August 23, 2019
  • facebook
  • twitter
  • telegram
  • youtube
  • instagram
  • paypal
  • Homepage
  • >
  • Special
  • >
  • [Recensione] Batman – L’oscuro principe azzurro Volume 1
Batman

[Recensione] Batman – L’oscuro principe azzurro Volume 1

  • di Simone Prina
  • 1 Giugno 2018
  • Comments Off

A chi legge Batman da ormai qualche anno, sarà ormai balzato all’occhio un curioso cambiamento nelle abitudini migratorie del pipistrello:

BatmanSe un tempo vedere Batman in azione fuori da Gotham City era un evento così raro da meritare un volume cartonato per racchiudere la singola storia riguardante una gita fuori porta dell’uomo pipistrello (come accadde, ad esempio, per “Batman: Barcellona” di Mark Waid, Diego Olmos Marta Martinez), oggi la situazione è diametralmente opposta. Tra una gita a Santa Prisca per rapire lo Psico-Pirata e un (lungo) viaggio per un multi-verso oscuro e sconosciuto, la presenza di Batman in quel di Gotham è più che mai saltuaria, tanto da aver spinto il crociato incappucciato ad ingrandire la Bat-family per meglio sopperire alla sua assenza.

Batman – L’oscuro principe azzurro” (“The Dark Prince Charming“) di Enrico Marini rappresenta una sorta di ritorno alle origini dell’uomo pipistrello, seppur con qualche miglioramento di stile.

La storia apre il sipario su di una serie di eventi tanto articolata quanto classica: il Joker terrorizza un bambino, un inseguimento in mezzo al traffico Gothamita, sgherri vestiti da clown, una Harley Quinn molto indispettita, Catwoman, Killer Croc e, naturalmente, Batman.
Nonostante l’uomo pipistrello sia immediatamente gettato nel pieno degli eventi con tanto di entrata squisitamente teatrale, a rubare la parte protagonista sarà il suo alter-ego diurno: Bruce Wayne.

BatmanIl miliardario, play-boy, filantropo (ups) è infatti finito al centro di uno scandalo mediatico, a causa di una bambina che, sembrerebbe essere sua figlia.

Ovviamente questo fardello non graverà solo sulle spalle del buon vecchio Bruce. Tale evento, sospinto dai mass media, finirà per suscitare ogni tipo di risposta fisica ed emotiva dalla popolazione in calzamaglia di Gotham più o meno legata a Batman. Per qualcuno ciò risulterà essere un’ottima opportunità per trarre il massimo profitto provocando il massimo danno.

Fin dalla prima linea di testo, Marini risulta essere l’uomo giusto per il lavoro giusto. Soddisfacendo l’attuale esigenza della DC di rinunciare a tutte le linee guida imposte dalla continuity, Marini ci propone una felicissima Catwoman qui riportata come l’attuale partner di Bruce sia per le “attività notturne” (intendo la caccia al crimine, che avete capito?) che per la vita privata.
Marini contestualizza questa storia nell’universo di Batman con un allestimento essenziale di elementi iconografici che ci fanno sentire a casa, suscitando nel lettore una familiarità funzionale e ben adeguata al racconto. Contemporaneamente, la storia sprizza modernità da ogni pagina, specie per quanto riguarda il design, ma non solo.

Il dialogo mette in evidenza il modo in cui Marini sia riuscito a conciliare a livello ontologico, un’immagine di Batman classica adeguata alle esigenze del pubblico attuale: dallo scontro con Killer Croc, al commento di Batman sulle “nuove abitunidi da fumatore” del commisario Gordon, Marini eccelle nel ristrutturare le fondamenta stesse dell’universo del pipistrello, il tutto senza snaturanre la struttura.

BatmanIl vero peso massimo di questa prima parte de L’Oscuro Principe Azzurro è, senza ombra di dubbio: il Joker.

