Per quanto non recentissimo, il genere degli Isekai (lett. mondo alternativo) ha senz’ombra di dubbio conosciuto il suo periodo di maggiore popolarità durante gli ultimi 5-7 anni. Prodotti come: That Time I Got Reincarnated as a Slime, KonoSuba, The Rising of the Shield Hero, Saga of Tanya the Evil o Overlord hanno appassionato tanto il Giappone, quanto il resto del mondo, Italia compresa. Il giochino narrativo di catapultare un protagonista del tutto normale e privo (quantomeno nella sua precedente vita) di alcun carisma o abilità, in un mondo alternativo governato da regole e società totalmente differenti, si è rivelato tanto semplice quanto efficace, riuscendo anche e soprattutto ad avvicinare moltissimi lettori giovani al media fumettistico. Tranne qualche sporadica eccezione però, le trame, i mondi e i personaggi degli Isekai più popolari tendono alla fine ad assomigliarsi un po’ tutti quanti e a brillare veramente poco per quanto concerne l’originalità. Tokyo Revengers di Ken Wakui, arrivato in Italia a Febbraio 2021 grazie a J-Pop, è un Isekai, ma non ha pressoché nulla a che fare con gli ormai stucchevoli cliché dei titoli sopracitati.
Takemichi Hanagaki è un ventiseienne giapponese che lavora come impiegato in un piccolo negozio di noleggio DVD. Annoiato e impantanato in una vita dalla quale non si aspetta più nulla, Takemichi trascorre le sue giornate immerso nell’inconsapevole molestia della routine; quando ad un certo punto, ascoltando distrattamente un notiziario, apprende della morte di Hinata Tachibana, sua ragazza ai tempi delle scuole medie e suo unico amore. Successivamente, per un motivo non del tutto chiaro, Takemichi finirà sui binari della metro e morirà. O questo è quantomeno quello che sembra fino al momento in cui non si gira pagina.
Riaperti gli occhi, il nostro protagonista infatti si ritrova ai tempi delle medie (Chūgakkō – 中学, che per i giapponesi va dai 12 ai 15 anni), quando; ancora spensierato e popolare trai coetanei, andava in giro con la banda di teppisti della quale faceva parte insieme ai suoi migliori amici. Presto Takemichi capirà di non star semplicemente vivendo un sogno, ma di essere effettivamente tornato nel passato. Preso coscienza della situazione e delle dinamiche che hanno portato alla morte di Hinata, il piccolo-grande Takemichi decide di usare questa seconda chance per cambiare il futuro e prevenire la morte della persona più preziosa della sua vita. Oltre ad essere, almeno dal nostro punto di vista, genuinamente affascinante in relazione al genere, la storia di Tokyo Revengers emerge in quel misto di sensazioni che si ottiene miscelando nostalgia e senso di rivalsa. Un po’ come Cobra Kai insomma.
Il ritorno nei primi anni duemila è infatti un ritorno ad un passato nostalgico e più spensierato tanto per il protagonista, tanto per il lettore, dal momento che il manga si rivolge ad un target di lettori giovani adulti. Due come noi, Shonan Junai Gumi e Worst sono tutti manga di cui gli appassionati sentiranno il sapore durante la lettura dell’ultima fatica di Ken Wakui. Ed è proprio lì nel periodo scolastico così nostalgico che subentra il secondo ingrediente della ricetta. Takemichi deve ripartire da zero per salvare Hinata; Da piccolo bulletto dovrà infatti salire fino alle posizioni di comando della Tokyo Manji, la più grande ed importante gang criminale di Tokyo, per impedire l’incidente che dodici anni più tardi toglierà la vita della dolce fidanzata del nostro protagonista. Tutt’altro che dolci invece sono i comprimari, personaggi affascinantissimi, molto sofisticati e subito riconoscibili.
Ken Wakui, ormai padrone di proporzioni e uso dei chiaroscuri, sfoggia finalmente tra le pagine di Tokyo Revengers anche tutto il suo talento artistico. Disegni molto chiari, sapiente uso dei bianchi ed evidenti contorni neri forniscono un meraviglioso contrasto con l’estetica dei primi anni duemila richiamata continuamente dai fondali, dai vestiti e dai retini. L’amore per la chiarezza dell’immagine e per l’illustrazione che risiede in Wakui viene fuori prepotentemente poi nelle spettacolari splash-page.
In definitiva, Tokyo Revengers è un manga fresco, divertente e appassionante, una vera e propria manna dal cielo per il genere Isekai. Soffre forse un po’ la solita retorica dei manga shonen della principessa da salvare e del ragazzo che mai si fermerà di fronte a nulla, ma è un difetto insito probabilmente nel genere stesso, ed evidentemente non ancora necessario di risoluzione, stando al mercato quantomeno. Promosso anche il formato proposto da J-Pop, uno dei migliori in assoluto per godere della lettura di un manga in questo momento.
















