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[Recensione] Ivar, Timewalker Volume 2: Disfare la Storia di Fred Van Lente e Francis Portela

  • di Luca Brindani
  • 26 Luglio 2018
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Ivar, Timewalker

Edizioni Star Comics continua a proporre l’universo Valiant in Italia con una costanza ed una perseveranza ammirevoli e così arriva anche il secondo volume di “Ivar, Timewalker“, Disfare la Storia.
Neela Sethi e Ivar Anni Padda si sono persi di vista sul finire dell’ultimo volume e la scienziata ha fatto l’incontro del capo del “Nulla”, sè stessa dal futuro. Neela dovrà stare agli ordini della sua versione futuristica e meccanizzata se vuole sopravvivere fino all’arrivo di Ivar. Il viandante eterno nel frattempo sta radunando una squadra composta da Gilad Anni Padda aka Il Guerriero Eterno e Aram Anni Padda per salvare la donna e impedire il collasso del Multiverso come lo conosciamo.
Fred Van Lente dopo averci illustrato i meccanismi che regolano i viaggi nel tempo nell’universo Valiant, per farla breve, non esiste un solo modo, ne esistono diversi, quello che usano i viaggiatori per divertimento è uno di essi mentre il Viandante Eterno usa dei buchi nello spazio tempo che si palesano con una frequenza regolare come fossero emorragie del continuum spazio-temporale. In questo secondo volume Van Lente si concentra nell’illustrare l’obbiettivo finale del nemico di Ivar ed esemplificare il rapporto tra lui e Neela. Non manca nemmeno in questo volume l’azione o i viaggi temporali, si passa dall’ultimo istante conosciuto del tempo, alla terra del 2015 senza nemmeno far passare due pagine; il nome viandante eterno non è mai stato più appropriato per il personaggio se non ora.
Stavolta i disegni sono affidati a Francis Portela (disegnatore di Faith in Valiant), a prima vista non vi è un cambio troppo netto, ma col proseguire della storia il cambio diventa abbastanza evidente, infatti, i volti diventano meno duri e spigolosi, molto più in linea alla rappresentazione che viene data di certi personaggi dallo scrittore, primo fra tutti il viandante eterno, molto meno duro in volto e ringiovanito anche dai colori di Andrew Dalhouse. Il disegnatore riesce bene nel rappresentare tutte quelle invenzioni futuristiche e futuribili che ci si aspetta da un fumetto di fantascienza, come una coscienza di naniti futuristica che ricorda quella di un certo eroe Valiant e anche degli scenari infernali post apocalittici interessanti e familiari seppur visti da un’altra prospettiva (NDR: Rai e le storie Valiant del 4001).
Per certi verso questo secondo volume ricorda molto più un episodio di Doctor Who del nuovo corso rispetto al precedente che vedeva i personaggi muoversi in epoche passate e serviva da introduzione alle vicende, che qui scoppiano, tanto che l’azione occupa una grande parte del secondo volume, come non poteva essere altrimenti nel momento in cui il Guerriero Eterno e Armstrong sono stati coinvolti, due esseri così poco “aggraziati” potevano solo portare scompiglio dovunque andavano e così è stato.

Van Lente e Portela consegnano alla fine un volume che ne più ne meno dimostra di aver voglia voglia di divertire il lettore senza dovergli proporre super cazzole sullo spazio tempo ogni due/tre pagine, nonostante vi sia un momento “ma che cavolo stanno dicendo!?” molto evidente nel numero 8. Gli aggiustamenti dal punto di vista grafico che ci si augurava purtroppo non sono arrivati si è voluti rimanere su un classico stile che possa piacere a tutti senza stravolgere quello che fu lo stile impiegato nel volume uno. Alla fine del volume possiamo trovare le cover di Raul Allen, che riesce definitivamente a catturare l’attenzione e l’occhio del lettore con un gusto tipicamente psicadelico e che speravamo fosse introdotto nella serie.


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