Per creare una sua versione del pagliaccio principe del crimine, Marini si è sbizzarrito.Il Joker risulta il cambiamento più “fresco” apportato dallo scrittore, le sue reazioni ai cambiamenti di umore di Harley sono semplicemente autentiche ed emotive, nettamente in contrasto con la classica natura capricciosa del Joker che viene ci mostrata come un punto fermo saldamente radicata. Marini sembra voler mostrare Harley come la parte “razionale” del Joker e vice versa.
Il comparto emotivo legato al rapporto di coppia e, più specificatamente, al sesso è uno dei cardini dell’intera storia, ciò non è mascherato in alcun modo, il che è apprezzabile e da all’intera storia un taglio più maturo senza in alcun modo risultare volgare o fuori luogo. Ma c’è di più: le emozioni messe in gioco dal cast sono così ben descritte da sembrare trasposte dalla vita reale, restituendo una sensazione di autenticità davvero apprezzabile.
Il punto di vista di Selina sull’avere una rivale in amore, la reazione di Harley al fatto che il Joker trascorra più tempo con la sua vittima che con lei, sono tutti esempi di come il comparto emotivo reale sia la vera innovazione portata da Marini nella sua versione dell’micro-cosmo di Batman.

Il fatto che Marini sia il factotum de L’Oscuro Principe Azzurro, in quanto disegnatore e scrittore dell’intero progetto, di certo ha contribuito alla qualità dello stesso. Nelle sue mani, i personaggi volgono inesorabilmente verso l’apoteosi della loro ragione d’essere: Batman è un’elegante vigilante in nero, nero, Catwoman è una ladra senza speranza di redenzione, Harley è una sexy “hench-girl” e il Joker è un pagliaccio triste e tormentato divertito solo da ciò che farebbe inorridire una persona sana di mente.

Tramite un comparto artistico di altissimo livello e a delle scelte di design molto azzeccate, Marini è in grado di raccontare e spiegare con precisione la natura di ogni singolo aspetto riguardante i protagonisti e ciò che li circonda, il tutto senza anti-climatiche descrizioni prolisse. In sostanza, se anche l’intera storia fosse stata priva di baloon e di testo, avremmo comunque avuto un’esaustiva e accurata descrizione degli eventi.

La Gotham City di Marini è viva e pervasa da un’oscurità luminosa, data da una colorazione dinamica e in costante cambiamento. Il design moderno dei costumi, dei luoghi e della attrezzature, ha chiare ispirazioni cinematografiche e video-ludiche, tanto riconoscibili quanto apprezzabili. Tale citazionismo visivo è similare, per qualità ai rimandi di “Batman: The Animated Series” (sempre sia lodata) che Sean Gordon Murphy ha inserito nel suo “White Knight”.

Batman – L’oscuro principe azzurro è la storia che ogni fan dell’uomo pipistrello stava aspettando. Per quanto i recenti archi narrativi interni a “Rinascita” e l’ancor più recente “Metal” fossero davvero apprezzabili, questo ritorno alle origini è la prova che Batman non ha bisogno di vivere in un mondo di super-eroi. Il crociato incappucciato è sempre stato più adatto ad un tipo di lotta al crimine ben lontano dallo stile adottato dalla Justice League.

La DC dovrebbe trarre un insegnamento dal buon Enrico Marini: c’è spazio per testate in cui Batman viaggia nello spazio con Superman per salvare il multi-verso da una stella marina aliena conquistatrice di mondi, ma c’è (o dovrebbe) esserci spazio anche per un Batman protagonista di storie dal taglio più matura e classico.


Previous «
Next »

Conosciuto anche come "ComicsFreak", è un fan della cartaccia quadricromatica fin dall'ormai lontano 1996. Collezionista ossessivo compulsivo di pupazzame e robaccia di plastica, ha una vera e propria ossessione per Batman e Spider-Man. Da buon amante di letteratura, cinema, setie TV e videogiochi, tra ciò che più adora spiccano: i romanzi di Kurt Vonnegut, "Léon", "Star Trek" e la saga di "The Legend of Zelda".
  • facebook
  • instagram
  • pinterest
error: Il contenuto è protetto!