Dopo The Nun – La vocazione del male, Corin Hardy torna ad occuparsi di horror, nel suo nuovo film da regista Whistle – Il richiamo della morte, in arrivo nelle sale italiane dal 19 Febbraio con Midnight Factory. Si tratta di un film corale che mescola idee poco originali e già trattate ad una CGI povera e posticcia. Nel cast anche Percy Hines White, volto noto della serie Netflix Mercoledì, e Nick Frost.

Whistle – Il richiamo della morte è un film horror soprannaturale del 2025 diretto da Corin Hardy, in cui un gruppo di studenti delle superiori trova per caso un antico fischietto della morte azteco. Suonandolo, i ragazzi scoprono con orrore che il suono terrificante sprigiona una maledizione: chiunque ascolta il richiamo viene segnato per la propria morte, e le entità evocate iniziano a perseguitarli e ucciderli secondo il destino che ciascuno sembra avere disegnato nel suo futuro. Nel disperato tentativo di sopravvivere, gli adolescenti cercano di capire l’origine del manufatto e come spezzare l’incantesimo, affrontando paure personali, legami fragili e la corsa contro un destino inesorabile che cresce con ogni nota del fischio.

Le premesse teen horror inizialmente funzionano, dove viene mostrata allo spettatore un’opera di genere che non si pone solo l’obiettivo di spaventare, ma anche di far riflettere su tematiche adolescenziali e umane. La paura della morte, l’elaborazione del lutto, il terrore per un futuro incerto e insicuro e il bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Whistle mette sul fuoco decisamente troppi elementi che creano confusione e, inevitabilmente, non vengono affrontati come dovrebbero, denotando una sensazione di superficialità costante, con dinamiche che sembrano basarsi su stereotipi decisamente inefficaci. Nel corso della narrazione si perde anche l’intenzione di riflessione, con temi che vengono accennati ma poi buttati nel ridicolo, come la guida in stato di ebrezza o lo stesso omicidio, contornati da battute inverosimili che non fanno che distruggere completamente la sospensione di incredulità del pubblico. Insomma, uno svolgimento che pare non fare fede a quelle che sono le premesse e che, fondamentalmente delude.

Hardy compie un miscuglio indecifrato di pellicole horror già viste e acclamate dalla critica, le pone nella stessa sceneggiatura, ma con una forza che non ha la stessa medesima presa sul pubblico. Whistle cita cult del genere come Final Destination da una parte, e dall’altra pellicole più recenti come Talk To Me o Smile, risultando, però, solamente una brutta copia che non cita, ma ruba in maniera maldestra, dimostrando di fatto una mancanza di originalità e di tecnica nella scrittura. L’horror viene spesso tacciato dal pubblico di non essere abbastanza originale e innovativo e, purtroppo, Whistle ne è la dimostrazione, muovendosi tra dinamiche trite e ritrite del genere. Andando ad analizzare il film, tuttavia, si può anche riconoscere che la citazione sia accettabile, il problema è come viene sviluppata. La storia risulta piatta e colma di cliche, introducendo tematiche interessanti dal punto di vista sociale, ma non andando a fondo a dovere. Ad esempio, la paura della morte è comune negli esseri umani, ma anche la curiosità di vedere come tutto andrà a finire e si spegnerà. Questo aspetto in Whistle è centrale, ma mal gestito da una sceneggiatura confusa e una regia poco brillante.

Dal punto di vista tecnico Whistle possiede punti di forza e punti deboli. Se da una parte vediamo una fotografia ben calibrata, che utilizza una palette scura e cupa, tipica del genere horror, e che crea un’atmosfera inquietante con colori che vanno dal nero, al rosso, al blu scuro, dall’altro la CGI lascia decisamente a desiderare. Le morti dei personaggi sono violente in maniera insensata, disturbanti, ma non in senso positivo, soprattutto per il fatto che gli effetti speciali non riescono a colpire lo spettatore, ma rimangono estremamente poveri e rudimentali alla vista, dove magari qualche VFX digitale avrebbe avuto una resa migliore se svolti in maniera più artigianale. Hardy dirige un film che vuole essere preso sul serio, ma che visivamente non ha la resa adatta per ottenere questo scopo e, al contrario, finisce per risultare talmente sopra le righe da essere ridicolo.

Whistle – Il richiamo della morte è un horror soprannaturale che parte da buone premesse, per poi abbandonarle nel corso della costruzione narrative, volendo affrontare tematiche importanti con superficialità in un contesto che a livello tecnico non funziona, se pur con qualche idea di base buona e un livello citazionale che strizza l’occhio allo spettatore di genere.


Whistle – Il richiamo della morte, il nuovo film di Corin Hardy che vede nel cast Percy Hines White e Nick Frost, sarà nelle sale italiane dal 19 Febbraio con Midnight Factory. Ecco il trailer italiano:

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