November 21, 2018
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[Recensione] Children of the Whales #5 – un nuovo inizio

  • di Ravi Grossi
  • 13 giugno 2018
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È già presente in tutte le fumetterie il quinto volume di Children of the Whales, lo shōjo nato dalla fantasia e dalla penna di Abi Umeda.

È il 93° anno dall’Esilio della Sabbia e in un mondo ricoperto da un mare fatto di sabbia una piccola isola-nave, la Balena di Fango, solca le sconfinate distese di questo mondo postapocalittico. Sopra di essa vi abitano 513 persone che sono divise in due gruppi: i “marchiati” ragazzi e ragazze dotati di Thymia, che possiedono un potere telecinetico alimentato dai sentimenti, ma destinati ad una vita breve e a non superare i trent’anni; i “non marchiati” un esiguo gruppo di persone normali senza alcun potere che invecchia normalmente, per questo motivo uno tra di essi ricopre il ruolo di capovillaggio e quando superano i sessantun anni entrano automaticamente a far parte del consiglio degli anziani. Di fatto questa oligarchia degli anziani ha reso possibile uno sviluppo della società molto simile ad un’utopia, dove la gente vive in pace e armonia con il piccolo ecosistema presente sulla Balena di Fango e vaga tra i relitti in un mondo in rovina.

Il personaggio principale, anche se si tratta di un’opera corale dove più persone possono essere tranquillamente reputate coprotagonisti, è Chakuro, un giovane marchiato quattordicenne di scarso talento nella Thymia e che soffre di ipergrafia, l’impulso di mettere per iscritto tutto quello che vede e sente, ciò lo porta ad assumere il ruolo di archivista.

Ben presto questa pace e questo fragile equilibrio vengono spezzati dal ritrovamento di Lykos, una misteriosa ragazza senza emozioni dalla pelle più scura e dagli strani vestiti, proveniente da un mondo ignoto ai giovani. Il suo ritrovamento metterà in moto una serie di eventi che poteranno guerra e morte ma anche speranza e conoscenza agli abitanti della Balena di Fango.

La piccola isola-nave dove vivono è stata attaccata dall’Impero, la nazione che aveva esiliato 93 anni fa gli antenati degli abitanti a Falaina, a noi nota col nome di Balena di Fango, per dei crimini non meglio precisati. Dopo due sanguinose battaglie, e molte perdite, gli abitanti di Falaina sono riusciti a respingere gli assalti dell’Impero e ad allontanarsi, sembrerebbe, dalle loro grinfie, ma quando tutto sembra volgere per il meglio una strana nave meccanica approda sulla spiaggia della Balena di Fango.

In questo volume scopriremo le intenzioni degli stranieri approdati sull’isola con il loro mezzo meccanico, le incomprensioni che possono nascere quando due culture molto diverse si incontrano e se sarà possibile stabilire un rapporto pacifico con altre nazioni. Certo è che la mitezza e la bontà degli giovani abitanti di Falaina sembra essere la chiave portante delle buone relazioni che si verranno ad instaurare. Abbiamo anche uno scorcio di cosa accade  in una sala del consiglio dell’Impero al comandante dell’esercito Orca, richiamato dopo la rovinosa sconfitta, dove politica e parole si intrecciano per creare un nero futuro per gli abitanti di Falaina.

Viene rivelata inoltre l’importanza di Kokalo, la creatura donata da Olivinis, il nous della nave di Skyros, che dona una nuova speranza e apre la possibilità a molteplici scenari alla gente della Balena di Fango dove poter essere maggiormente padroni del proprio destino.

Putroppo queste liete notizie vengono stemperate da due colpi di scena: uno conseguenza degli avvenimenti del volume precedente e che riguarda Ouni; l’altro un terribile segreto che Lykos rivela ai nuovi arrivati per poter dissipare la diffidenza dei nuovi possibili alleati e riguarda la breve vita dei “marchiati”.

Essendo l’opera uno shōjo, si può intuire come ci sia particolare attenzione allo sviluppo psicologico di tutti i personaggi presentati. Tutti infatti presentano un’ottima caratterizzazione e profondità, che danno corpo e sostanza anche alle comparse più marginali. Il tratto tipico degli shōjo è molto peculiare, essendo sempre morbido e delicato nelle linee, ricco di particolari e dettagli nel delineare tanto i personaggi quanto gli scenari naturali. Le ragazze sono tutte molto diverse, con dei tratti che riflettono in parte la loro personalità, mentre diversi ragazzi hanno tratti marcatamente efebi, arrivando a somigliare talvolta un po’ eccessivamente a delle ragazze (questo è particolarmente visibile nel quinto volume) .

La narrazione è scorrevole ma molto lenta in maniera tale da poter assimilare con calma tutte le tematiche, le informazioni e i misteri che di volta in volta trovano risposta, e che spesso portano a nuove domande, ed esalta la pacatezza e mitezza di vita degli abitanti della Balena di Fango. Vi sono molteplici tematiche trattate magistralmente in questo manga, che pur essendo postapocalittico non scade nel cliché della violenza e dell’assenza di morale, anzi l’umanità, la gioia di vivere e le emozioni sono il nucleo pulsante che da forza e vigore alla storia. Ugualmente importanti sono anche la consapevolezza e accettazione della morte, e l’importanza della memoria storica di una popolazione.

In conclusione Children of the Whales è un’opera dolceamara, che riesce a mischiare in maniera sapiente e mai superficiale o troppo banale tematiche importanti con una trama interessante e misteriosa, che si prende il suo tempo nel dipanarsi dando il giusto perso a tutti i messaggi che vuole trasmettere e a tutti i personaggi che sono in scena.

In Italia il manga è edito con sovracopertina da Edizioni Star Comics ed è già disponibile nelle fumetterie dal 21 Maggio al prezzo di copertina di 5,90€.


 

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