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[Recensione] Amazing Spider-Man 698 – La Caduta di Parker

  • di Luca Brindani
  • 24 Maggio 2018
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Amazing Spider-Man

Amazing Spider-Man entra nel Marvel Legacy, il rilancio della casa delle idee che ci accompagnerà fino a fine ottobre quando debutterà il Marvel Fresh Start.

Il numero 698 dello spillato panini, contiene tutta la storia di Dan Slott e Stuart Immonen, “La Caduta di Parker“, contenuta originariamente in The Amazing Spider-Man #789 a #791, più la prima parte del primo numero di Marvel Legacy della nuova testata del Ragno Rosso, Ben Reilly: Scarlet Spider #7.

Peter si sta ancora riprendendo dal fallimento delle Parker Industries sotto il regime dell’HYDRA, ed è coinquilino abusivo della sua nuova ragazza, BobbiMimoMorse. Mentre la vita di Pete sembra un disastro quella del suo ex compagno di college e migliore amico, Harry Lyman (conosciuto come Osborn), sta procedendo bene, aiutando l’amico con i beni della sua ditta e assicurandosi di non farlo finire sulla strada e allo stesso tempo riallacciando i rapporti con l’ex, Liz, CEO di Alchemax. Mentre la popolarità di Peter Parker è ai limiti storici anche quella di Spider-Man, avvicinato alla figura del pioniere Hi-Tech Parker nell’ultimo periodo non è migliore; eppure Pete trova molta più soddisfazione a volteggiare nei panni di Spider-Man per New York piuttosto che in quelli di sé stesso, che dovrà imparare ad usare di nuovo quando si troverà di nuovo impiegato al Daily Bugle come capo redattore della sezione scientifica grazie al suo vecchio amico, Joe Robertston.

Dan Slott con “La Caduta di Parker“, tenta di fare sostanzialmente due cose, introdurre il nuovo status quo che ha pensato per l’Uomo Ragno e fare risorgere dalle ceneri Peter, che torna finalmente a “casa” facendo ciò che gli piace, parlare di scienza. Come al suo solito, Slott riempie questi 3 numeri di citazioni alla continuity dell’Uomo Ragno e di giochi di parole divertenti e tipici della figura dell’arrampicamuri dimostrando ancora di più il suo amore per il personaggio e per quei dettagli quasi parodistici della sua figura. Il rapporto di Pete con Bobbi è decisamente uno degli elementi più peculiari e divertenti di questa run di Slott. I due personaggi, hanno entrambi avuto vari contatti in passato e sono stati entrambi Vendicatori, ma è inusuale vederli in veste di “fidanzati”, eppure questo rapporto per come viene messo giù, funziona ed è divertente da leggere anche quando si presentano i loro altereghi che in questo caso costituiscono un punto di sfogo per entrambi, forse è proprio questo che secondo Slott li tiene insieme, la necessità di allontanarsi dalle loro identità di tutti i giorni, cosa che in due è ancora più facile da realizzare, sopratutto se siete due supereroi.

I disegni di Stuart Immonen sono dinamici e coloratissimi, restituiscono una New York viva, che è appena uscita da una crisi e uno Spider-Man splendido che volteggia nei cieli di Manhattan. I combattimenti, che sono molto brevi, hanno anche un bell’impatto visivo. La costruzione della tavola e dello storytelling sono fluidi e accompagnano il lettore di pagina in pagina con naturalezza e una grande cura dei volti e delle espressioni facciali. Decisamente sul comparto grafico, che vede Wade Von Grawbadger ad inchiostrare Immonen, non si potrebbe avere da recriminare.

Per quello che riguarda Ben Reilly: Scarlet Spider, non c’è molto da dire, è una delle tante serie sufficienti con cui la Marvel sta cercando di far tornare vecchi lettori abituati a certe identità sotto la maschera, in un momento particolare ma che non riesce a colpire più di tanto e non abbiamo nemmeno tanto di cui parlare dato che sono a malapena 12 pagine su 22/24 del numero 7, quindi veramente troppo poco per giudicare.


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