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Star Trek: Discovery 2×10 e 2×11 “L’Angelo Rosso” e “Perpetua Infinità” | Recensione

  • di Davide La Rosa
  • Aprile 5, 2019
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Il 21 ed il 28 marzo sono andati in onda gli ultimi due, in ordine di tempo, episodi di Star Trek: Discovery (“L’Angelo Rosso” e “Perpetua Infinità”), che ci avvicinano all’imminente finale di questa seconda stagione. Oltre alla canonica recensione dei due episodi, affronteremo anche una teoria su quello che ci potrebbe attendere nel finale di stagione.

Degli episodi ne parlo assieme perché, in un certo senso, sono due parti di un’unica puntata. Più o meno. Cosa succede? Grosso modo questo.

Episodio 10: “L’Angelo Rosso”

Grazie al virus informatico, trovato nel cervello di Airiam (la tizia mezza robot morta nella puntata 9), si scopre che la traccia biologica della persona dentro all’angelo rosso è quello di Micheal Burnham. Arrivano alla conclusione che l’angelo rosso è il comandante Micheal che viaggia nel tempo.
Parallelamente veniamo a conoscenza, grazie al capitano della sezione 31, che l’armatura dell’Angelo Rosso è alla base del “Progetto Dedalo”. Tale progetto era una creazione dei genitori di Burnham. In sostanza è una roba che viaggia nel tempo grazie a un fantomatico “Cristallo del tempo” (non fatevi troppe domande, vi prego… è già dura così). Burnham scopre che i suoi genitori sono morti per colpa dei Klingon che li hanno uccisi per impadronirsi di quella armatura… ma, non sappiamo come, non lo hanno preso.

Intanto il perfido “Controllo”, l’intelligenza artificiale malvagia nata dal computer della Sezione 31, continua il suo piano. Scoperto, dunque, che l’angelo rosso è Burnhman del futuro escogitano una trappola per catturarlo. Arrivano alla conclusione che, il suddetto angelo, si presenti solo quando Burnham è in pericolo (sì, è una sorta di spiegazione razionale del concetto di “Angelo custode”… silenzio, vi prego, ho detto che è già dura così!). Il problema è che questo angelo pare legato, con un’ancora energetica, al tunnel temporale dal quale esce. Comunque, come solito, fanno uno zibaldone di parole scientifiche a caso (intervallate dalla parola “Tachione”) ed escogitano un piano: mettono in pericolo di vita Burnham, appare l’angelo rosso e grazie alla trappola imprigionano l’angelo in un campo di forza. L’angelo si toglie la maschera e, sorpresa, non è Burnham ma la madre (oh, ma siete duri eh, quale parte di “Lasciate perdere, è già dura così” non avete capito?).

Ho passato una settimana d’inferno sospettando che saltasse fuori che la madre di Burnham fosse la stessa Burnham. Tipo madre di se stessa. Grazie al cielo non è così. Proiettile schivato.

Episodio 11: “Perpetua Infinità”

La madre di Burnham è proprio la madre di Burnham (che, essendo la madre, ha la traccia energetica uguale alla figlia, vabbè). 20 anni prima, per salvare la famiglia dai Klingon usa la tuta per viaggiare nel tempo. Solo che per errore finisce a 950 anni nel futuro. Un futuro dove la vita senziente è completamente sparita per colpa di Controllo. Da allora, la donna, fa continui salti temporali per impedire la distruzione della vita nella galassia. Purtroppo ogni volta che modifica la linea temporale succede qualcosa che fa vincere sempre la sordida intelligenza artificiale.

Intanto Controllo impara a prendere possesso di un corpo e diventare umano. Attenzione a quanto segue: grazie a delle nanosonde si impossessa del corpo del capitano della Sezione 31. La mamma di Burnham dice che la Discovery si deve liberare dei dati raccolti da quel pianeta vivente scoperto qualche puntata fa. Hanno tutta la memoria di questa creatura nel database dell’astronave. Controllo vuole quei dati per raggiungere la perfezione (anche questo particolare è MOLTO importante). Ve la faccio breve: Controllo cerca di rubare i dati ma non ci riesce, o meglio ci riesce solo per metà, perché viene scoperto; inizia una sparatoria; muoiono delle comparse; la madre di Burnham e l’armatura vengono risucchiati nel tunnel temporale dal quale erano venuti. Controllo riesce a scappare a bordo della nave della Sezione 31.

