Un tempo, il cinema di Roland Emmerich era molto atteso. Quando un suo film doveva arrivare al cinema, l’attenzione dei media veniva estremamente polarizzata. Basti pensare a titoli che si sono rivelati successi commerciali come 2012, The Day After Tomorrow, Indipendence Day e Godzilla. Negli ultimi anni, però, questo tipo di cinema non sembra essere più di tanto nel cuore del pubblico, destando scarso interesse verso film che puntano a tenere molto alta la concentrazione e l’adrenalina dello spettatore. Non a caso, infatti, gli ultimi lavori del regista tedesco naturalizzato americano sono dei flop al botteghino in tutto il mondo, come ad esempio Indipendence Day: Rigegnerazione del 2016. Un altro film che sembra non aver avuto il riscontro sperato, perlomeno negli Stati Uniti d’America, è Moonfall, ultimo titolo di Emmerich e da oggi disponibile in Italia al cinema.

Una forza misteriosa manda la Luna in rotta di collisione con la Terra, minacciando di conseguenza tutta la vita sul pianeta. A poche settimane dall’impatto, l’ex-astronauta NASA Jo Fowler (Halle Barry) è convinta di aver trovato la chiave per salvare il mondo. Solo il collega Brian Harper (Patrick Wilson) e il teorico complottista K.C. Houseman (John Bradley) le credono. I tre, dunque, organizzeranno un’impossibile missione nello spazio, solo per scoprire che la Luna non è quello che sembra.

Quando si va al cinema per vedere un film di questo genere e, soprattutto, di un regista come Roland Emmerich, non ci si aspetta mai un grande lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi o sulla recitazione, o magari sulla narrazione. Questo perché quasi tutto il fulcro della pellicola è l’aspetto visivo e le scene d’azione, che puntano appunto ad intrattenere il pubblico. Tutti questi elementi erano ben presenti negli ultimi lavori del regista. In Moonfall, invece, il risultato è un lavoro molto approssimativo a livello visivo, oltre che confusionario concettualmente e narrativamente.

Il problema principale del film è la storia, vista e rivista più volte negli ultimi anni. Non solo, a livello di scrittura Moonfall non solo non porta nulla di nuovo, ma si basa su un lavoro approssimativo, che non ha quasi voglia di andare ad approfondire quei concetti che in un film del genere invece dovrebbero essere il cardine del titolo. Altro problema decisamente non trascurabile è quello degli effetti speciali, veramente poco convincenti. Film con VFX non all’altezza se ne vedono spesso, ma in questo caso non è un punto da trascurare, visto il genere e, soprattutto, la narrazione, che si basa fortemente su ambientazioni e situazioni che richiederebbero invece un utilizzo massiccio e di qualità di effetti speciali.

E proprio le situazioni tipiche del genere sono il vero punto debole di Moonfall. Tutto quanto l’impianto risulta eccessivamente assurdo e fa più di un passo indietro rispetto allo status quo che il genere catastrofico sta cercando di acquisire. Negli ultimi dieci/quindici anni, infatti, il filone ha cercato una svolta più adulta e più basata sull’attinenza alla realtà. Gravity, Interstellar, The Martian: tutti titoli che propongono una fantascienza più matura allo spettatore e tutti titoli che, in un modo o nell’altro, hanno avuto un riscontro positivo da parte di pubblico e critica. Moonfall, purtroppo, non solo non propone nulla di tutto questo, ma nemmeno riesce a destare un qualsiasi tipo di interesse nello spettatore nei confronti ella storia. La pellicola ad un certo punto tenta anche di inserire una sottotrama apparentemente interessante, ma si ripresenta il problema nominato sopra: la confusione. Anche questa seconda storyline fa fatica a trovare una rotta concreta e il risultato è un film fuori tempo massimo e con una resa visiva e concettuale debole.

Ciò che sicuramente dispiace è anche l’uso di alcuni bravi attori che vengono utilizzati per interpretare macchiette o stereotipi di personaggi visti e rivisti. Ad esempio, Patrick Wilson, che di solito è molto bravo anche in produzioni più commerciali, qui recita in un ruolo che potrebbe risultare anche interessante per il suo background, ma che non viene affatto approfondito, risultando dunque una presenza di scarso interesse, a conti fatti. Stessa sorte anche per Halle Berry: l’attrice negli ultimi anni sembrava aver ridato una direzione concreta alla sua carriera, partecipando a successi commerciali come Kingsman: Il Cerchio d’Oro o John Wick 3: Parabellum. In questo caso Moonfall è sicuramente un passo falso, anche perché la sua prova risulta abbastanza scialba e limitata al compitino. Il personaggio migliore è forse quello di John Bradley, già visto in Game of Thrones nel ruolo di Samwell Tarly. Il suo ruolo è chiaramente quello della macchietta, vista anche la povera scrittura, ma l’attore si trova a suo agio con il tono del personaggio e riesce a portare a casa la performance.

Moonfall è un film che scorre via senza particolari guizzi ma che, quando sembra avere una svolta finale, all’improvviso finisce. A detta del regista questo dovrebbe essere il primo capitolo di una trilogia, ma la realizzazione è così povera e confusionaria che difficilmente gli altri due capitoli vedranno la luce, visto anche lo scarso responso avuto dal box office mondiale. Moonfall è, purtroppo, l’ennesimo passo falso di un regista che ormai sembra aver smarrito la bussola, non riuscendo più a regalare al cinema film che siano approvati sia commercialmente che da pubblico e critica.


Moonfall è ora disponibile al cinema. Di seguito, il trailer ufficiale del film:

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