Holy Motors

Cangiante, complesso e misterioso, Holy Motors è una pellicola d’autore presentato a Cannes nel 2012 riscuotendo tanti applausi ma nessuna gratificazione. Il regista francese Leo Carax, dopo anni lontano dalla macchina da presa, riuscì con quest’opera a tornare a far parlare di sé. Da noi il film è stato poco considerato, ma questa è l’ottima occasione per recuperare questa piccola perla. Il film racconta 24 ore della vita di monsieur Oscàr (Denis Lavant), che gira per Parigi a bordo della sua limousine, accompagnato solo dalla assistente-autista Céline (Edith Scob), attraverso dieci appuntamenti di lavoro che metteranno in scena una sequenza di personaggi straordinari.

Il filo nascosto

Paul Thomas Anderson è sinonimo di grande cinema, elegante e curato nei dettagli, con protagonisti forti che rapiscono lo spettatore nella loro profonda caratterizzazione. In questa storia di ossessioni e mania di controllo, i protagonisti danzano a ritmi diversi ma sempre armoniosi come dei teatranti sul palco. Un vero melodramma contemporaneo. Nella cornice della Londra degli anni Cinquanta, il sarto Reynolds Woodcock dirige la celebre House of Woodcock, inconfondibile marchio di stile e bellezza. Preclusosi dal privilegio dell’amore l’artista ogni giorno si intrattiene con donne diverse che gli forniscono la giusta dose di ispirazione e compagnia, finché non incontra Alma, ragazza ambiziosa e caparbia che riesce a insinuarsi nel suo cuore come musa e come amante, sconvolgendo da un giorno all’altro la sua vita perfetta fatta su misura.

Il Grande Lebowski

FilmI fratelli Coen colpiscono forte con questo capolavoro leggero, ironico e iconico. Personaggi straordinari e memorabili per una storia che con leggerezza affonda la sua trama in uno spaccato sociale. Una prova registica incredibile, dove la qualità alta non cede il passo ai toni da commedia della pellicola. Aggredito in casa propria da due scagnozzi del magnate del porno Jackie Treehorn, il protagonista Jeffrey Lebowski, scapolo fannullone detto il “Drugo”, si ritrova a collaborare con il suo omonimo, ricco filantropo paralizzato su una sedia a rotelle, per salvare la moglie di quest’ultimo, rapita a causa di un grosso debito.

J’ai tué ma mère

L’enfant prodige del cinema canadese, Xavier Dolan, debutta dietro la macchina da presa con questo lungometraggio sorprendente, da lui scritto, diretto, interpretato e prodotto ad appena vent’anni. Già dopo questa pellicola si era subito palesato tutto il magnifico talento di questa giovane promessa del cinema contemporaneo, I Killed my mother (questo il titolo in inglese del film) è sorprendente, energico e carico di identità stilistica. Dolan è un regista che merita di essere visto nella sua interezza, dalla sua opera A alla sua opera Z. Hubert è un adolescente canadese privo della figura paterna. Un giovane ragazzo come tanti attanagliato dalle pulsioni e dalle inquietudini figlie dell’età, che nasconde la propria omosessualità alla madre e che sfoga su di lei il dolore represso, colpevolizzandola per non amarlo abbastanza.

Lady Bird

Brillante opera prima dalla sorprendente Greta Gerwing, che ne cura anche la sceneggiatura. Un film che racconta con Coming of age, che nasconde tanto. Ricca di cura per i dettagli, è una pellicola davvero ben confezionata e meritatamente blasonata. Christine McPherson è un’ambiziosa liceale che sogna di trasferirsi in una grande città cosmopolita, per frequentare il college e lasciarsi alle spalle la noia e la banalità di una vita senza colpi di scena. A corto di crediti extracurriculari per la sua domanda di ammissione, la diciassettenne è costretta ad iscriversi al club teatrale del suo liceo, esperienza che porterà nuova energia alla sua vita sociale e a quella privata, segnata da una madre ipercritica e da un padre rimasto da poco disoccupato.

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