ed il Masked Rider che tornerà nel 2020 in pianta stabile, a quanto pare, tra le fila degli eroi, insieme al mistero dei Tre Uomini dell’Enclave.

Se proprio si vuole trovare un difetto è la poca celebrazione di creature di Jack “The King” Kirby, come Gli Eterni oppure i Fantastici 4, più fortunati dal punto di vista editoriale dei primi, e che qui sono rappresentati grazie alle partecipazioni della Cosa (Ben Grimm), importante membro del quartetto, in questa occasione prominente rispetto agli altri.

Un numero che non necessita di lunghe disanime su un obbiettivo più alto, ma che celebra gli artisti Marvel e e le influenze che hanno portato la casa editrice a diventare una delle due major sul mercato a fumetti, non solo statunitense ma mondiale.

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