Questo venerdì 4 febbraio è stata resa disponibile su Amazon Prime Video la prima stagione di Reacher, serie tv basata sui romanzi di Lee Child. Sarà riuscita la serie a portare un po’ di ringiovanimento al personaggio, interpretato al cinema da Tom Cruise? Scopriamolo.

Ma intanto chi è Jack Reacher? Il personaggio è stato creato nel 1997 da Lee Child ed è stato protagonista di più di venti romanzi scritti dall’autore che seguivano il reduce dall’esercito ed esperto dell’Unità Investigativa in giro per l’America mentre si trova a risolvere crimini di ogni genere e svelare complotti internazionali. Il personaggio è sempre descritto come un uomo enorme e dotato di forza ed agilità straordinarie, che gli hanno valso tantissimi successi militari e che lo rendono una forza della natura. Precedentemente, il personaggio era stato interpretato da Tom Cruise, in due film, il primo diretto da Christopher McQuarrie. Chiaramente, con questa descrizione, il personaggio interpretato da Cruise non poteva che essere una versione adattata del personaggio. Sarà dunque la serie di Amazon per prima a riportare il personaggio alle dimensioni pensate dall’autore.

Jack Reacher (Alan Ritchson), è un ex militare che, durante il suo periodo nell’esercito, è stato il capo di una Unità Investigativa speciale. Reacher, in viaggio per gli Stati Uniti, arrivato in Georgia, più precisamente nella cittadina di Margrave, viene arrestato per un omicidio che non ha commesso. L’uomo verrà poi rilasciato, ma deciderà di prendere in mano l’indagine insieme al Detective Finlay (Malcolm Goodwin) e l’agente Roscoe (Willa Fitzgerald) quando verrà a sapere che la vittima non è altro che l’agente dei servizi segreti Joe Reacher, suo fratello.

La versione di Amazon Prime del noto Jack Reacher è affidata a Nick Santora, sceneggiatore noto soprattutto per aver lavorato in televisione su tantissimi show legati al crimine e alle investigazioni, come Law & Order, FBI, Breakout Kings e persino I Soprano. Insomma, non un nome granché noto a differenza del team dietro all’altro Jack di Amazon, Jack Ryan. Santora ed il suo team, dunque, decidono di andare abbastanza sul sicuro con questa prima stagione, adattando “Killing Floor“, primo romanzo di Lee Child dedicato al personaggio e alcuni pezzi della sua storia da alcuni racconti brevi usciti molto dopo il 1997 e da altri romanzi seppur con delle modifiche. Insomma, lo sceneggiatore si è trovato nella difficile situazione di creare un punto di partenza per gli spettatori di una possibile serie lunga dedicata al personaggio, ma con un romanzo che non ha nulla di innovativo o speciale rispetto alle tantissime trame di genere raccontate nel mezzo televisivo. La parte action della serie è ben diretta: per quanto la maggior parte delle scene siano di notte, non è difficile seguirne gli scontri oppure perdersi tra i vari giochi di astuzia e forza che il protagonista mette in atto quando affronta il nemico, dimostrando ancora quanto la parte di Reacher più temibile non sia solo la sua forza ma anche il suo ingegno. Ci sono più momenti davvero interessanti dal punto di vista dell’azione sparsi per le otto puntate della prima stagione, momenti che arrivano tutti dopo indagini minuziose che sempre di più rimarcano la natura di thriller della serie, più che action come invece erano i film. Eppure, più si procede, più nella mente dello spettatore si staglia una figura imponente, quella del protagonista, scelta vincente della serie.

