Il 15 ottobre arriva su Netflix l’attesissima terza stagione di You, serie che dal momento della sua uscita è riuscita a conquistare una discreta fetta di pubblico grazie alla sua assurdità e, perché no, a quella vena di trash consapevole. Penn Badgley e Victoria Pedretti, dopo una seconda stagione decisamente meno entusiasmante, tornano nei panni di Joe e Love più carichi che mai, trascinando con loro una scia di sangue non indifferente. Abbiamo visto la terza stagione in anteprima e di seguito vi sveliamo il nostro parere.

Dopo essersi trasferiti Madre Linda, in California, e aver iniziato una nuova vita in un quartiere residenziale all’apparenza perfetto, Joe (Penn Badgley) e Love (Victoria Pedretti) sono pronti (forse) a lasciarsi il passato alle spalle e a dedicarsi a tempo pieno al loro piccolo bimbo. Dopo la fine della seconda stagione in cui Joe sembra addirittura esser spaventato dal comportamento di Love, le cose tra i due non migliorano. Questa volta il ragazzo sembra aver messo gli occhi su Natalie (Michaela McManus) la giovane vicina e Love non sembra essere d’accordo con la scelta del marito. Nascondere un passato di omicidi non è semplice quando il quartiere scelto è la residenza di comitati del vicinato e giovani mamma influencer pronte a tutto pur di appagare la sete di curiosità dei loro follower.  Come faranno Joe e Love a nascondere i loro segreti e soprattutto a fidarsi l’uno della follia dell’altra?

Dal momento in cui Freeform ha venduto You a Netflix, la seria ha subito un cambio direzionale non indifferente che l’ha avvicinata maggiormente ai prodotti della piattaforma di streaming. Se già dalla prima stagione aveva presentato non pochi momenti sopra le righe diventando un vero e proprio guilty pleasure, dalla seconda stagione il tutto è stato portato all’ennesima potenza venendo recepito in maniera tiepidina sia da pubblico che critica. Ma come ogni guilty pleasure che si rispetti e nonostante lo scivolone della seconda stagione, stavano tutti aspettando l’arrivo della nuova serie. E diciamolo fin da subito, la terza stagione è sicuramente migliore.

Se da un lato il personaggio interpretato da Badgley rimane sempre il solito e statico Joe, in questi nuovi episodi viene leggermente approfondito il suo passato, la sua infanzia e tutte quelle vicende che in parte lo hanno portato a trasformarsi in un vero e proprio serial killer. Stesso discorso per Love, interpretata da una sempre in forma Victoria Pedretti. Love, dopo la rivelazione della seconda stagione in cui [SPOILER] ci si rende conto essere più folle di Joe, ha in serbo un vero e proprio piano per non farla passare liscia a chiunque si metta in mezzo alla sua strada.

La terza stagione di You, arriva in un momento storico particolare. Girata interamente durante la pandemia di COVID-19, come molte serie ha voluto inserire al suo interno alcuni richiami alla situazione sanitaria mondiale, non rendendola però protagonista come successo in prodotti come This Is Us o Grey’s Anatomy. Quello che You in maniera davvero intelligente riesce a fare è criticare tutto quel sistema anti-vaccinale, pur parlando di tutt’altra malattia. Una critica sociale inserita neanche in maniera tanto velata che potrebbe sollevare alcune interessanti polemiche vista la diffusione della serie. Insieme ad altri prodotti seriali, in primis Desperate Housewives, anche You decide di prendersela con quel sistema medio borghese dell’American Way Of Life, la vita apparentemente perfetta e patinata all’interno di quei quartieri residenziali americani in cui tutto sembra essere perfetto e solo dopo l’apertura delle porte di quelle splendide ville le facciate crollano per rivelare una serie di segreti e misteri. Non mancano i colpi di scena, alcuni più interessanti di altri, che almeno per una buona prima parte della stagione riescono ad intrigare e interessare.

Ma veniamo alle note dolenti. You è sicuramente un prodotto di mero intrattenimento, pazzo, ironico e malato, non c’è quindi bisogni di porsi chi sa quante domande e cercare la perfezione dietro ad ogni inquadratura ma effettivamente, arrivati alla terza stagione, la situazione inizia a farsi un po’ ripetitiva. Lo schema della serie è sempre lo stesso e nonostante qualche guizzo di sceneggiatura, in questo caso scritta dallo showrunner Greg Berlanti e dalla shorunner di lunga data della serie Sera Gamble, la struttura rimane sempre la stessa. Dopo una prima parte più d’intrattenimento e con più colpi di scena, la seconda metà degli episodi si fa pesante e a tratti ancora meno credibile delle due precedenti stagioni, arrivando ad un climax finale davvero troppo esasperato. Gli stessi colpi di scena sono citofonati e ormai privi di qualsiasi sorpresa, perché, ancora una volta, lo schema è sempre lo stesso. Visto il finale, ci si aspetterebbe una nuova stagione, ma sarebbe davvero arrivato il momento di svecchiare la serie è creare qualcosa di nuovo che possa dare una conclusione ad una serie fatta e pensata per intrattenere con la sua follia, la sua goffaggine e perché no, con la sua abbondante dose di trash consapevole.

YouLa terza stagione di You, dopo essersi fatta tanto aspettare, presente sicuramente alcuni punti di riflessione interessanti, visto il periodo storico in cui viene distribuita. Arrivati però ad una terza parte che sembra un copia-incolla delle due precedenti, si sente il bisogno di dare una nuova vita alle situazioni e ai personaggi. Vecchi e nuovi volti si amalgamano bene e nonostante qualche personaggio davvero interessante il tutto resta troppo in superficie, portando il finale verso un climax davvero poco credibile. Resta comunque un interessante prodotto d’intrattenimento che va fruito per quello che è, senza troppe pretese né troppe domande.


La terza stagione di You sarà disponibile su Netflix a partire da venerdì 15 ottobre. Ecco il trailer italiano della serie:

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