August 19, 2019
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[Recensione] Genocidal Organ #2 – Le fondamenta della libertà

  • di Ravi Grossi
  • 7 Ottobre 2018
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Prosegue la storia di Genocidal Organ, le tematiche e I toni cambiano, spostandosi da città distrutte e criminali di guerra a un contesto urbano più tranquillo, dove doppiogiochi e personaggi molto fumosi con una precisa agenda politica saranno il fulcro di questo secondo volume.
Il volume riprende da dove si era interrotto quello precedente, con il capitano Clavis Shepherd che si allena per mantenersi in forma, e passa del tempo con l’amico, nonché collega, Williams parlando di lavoro e di svago. Due anni prima al ritorno dalla missione a Tbilisi in Georgia era stato assolto dall’uccisione del sottotenente Alex, che per alcune lacune nel suo sistema di controllo emotivo era entrato in uno stato allucinatorio e rischiava di compromettere l’intera operazione e di uccidere Clavis Stesso. A seguire, in un tavolo tecnico, il gruppo scelto guidato da  Shepherd viene messo al corrente di ulteriori informazioni sul misterioso obiettivo b, l’americano di nome John Paul. Ex-dipendente di un’agenzia di PR.  E dopo ogni consulenza fornita a paesi del secondo o terzo mondo in pochi mesi si vengono a creare tumulti interni che portano a genocidi veri e propri. A seguito di alcune informazioni in cui sarebbe stato visto a Praga Clavis e Williams vengono mandati a gestire le operazioni per la sua cattura. L’unica pista che Paul si è lasciato dietro è Lucie Skroupova, un’insegnante di lingue con cui aveva una relazione. Clavis, grazie al suo sapere enciclopedico, riuscirà a catturare l’attenzione di Lucia  e arriverà anche a stringere un solido rapporto che sembra sfociare in qualcosa di più serio. Inframezzato tra le lezioni si ha un pedinamento che sfocia in uno scontro e un sogno molto peculiare dove vengono messi a nudo alcuni dei rimorsi che Clavis si porta dentro. Dopo aver guadagnato un po’ di confidenza con Lucie viene invitato dalla stessa in un locale particolare, dove molti giovani si trovano per assaporare un pò di libertà senza dover essere costantemente monitorati. Infatti non sono richiesti dei riconoscimenti per entrare nel locale e si paga ancora con le banconote. Qui Clavis fa la conoscenza di Lucius un libero pensatore, che intavola discorsi brevi ma che lasciano spazio di riflessione sul costo della libertà e su cosa abbia rinunciato il governo degli Stati Uniti per questo clima di benessere e tranquillità.
Usciti dal locale Clavis e Lucia vengono seguiti da tre persone già viste precedentemente in metro, inizia una fuga che si conclude, con diverse rivelazioni importanti, sotto un ponte di Praga. Il colonnello si verrà quindi a trovare per la prima volta al cospetto di John Paul, che gli parla dandogli alcune spiegazioni su come faccia a causare il genocidio ovunque vada, e inizia a instillare il dubbio in Clavis che non tutto sia come appaia. Una volta fatto ciò sparisce lasciando Clavis con gli Incontabili, un gruppo di persone che si oppone strenuamente a questa tendenza di schedare le persone e tracciare ogni loro più piccolo spostamento. Fortuitamente Williams riuscirà a salvare Clavis nel momento di maggior pericolo e riportarlo in America.
Dopo un periodo di riposo una nuova missione ancora più rischiosa della precedente viene affidata a Shepherd e alle squadre che saranno ai suoi ordini. Dovranno andare in India e riuscire a recuperare John Paul prima che possano farlo altri enti sovranazionali, e questa volta dovranno agire come mercenari. Inoltre la possibilità di incontrare bambini soldato è certa, quindi prima dello scontro dovranno tutti andare preventivamente a fare counseling con psicologi militari per essere preparati a quello che li attenderà una volta in missione.
I tratti di Gato Aso, che abbiamo già visto all’opera su scenari di guerra, rendono ugualmente bene anche scenari urbani benché si percepisca una mancanza di espressività nei volti che appaiono spesso troppo statici, le visioni oniriche di Clavis qui raggiungono un apice nelle forme e nei contenuti risultando d’impatto.
I contenuti di questo volume sono sia il punto forte che il punto debole dell’opera e qui riescono ad essere in un bilanciamento quasi perfetto rendendo interessante una lettura che altrimenti sarebbe risultata più noiosa. Procedendo con ordine, se nel primo volume si poteva intuire che l’abilità e soprattutto la freddezza del Distaccamento di cui il colonnello Shepherd fa parte è anche merito ad una sofisticata tecnologia che si basa su nano-macchine e su una sorta di soppressione emotiva, che probabilmente è probabilmente causa indiretta degli strani sogni che il capitano talvolta sperimenta. Questo spiega la quasi totale assenza emotiva del colonnello, anche se ciò rende il personaggio di Clavis una tela bianca di cui abbiamo solo una visione del suo lato intimo più tormentato, ma per il resto quasi del tutto vuota, senza qualcosa che ci aiuti veramente ad identificarci e immedesimarci con lui. Non abbiamo nessun tratto distintivo, nessuna caratteristica peculiare, sogno o aspirazione e soprattutto nessuna forte caratterizzazione per un personaggio che dovrebbe essere il nostro punto d’accesso all’opera. Tutti i personaggi peccano in un certo senso sotto questo aspetto tranne Williams, che invece è stato reso a dovere, mostrando il suo lato umano e la sua personalità, a volte un poco eccessiva, ma comunque credibile e coerente. Lucie è un personaggio importante ma fallisce nell’esprimere un archetipo, non riesce ad essere del tutto la femme fatale che pare essere ad una prima vista, né l’interesse amoroso di Shepherd.
Altra pecca che riguarda soprattutto Clavis ma anche Lucie è il fatto di essere poco credibili nei loro ruoli, che sono esprimere dei concetti importanti per l’autore, ma che stridono messi in bocca ad un soldato d’élite o ad un’insegnante di lingue. Clavis è palesemente una persona colta, fin troppo, ma cieca davanti alle grandi tematiche espresse in quest’opera  e i suoi occhi saranno forzatamente aperti con il progredire della storia. Lucie invece rappresenta una visione positiva sull’animo umano e serve a controbilanciare le spiegazioni del tutto negative di John Paul, ma questo sarà espanso nel terzo e ultimo volume dell’opera.
Ci sono però molti lati positivi non meno importanti: le tematiche e la loro attualità al giorno d’oggi. Il genocidio, l’apparato di sorveglianza dei governi che è collegato con la nostra perdita progressiva della libertà individuale e l’inesorabile processo di modernizzazione e catalogazione del singolo. Oltre a ciò ci sono diversi spunti di riflessione molto interessanti riguardanti la natura umana e come essa sia direttamente collegata alle responsabilità individuali che sono le fondamenta della libertà di cui tutti godiamo. Anche il fatto che la libertà sia moneta di scambio quando in ballo c’è la sicurezza delle masse. Concetti molto importanti espressi con cognizione di causa ma mai troppo approfonditamente per lasciare a ogni lettore spazio per le sue riflessioni personali.
Il manga con sovraccoperta è stato pubblicato il 6 Giugno 2018 da Edizioni Star Comics ed è venduto al prezzo di €5,90.

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