Ninja-k Volume 2 – La Coalizione di Christos Gage e Juan José Ryp | Recensione

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Ninja-k

Edizioni Star Comics finalmente ci porta il secondo volume della nuova serie di Ninjak firmata Christos Gage e Juan José Ryp, facente parte del rilancio Valiant del 2017.

Colin King aka Ninja-K è riuscito finalmente a mettere fine al controverso programma dell’MI6 che faceva da antispionaggio all’interno dello stesso programma Ninja, ma ora un nuovo pericolo si presenta all’orizzonte quando Ninja-k 2, la riserva di King stanco di continuare di avere le peggiori missioni per sé si rivolta contro l’MI6 e con l’aiuto del Jonin, l’ex allenatore del programma Ninja dalla D alla I, che è anche un combattente immortale che conosce segreti molto importanti del mondo. Jonin non è però l’unica minaccia che Ninjak dovrà affrontare, infatti, il retaggio della sua attività come agente di Unity e come supereroe sta per colpirlo e dovrà unirsi alla sua amata Livewire, Doctor Mirage e Punk Mamba per affrontare una squadra di formidabili nemici.

Se nel primo volume dedicato al rilancio del personaggio, Gage si era concentrato sul lato spionistico ed action del franchise a fumetti di Ninjak, ora si concentra su quelle supereroistico. La scelta di coinvolgere nello svolgersi della missione alcuni dei personaggi più strambi del Valiant Universe come Punk Mamba e Doctor Mirage in un certo senso permette anche di alleggerire i toni di questa iterazione del personaggio, che non cade nell’errore di molte testate Valiant di essere troppo oscura e sempre in cerca di sconvolgenti colpi di scena.

Anche la storia di questo secondo volume gioca tutto su una semplice premessa e su un bel colpo di scena legato ad un personaggio amato dai fan Valiant e che ora potrebbe effettivamente tornare grazie ad un interessante colpo di scena della sua storia personale che coinvolge tutto il mondo di supereroi della casa editrice. Lo spazio dedicato a Colin, essendo il protagonista della serie è nettamente maggiore rispetto ad ospiti come Livewire, Doctor Mirage o Punk Mamba, ma comunque tutti questi personaggi, sopratutto Mirage e Mamba, due personaggi strambi ma interessanti vengono introdotti molto bene nel micro cosmo di Ninjak senza che il lettore si debba chiedere necessariamente chi sono e cosa fanno dato che le loro particolari abilità sono spiegate e sono quelle che le hanno portate ad essere nella squadra assemblata dall’MI6. Ma Colin rimane sempre il focus della serie, sopratutto ora che senza più le restrizioni che lo accompagnavano nella sua recente storia sta sempre di più diventando un personaggio con tantissime sfaccettature che stranamente nelle mani di Gage sta avendo una nuova rinascita dopo quella del 2012 di Matt Kindt.

Ma decisamente come nel primo volume, ad aiutare molto lo scorrere della storia vi è il comparto artistico di Ryp, che come suo solito riesce a rendere estremamente chiari e cinematografici gli scontri, sopratutto quelli dove ci sono molti elementi di distrazione al loro interno insieme a tanti personaggi, infatti, spesso è difficile riuscire ad avere scontri chiari con due gruppi anche piccoli di personaggi in scena, eppure, qui Ryp riesce benissimo a dar sfoggio di tutte le caratteristiche peculiari di ogni personaggio e usa benissimo l’ambiente circostante come parte della scena stessa; in questo senso decisamente Gage ha dato il suo apporto definendo insieme al disegnatore determinate inquadrature e svolgimenti della battaglia che ormai sono il marchio di fabbrica non tanto dello sceneggiatore quanto del disegnatore stesso, che qui può anche vantare i colori di Jordie Bellaire, un altro valore aggiunto al team creativo di questa serie.

Ninja-k si dimostra sempre un ottimo fumetto action che nel panorama Valiant di distingue dagli altri prodotti e crea un suo seguito grazie ad un personaggio carismatico ed una storia semplice ed efficacemente scritta, nonostante non brillante o decisa a cambiare la percezione del fumetto, completano il quadro un ottimo comparto artistico.