Continua la proposta di Saldapress dei titoli della AfterShock Comics!
Vi abbiamo già parlato di Donny Cates, promettente sceneggiatore che si sta imponendo sempre di più non solo in Marvel Comics (il suo rilancio di Venom sta riscuotendo numerosi consensi), ma anche grazie al suo lavoro come creatore indipendente: abbiamo già trattato Redneck (trovate qui la nostra recensione) e speriamo di poter leggere presto anche nel nostro paese God Country. La sua incursione in Aftershock è stata accolta con grande entusiasmo dagli editor al momento della proposta, ed è qui che è nata Babyteeth.
Ironizzando sulle similitudini con 16 Anni Incinta, conosciamo l’adolescente Sadie, una ragazza come tante, che ha ben altri pensieri per la testa che quello di diventare madre. Eppure, il destino, o forse qualcuno di più malvagio, ha deciso che Sadie sarebbe stata la madre dell’Anticristo. Il bambino che la giovane da alla luce dimostra fin da subito di non essere come tutti gli altri pargoli, mettendo in crisi Sadie fin da subito, che potrà contare sull’appoggio della sorella maggiore e del padre. A peggiorare la situazione però ci saranno ovviamente anche altri personaggi, le cui attenzioni nei confronti del piccolo Clark (proprio come Clark Kent) non saranno di certo amorevoli e materne.
Leggendo questo primo capitolo della serie mi sono ritrovato, soprattutto nella sua prima metà, a sorridere amaramente: mi sono infatti ricordato di quanto fossi affascinato dall’avere un figlio ancora in giovane età, e questo perché mi sarebbe piaciuto avere un rapporto molto stretto con lui/lei vista la differenza di età. Solo andando avanti mi sono ovviamente reso conto di quanto fosse un desiderio puerile, quasi sciocco, viste le enormi responsabilità e preoccupazioni che diventare genitore comporta. Pensando poi alla povera Sadie, che, oltre ad essere diventata madre così prematuramente, si ritrova anche ad essere progenitrice del figlio di Satana, mi sarei ritenuto fortunato in entrambi i casi. Sta di fatto che Cates è riuscito a giocare bene le sue carte: l’incertezza di Sadie, il suo quasi completo spaesamento trovano sollievo tra le braccia della sua famiglia, che fa davvero di tutto pur di aiutarla come un qualsiasi padre o sorella maggiore farebbero. Insomma, si riesce ad affrontare un tema così delicato in maniera anche divertente, quasi fosse una tragicomica serie tv che strizza l’occhio al Preacher di Garth Ennis.
Il disegnatore che Cates si è scelto per raccontare questo storia è Garry Brown, artista dal tratto molto sporco ed abbozzato, che a volte lo è forse fin troppo, non rispettando a pieno, ad esempio, le anatomie di alcuni personaggi.
Ciononostante, non mancano assolutamente i presupposti per vedere degli sviluppi interessanti in Babyteeth, visto l’approccio che Cates ha scelto per questi primi numeri contenuti nel volume, “Nato”.
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