Sostanzialmente succede solo questo. Ah no, due cose molto belle (per un trekker che, come il sottoscritto, si fa abbindolare dal fanservice):

  1. Spock che dice “Amo la scienza”;
  2. La madre di Burnham che si rivolge a Pike così: “Io so chi sei, conosco la tua storia, sei il capitano Pike, della USS Enterprise, momentaneamente al comando della Discovery. Presto tornerai sulla tua astronave… potrei dirti altro sul tuo futuro ma non ti piacerebbe” (lacrimuccia).

Una personale teoria sul finale di stagione

Ma veniamo alla mia teoria. In realtà, leggendo in giro e discutendo con i miei contatti su Facebook, sono arrivato alla conclusione che questa teoria non è solo mia (mi sento meno solo e meno pazzo, così). Ve ne parlo così ne possiamo discutere assieme.

Occorre fare una premessa. Secondo alcune interviste, fatte al cast e agli sceneggiatori, il finale di questa stagione di Star Trek: Discovery lascerà a “Bocca aperta” i fan di “Star Trek” (questo vuol dire che ci piazzano una roba super fanservice, olè). Secondo un’altra dichiarazione: nella trama ci sono un sacco di imbeccate su cosa succederà nel finale. Questa stagione, nel sotto testo, urla continuamente la parola “Borg”. Si palpa proprio la voglia di metterci i Borg. La puntata in cui la sonda della Discovery viene trasformata in una sorta di calamaro robot, per esempio, è una cosa in pieno stile Borg.

Ah, i Borg, per chi non lo sapesse: sono una razza aliena proveniente dal quadrante Delta. È una razza tecnologicamente avanzata, il loro scopo è assimilare più razze aliene possibili, trasformando i singoli in parti di un’unica collettività (formata da esseri viventi con innesti cibernetici). Tutti sono collegati a un unico cervello, comandato dalla Regina Borg (tipo formiche). Per un motivo che non è mai stato spiegato hanno una fissa per la Terra e i terresti, che non riescono mai ad assimilare.

Fatte le dovute premesse ecco la teoria: stiamo assistendo alla storia della genesi dei Borg! Cosa che non è MAI stata spiegata nei vari spin-off di Star Trek. Perché dico questo?

  1. Le nanosonde che trasformano il capitano della Sezione 31 nella versione di carne (e anche un po’ metallo, visto che gli sparano e non gli succede nulla) sono molto simili alle nanosonde che i Borg utilizzano per assimilare gente, trasformandoli in mezze macchine.
  2. Controllo cerca la conoscenza per diventare perfetto… proprio come i Borg che voglio assimilare tutte le razze che trovano per raggiungere una conoscenza infinita.
  3. Spiegherebbe perché i Borg stanno in fissa con i terresti.

Nascono delle domande, a questo punto: Come può essere che 10 anni prima di Kirk nasca una struttura sociale così complessa che, viene spiegato più volte, esiste da una marea di tempo? E poi perché si sviluppa nel quadrante Delta? Come mai la Federazione, 100 anni dopo, quando Picard incontra la prima volta i Borg nel quadrante Beta, non sanno dell’esistenza dei Borg?

Vi rispondo raccontandovi come, SECONDO ME, sarà il finale dell’ultima puntata di Star Trek: Discovery. Controllo, nel corpo del capitano della sezione 31 (o di un altro), viene sconfitto dall’equipaggio della Discovery. Ma non muore, bensì, a causa della tuta crononauta (quella della mamma di Burnham), finisce per qualche motivo in un passato molto lontano e dalla parte opposta della galassia, nel quadrante Delta, a settantamila anni luce dalla Terra. Qui, senza che la Federazione possa saperlo, Controllo inizia a evolversi formando, piano piano, l’impero Borg (magari, negli ultimi secondi dell’episodio, vediamo che si sta creando un cubo Borg). I Borg un impero che, secoli o millenni dopo, diventerà la più grande minaccia che la Federazione dovrà affrontare.

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