In arrivo nei cinema italiani il 30 luglio, Una pallottola spuntata segna il ritorno di un franchise che ha fatto la storia del genere demenziale. Diretto da Akiva Schaffer, regista anarchico e membro del collettivo comico The Lonely Island, il film punta tutto su un’operazione delicata: riesumare uno dei personaggi più amati del cinema comico anni ’80 e ’90 senza snaturarne lo spirito e, al tempo stesso, senza cedere alla nostalgia. Protagonista assoluto è Liam Neeson, in un’inaspettata virata comica nei panni di Frank Drebin Jr., figlio dell’indimenticabile tenente Drebin. Il cast di contorno è volutamente eclettico e pop: Pamela Anderson, Paul Walter Hauser, Kevin Durand, CCH Pounder, Danny Huston e l’influencer Liza Koshy. Grazie a Paramount Pictures Italia e Eagle Pictures, abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

Il film segue le disavventure di Frank Drebin Jr., detective impacciato e in costante crisi d’identità, alle prese con un caso apparentemente semplice che – come da tradizione del franchise – degenera in un pasticcio diplomatico su scala globale. Il personaggio è ossessionato dalla figura paterna, una leggenda della polizia che ha lasciato un’eredità impossibile da eguagliare. In mezzo a sparatorie accidentali, inseguimenti che sfidano ogni logica e dialoghi completamente surreali, Drebin Jr. dovrà trovare il modo di salvare il mondo… senza rendersi conto di essere lui stesso il problema principale.

La saga di Una Pallottola Spuntata nasce nel 1982 con la serie TV Police Squad!, creata dal trio comico Zucker-Abrahams-Zucker, e trasformata nel 1988 in una trilogia cinematografica di culto. Leslie Nielsen, con il suo straordinario carisma, diede vita a un personaggio iconico: il tenente Frank Drebin, uomo d’azione e totale idiota inconsapevole. Quella comicità – fatta di gag visive, parodie cinematografiche e assurdità linguistiche – ha influenzato decenni di commedie demenziali, da Hot Shots! a Scary Movie. Il nuovo film non cerca il remake fedele, bensì un’eredità narrativa che si proietta nel presente attraverso una nuova generazione. Drebin Jr. non è una fotocopia del padre, e il film non tenta mai di replicare semplicemente le battute iconiche del passato. Piuttosto, rilegge lo spirito dell’originale alla luce della contemporaneità, costruendo una parodia che è sì nostalgica, ma soprattutto moderna e consapevole.

La scelta di Liam Neeson come protagonista può inizialmente sorprendere, ma è in realtà una mossa geniale. L’attore irlandese è noto per aver incarnato, negli ultimi vent’anni, l’archetipo dell’uomo d’azione freddo e infallibile, dai tempi di Taken in poi. In Una pallottola spuntata, Neeson non solo accetta di mettere in discussione quella figura, ma ne fa parodia esplicita, ridicolizzando ogni elemento che ha contribuito alla sua fama: lo sguardo glaciale, le frasi lapidarie, la fisicità minacciosa. Il risultato è esilarante: Frank Drebin Jr. è un idiota tragicamente convinto di essere un eroe e Neeson interpreta il tutto con assoluta serietà, come faceva un tempo Leslie Nielsen. Neeson dimostra un tempismo comico inaspettato e soprattutto riesce a far ridere senza mai cercare la risata.

Altro elemento vincente è la presenza di Pamela Anderson, qui perfettamente a suo agio in un ruolo comico cucito su misura. Il film gioca con la sua immagine pubblica – tra Baywatch, i tabloid e il recente rilancio come autrice – e le permette di sovvertire ogni cliché legato al suo passato. Anderson si prende il lusso di ridefinirsi come attrice comica, con una performance ironica, vivace e volutamente sopra le righe. Il suo personaggio è una spalla brillante che sa rubare la scena con tempi comici perfetti e uno sguardo costante che suggerisce: “Sì, so esattamente cosa state pensando, e ci sto giocando sopra.”

Una pallottola spuntata non è solo una commedia demenziale ben scritta: è anche un’operazione coraggiosa. In un contesto culturale che tende a evitare rischi comici, in cui spesso si teme di “non poter più dire nulla”, questo film gioca con il politicamente scorretto senza mai diventare offensivo. Schaffer riesce a calibrare una satira che tocca il maschilismo, il patriottismo, i cliché delle forze dell’ordine, la cultura social e le stesse derive hollywoodiane, mantenendo sempre un tono giocoso e consapevole. Le gag visive sono numerosissime, tra oggetti di scena impazziti, inseguimenti assurdi, battute da doppio senso e momenti che sembrano usciti direttamente da Scary Movie. Ma la differenza è nella costruzione: qui c’è un’intelligenza narrativa che evita l’accumulo sterile e un ritmo che tiene incollati per tutta la durata del film.

In un’epoca in cui la commedia sembra smarrita, Una pallottola spuntata arriva come una ventata d’aria fresca, una celebrazione della risata che non teme il ridicolo e che non si scusa per essere sfacciata. È un film che ride del cinema, della cultura pop e soprattutto di sé stesso, come ogni buona parodia dovrebbe fare. Liam Neeson dimostra un talento comico sorprendente, Pamela Anderson conquista con un carisma che va oltre ogni etichetta e la regia di Schaffer riesce a tenere insieme passato e presente con brillantezza. Una pallottola spuntata è molto più di un ritorno nostalgico: è una dichiarazione d’intenti. Ci dice che si può ancora fare satira, che si può ancora ridere senza filtri, e che – forse – è proprio attraverso la risata che possiamo affrontare l’assurdità del nostro tempo.


Una Pallottola Spuntata arriva al cinema a partire dal 30 luglio. Di seguito il trailer italiano del film:

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