Alan Ritchson, noto soprattutto per Titans, è un omone di quasi due metri e più di cento chili, quasi da sembrare nato per interpretare l’ex militare ideato da Lee Child che nei libri è descritto esattamente così. Ritchson dà vita ad un gigante buono, ma che non va troppo per il sottile. Il suo personaggio non ama i soprusi ed i prepotenti, motivo che lo ha portato a finire spesso nei guai e che in un caso lo ha anche messo in rotta con l’esercito. Eppure ha una passione innata per gli animali ed è molto amichevole ed affabile con i bambini ed il gentil sesso. Insomma, il vero e proprio gigante buono. Eppure quando le cose si fanno dure e lo scontro è inevitabile, non solo non si tira indietro ma arriva fino in fondo per chiudere i conti. L’uomo però, oltre che essere incredibilmente forte, è anche un genio tattico e acuto, che riesce a collegare qualsiasi carattere ad un particolare fisico o ad un tic o anche un dettaglio insignificante per moti. Affiancato dal detective con una “scopa su per il culo”, come lo definisce lo stesso protagonista e dalla risoluta agente Roscoe, rispettivamente Malcolm Goodwin e Willa Fitzgerald, porta a termine qualsiasi compito gli sia affidato e dimostra più volte ai compari che non solo ci sa fare, ma che non è meglio avercelo contro. Il rapporto conflittuale, ma anche di quasi amicizia che si instaura tra Reacher e Finlay è reso benissimo su schermo, i due sembrano proprio quasi sempre pronti ad azzannarsi ma poi arrivano alla ragione. Persino il personaggio di Roscoe è una bella ventata d’aria fresca per la serie, per quanto poi inevitabile interesse amoroso di Reacher, è una donna tosta che riesce anche a dare del filo da torcere ai suoi inseguitori in più occasioni. I villain sono per lo più i classici ricconi e incapaci che si trovano nelle mire di persone più potenti di loro, eppure va segnalato che Bruce McGill, per quanto non per nulla spaventoso o imponente, si fa almeno ricordare per i suoi particolari atteggiamenti ed il suo bastone con il diamante in punta.

La serie è molto diversa dai film che ne precedettero l’uscita. Per quanto anch’essi basati sui romanzi di Child, qui Nick Santora e Alan Ritchson riportano il gigante buono dei romanzi al centro della narrazione e fanno affezionare gli spettatori proprio al personaggio, non potendo di fatto sfruttare la fama dell’attore, come fu al cinema per Cruise. Dunque, se siete venuti alla ricerca di una storia simile a quella che avete visto nei due film, sappiate che, per quanto la struttura ed il classico sviluppo dei romanzi siano rispettati anche qui, il personaggio ed anche i modi del Reacher televisivo lo rendono una persona diversa da quello cinematografico ed anche una macchina da guerra. Ritchson, negli otto episodi che compongono questa prima stagione, riempie non solo a dovere i panni dell’ex militare, ma anche i vestiti, con una prestanza da supereroe nel corpo di un uomo normale. Insieme all’attore, noto per Smallville e Titans, si affiancano Malcolm Goodwin e Willa Fitzgerald, il primo compare di indagini e l’altra donna forte, inevitabilmente attratta dal protagonista. Questa prima stagione è un’ottima prova per il personaggio in tv: la storia, per quanto semplice, contiene numerosi colpi di scena ben studiati e che allo spettatore più attento non sfuggiranno prima di essere palesi, ma che comunque sono costruiti in maniera solida ed accattivante. Dopo Jack Ryan, Amazon porta un altro eroe della carta stampata sul proprio servizio e lo fa con dovizia di particolari ed anche una bella campagna marketing, dimostrando di tenerci. Alla fine si può dire che, come partenza per una serie incentrata proprio sul personaggio che le dà il nome, questa si dimostra molto più funzionale e completa di altri simili produzioni con ben più budget. Vedremo ora se gli spettatori saranno incuriositi a tal punto da far guadagnare alla serie un rinnovo, che noi speriamo, in quanto il bello dei romanzi deve ancora venire.


La prima stagione di Reacher è ora disponibile su Amazon Prime Video. Di seguito il trailer ufficiale:

RASSEGNA PANORAMICA
Reacher: Stagione 1
7
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

1 commento

  1. Difficile che una riduzione televisiva sia migliore del romanzo, ma la serie Amazon riesce a cogliere in pieno il mondo di Reacher, ben 24 romanzi dagli anni ‘90 ad oggi. La serie tv è fedele al romanzo, con qualche aggiunta piacevole e coerente, dovuta alla lunghezza della storia, 8 puntate, e con un’ottima caratterizzazione di Rosco, la poliziotta-spalla di Reacher, a mio avviso migliore che nel libro da cui è tratta.

    I dialoghi funzionano, la trama è agile e veloce, il montaggio da classico poliziesco, le scene d’azione avvincenti, i ruoli ben recitati. Insomma, Reacher alla fine si presenta come un cocktail classico, che non innova, ma non delude mai.

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