Si conclude oggi con l’ultimo blocco di episodi la quarta e ultima stagione di Ozark, acclamata serie thriller di Netflix con protagonista un fantastico Jason Bateman, vincitrice di ben 3 Emmy Awards. A 5 anni dall’inizio di questo viaggio è giunto il momento di dire addio alla famiglia Byrde. Sarà riuscito questo ultimo blocco di episodi a donare alla pluripremiata serie un degno finale? Grazie a Netflix abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima la seconda parte della stagione finale di Ozark e siamo pronti a rispondere a questa domanda.

Avevamo lasciato Marty (Jason Bateman) e Wendy Byrde (Laura Linney) di nuovo in uno stallo, Omar Navarro (Felix Solis) era stato appena arrestato dall’FBI dopo una deviazione dal piano dell’agente Miller (Jessica Francis Duke) e la famiglia si trovava ancora una volta a dover rimediare e tornare sui suoi passi, mentre Ruth (Julia Garner) stava piangendo la perdita di suo cugino Wyatt e covava vendetta verso il cartello. A complicare la vita della famiglia sarà però sempre il cartello, ma anche il loro stesso sangue con l’entrata in scena di Nathan, padre di Wendy.

La serie nelle sue quattro stagioni si è sempre dimostrata pronta a sovvertire le aspettative degli spettatori, partendo da una trama alquanto semplice e per prima cosa imbastendola di personaggi particolari, situazioni al limite e violenza inaudita; tutto ciò però non ha mai portato la serie creata da Bill Dubuque e Mark Williams ad allontanarsi dal cuore della semplice storia di sopravvivenza. Marty Byrde ha rubato al cartello di Omar Navarro insieme al suo compare, quest’ultimo incastrato dall’FBI ne diventa un informatore e conseguentemente a questo ed alla scoperta del furto, Marty, da furbo uomo qual’è, riesce a salvarsi solamente legandosi quasi indissolubilmente al cartello. Da questa premessa parte il percorso tortuoso dei Byrde negli Ozark, che li farà scontrare con polizia, abitanti locali come gli Snell e anche il cartello, ben poco disposto a fare passare qualsiasi sbaglio alla famiglia. Se dunque nelle prime due stagioni il fulcro era cercare di trovare una via d’uscita, quindi la serie si muoveva su tinte thriller con elementi ben distinguibili di derivazione delle tragedie d’autore, nelle ultime due si passa ad una vera e propria tragedia in senso stretto.

La serie, nonostante questi repentini e rocamboleschi cambi di posizione e squadra, riesce però sempre a mantenere una certa ancora alla sua origine nel personaggio di Marty Byrde, interpretato da un fenomenale Jason Bateman. Marty, nonostante la fama, i soldi e la sua stessa ambizione, che in più occasioni in passato l’ha fregato, dimostra di continuare ad avere la lucidità e la tipica umanità del padre di famiglia, facendo di tutto per proteggere più i suoi figli che sè stesso; mentre Wendy, interpretata da una magistrale Laura Linney, è sempre più uno squalo, da ingannata ad ingannatrice, si può definire così il percorso del suo personaggio. Tanto quanto abbiamo odiato Marty nella prima stagione per aver messo la sua famiglia in questa situazione, tanto più odiamo Wendy per non rendersi conto di cosa stia facendo lei stessa alla sua famiglia non permettendogli di uscirne. Ad arricchire di grandi interpretazioni questa ultima stagione ci pensa Julia Garner con la sua Ruth, una spietata ma anche in certi istanti amorevole ragazza, troppo presto rimossa dalla gioventù che le spettava. I tre sono decisamente i personaggi più interessanti e che meritano di più di avere un paragrafo a parte, sono le ossa ed il sangue della serie. Perché alla fine, nonostante tutti i doppi giochi che avvengono al suo interno, Ozark è una tragedia, come è facile capire dalla struttura, seppur adattata al medium televisivo, della serie.

Si aggiungono al cast di questa stagione Nathan, il padre di Wendy e Camila Elizondro, sorella di Omar Navarro e madre di Javi. Il primo diventa un ostacolo, ma anche uno sguardo sul passato di Wendy, che più ci fa capire come è diventata ciò che è e soprattutto perché sia diventata (se non lo sia sempre stata) così fredda e spietata; mentre la seconda diventa una alleata, ma anche nemica di Wendy, proprio per il fatto che sono entrambe molto simili, fin troppo per poter coesistere. Non possiamo concludere questa recensione senza necessariamente citare l’ottimo comparto tecnico della serie. Netflix per qualsiasi prodotto mette in mano ai suoi team i mezzi e le possibilità di fare dei lavori straordinari; ma quando la bravura è insita proprio nel modo di approcciarsi al mezzo televisivo e ne vengono sfruttate tutte le possibilità, insieme anche ai pro della piattaforma, viene fuori un prodotto come questa serie. Le inquadrature ampie sulle distese di terra e dei laghi, insieme a brevi ma centrali e ben giocati primi piani, come anche un’azione ben gestita e mai a discapito della narrazione fanno anche della regia, fotografia e montaggio i motivi per cui questa tragedia familiare ha conquistato così tante persone.

Ozark conclude qui il suo viaggio, e lo fa in maniera molto abile, non sprecando un minuto di nessuna puntata ed imbastendo una storia che per quanto abbia subito numerosi giri su se stessa, non è mai venuta meno alla sua premessa iniziale. Marty sin dalla prima stagione ha cercato di salvare la sua famiglia ed allontanarla dal debito che li voleva legati ad Omar Navarro ed al suo cartello, ma non aveva tenuto conto della cupidigia e delle ambizioni della moglie, che a partire dal finale della seconda stagione hanno sempre di più complicato qualsiasi piano di uscita. In questi ultimi quattordici episodi, tutti i nodi vengono al pettine, si svelano altarini e si gioca con le aspettative degli spettatori, che già apprezzavano la serie per la sua imprevedibilità. Dunque, in definitiva possiamo dirci soddisfatti di questo ultimo viaggio ad Ozark e di tutto quello che è stato questo serial televisivo, si derivativo, ma sempre pronto a stupire, intrattenere e non scadere in errori banali o semplici soluzioni.


La seconda parte della quarta e ultima stagione di Ozark è ora disponibile su Netflix. Di seguito il trailer ufficiale:

RASSEGNA PANORAMICA
Ozark Stagione 4
8.5
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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